Le pagelle di fine stagione 2018-2019: la difesa

GIOCATORE

MEDIA VOTO

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Donnarumma

6,53

Stagione positiva per il giovanotto, impreziosita da alcune prestazioni di tutto rispetto. Abbassati i toni del suo procuratore pizzaiolo la concentrazione e la tranquillità hanno fatto il resto, come era prevedibile. Qualche insufficienza non grave specie all’inizio, poi bene, spesso benissimo, con parate spettacolari. Parate che molto probabilmente la prossima stagione andrà a fare altrove vista l’esigenza di far quadrare i conti, la presenza di un giovane emergente come Plizzari e di un secondo affidabile come Reina.

Reina

6,75

Fido e silenzioso scudiero del Luigi titolare, fa però pienamente il suo dovere le poche volte che viene chiamato. Non deve più dimostrare il suo valore ma specie contro la Sampdoria in Coppa Italia ha mostrato tutte le sue qualità. Elemento esperto ed estremamente affidabile, sa comandare la difesa, gioca bene con i piedi, sa fare spogliatoio.

Calabria

6,0

Stagione altalenante quella del trottolino rossonero che ha sofferto gli alti e bassi del compagno di fascia Suso. E’ andato certamente e generalmente meglio in fase difensiva, bene in fase offensiva quando la catena di destra ha funzionato. Stagione terminata in anticipo causa infortunio, arrivederci alla prossima per giocarsi la maglia con Conti.

Abate

6,08

Al passo d’addio dopo 10 anni di rossonero, Capitan Ignazio fa sempre la sua parte, ergendosi ad esempio e dispensando esperienza a piene mani. Da rimarcare le sue partite da centrale difensivo nel massimo momento di carenza di soluzioni. Non è mai stato, e mai lo sarà, un campione ma per l’abnegazione e l’attaccamento alla maglia verrà sempre ricordato con piacere.

Zapata

6,29

La stagione disputata non ha aggiunto né tolto nulla alla considerazione che abbiamo nei confronti del buon Zapatone. Se in giornata (ma non sempre lo è stato e non è una novità) è certamente il miglior centrale della rosa, peccato per i guai fisici che lo hanno messo all’angolo al culmine del suo buon momento obbligando a riesumare Musacchio. Fermo restando che le migliori stagioni le ha fatte ad Udine, rimane il ricordo di un professionista esemplare anche sotto l’aspetto disciplinare.

Romagnoli

6,15

Complessivamente una buona stagione, impreziosita da un paio di segnature importanti. Per crescere deve migliorare sotto l’aspetto disciplinare: ammonizioni e squalifiche sempre per lo stesso motivo (proteste) e sempre nello stesso arco di partita (secondo tempo inoltrato), segno che c’è un problema di testa e comportamentale da superare per progredire. Gli va affiancato un compagno di linea al suo livello.

Musacchio

5,80

Un discreto inizio, poi viene accantonato causa infortunio, ricompare nel girone di ritorno. Non male ma nemmeno benissimo come ci si aspettava. Può fare rosa e rappresentare una alternativa, non di più.

Rodríguez

6,10

Meglio il girone di andata che quello di ritorno nel quale mette in mostra un evidente calo di prestazioni. Resta da stabilire se sia meglio sulla fascia (dove gli si chiede di arrivare sul fondo e crossare, cosa che spesso non gli è riuscita) o in una ipotetica linea difensiva (dove però soffre la fisicità degli attaccanti come Mandzukic per esempio). Quando ha giocato bene, la squadra ne ha beneficiato, rappresentando lui la chiave (spesso primaria) di uscita dal pressing avversario. Stesso discorso fatto per Musacchio: in una rosa ci può stare, magari non come prima scelta.

Caldara

S.V.

Non giudicabile, purtroppo. Doveva essere la linfa nuova per il reparto, invece problemi di ambientamento ed un grave infortunio sopraggiunto nel momento del debutto gli hanno impedito di mettersi in mostra. Va aspettato, perché, pienamente recuperato, potrà essere una risorsa per il futuro allenatore.

Laxalt

5,48

Male, purtroppo. Il corridore instancabile visto al Genoa lì deve essere rimasto ed a noi è stato dato il cugino brutto. Inadatto per certi palcoscenici, non avvezzo a giocare nella difesa a 4 (e si sapeva), non ha saputo mettere in evidenza le sue qualità nemmeno in un sistema di gioco che gli assegnava compiti più offensivi. Spesso è sembrato come trattenere le gambe dal correre, con l’aggravante di una scarsa attenzione difensiva. Tocca il punto più basso contro al Juventus nella partita di andata regalando la palla a Cancelo che crossa per Ronaldo per il raddoppio. Strapagato per quanto ha saputo fare, speriamo almeno di ricavarne altrettanto.

Conti

6,10

Anche lui, come Caldara, doveva rappresentare la novità, peraltro di lusso, per tutto il reparto. Frenato dagli infortuni, ha potuto mettersi un po’ in mostra solo nel finale. Resta il dubbio, dopo averlo visto giocare (qualche volta è sembrato svogliato in fase difensiva) che ami soprattutto offendere e questo, indipendentemente da chi sarà il prossimo allenatore, è un problema che solo lui potrà risolvere considerata la diversità di sistema di gioco rispetto all’Atalanta. Tenuto conto dell’età e dell’investimento fatto, vale per lui la stessa considerazione fatta per Caldara.

Egidio

Sono nato all'epoca delle Olimpiadi di Roma, nella vita non faccio lo scrittore, né il giornalista, ma tutt’altra cosa che adesso non è utile descrivere né spiegare. Mi piace scrivere. Nel corso della mia vita, sin dall’epoca del liceo, credo di aver sviluppato una discreta capacità nel raccontare ed esprimere idee, concetti, ma soprattutto sentimenti e sensazioni. Tuttora, nella vita di tutti i giorni scrivo molto per lavoro. Sono innamorato del Milan dall’età di 8 anni e questo per merito di mio padre buon’anima, ahimè, volato in cielo pochi mesi prima della Stella del 10°. Mi firmerò con lo pseudonimo di Egidio. Come molti altri di voi, ho giocato a pallone (badate bene, “a pallone”, e non “a calcio”) a livello dilettantistico-amatoriale. Giocavo centravanti (adesso sarei “una prima punta”), la maglia rigorosamente era la numero 9 ed Egidio era il soprannome che i miei amici mi affibbiarono all’epoca dei fatti, ma vi assicuro che ho segnato più reti di quante ne abbia sbagliate lo Sciagurato. Ringrazio sin d’ora chi mi leggerà, chi mi apprezzerà, chi no, ma soprattutto chi, con educazione, mi contesterà : il peggior disprezzo è l’indifferenza. Ricordate che il Milan si discute, ma si ama. Ed io lo amo.

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