DONNARUMMA 6,0: festeggia le 50 presenze nel Milan regalandosi un pomeriggio da spettatore non pagante. Barella e qualche cross lo aiutano a scaldarsi le mani.

ABATE s.v.: subito sciabordante a destra viene tranciato da Alves che pagherà cara l’impudenza. Esce troppo presto.

PALETTA 7,0: dalle sue parti non si passa. Sradicatore seriale di palloni, dove c’è lui non c’è n’è per nessuno, manco fossimo sul Piave nel 1917. Sempre al posto giusto nel momento giusto.

ROMAGNOLI 6,5: sfrutta la regale presenza del compare di reparto per impostare e costruire. Sembra averci preso gusto nel colpire di testa perché è lui il primo ad impegnare il portiere sardo su palla inattiva.

DE SCIGLIO 6,0: inizio anno foriero di buoni propositi a cominciare dall’espressione del volto più sveglia. Bene a sinistra ed anche a destra dove si sposta uscito Abate.

PASALIC 5,5: mobile ma impreciso. Si offre in appoggio ai compagni senza molta fortuna. Esce nella ripresa, ma lui, si sa, è quello del 5° rigore a Doha. Andrà meglio la prossima.

LOCATELLI 7,5: si piazza in mezzo al campo per festeggiare il suo 19° genetliaco giocando una partita all’insegna dell’andiamo a comandare. Più veloce nelle movenze e nei tocchi, la sosta sembra averlo rigenerato: migliore prestazione stagionale sinora. Gagliardini vale 30 milioni? E lui, allora?

BONAVENTURA 5,5: inizia bene correndo e ricamando sull’out sinistro. Poi però si affloscia e sbaglia qualche scelta. Impreciso da fuori area.

SUSO 6,0: ringhia su chiunque del Cagliari tenga la palla più di un nanosecondo. Sfonda e crossa costringendo i sardi al raddoppio sistematico.

BACCA 6,0: tira subito fuori. Poi di esterno destro cerca inutilmente il gol del secolo. La palla sembra girargli attorno evitandolo mentre lui cerca disperatamente di acchiapparla in qualsiasi modo. Poi ritorna il Re Mida di San Siro gonfiando la rete dopo azione da biliardo di Lapadula. Nel finale fa scontare ad Alves il fallo su Abate, difendendo una palla in solitudine e costringendo il portoghese al fallo da ultimo uomo.

NIANG 5,5: inizia bene straripando dal lato preferito. Poi, invece di andare in porta da solo fa il generoso servendo Bacca in off-side. Si affloscia da lì in poi sentendo i fischi (ingenerosi) venire giù. Sembra giochi in funzione della fiducia che gli viene concessa: sentendo mancare quella, si offende e si intestardisce in giocate singole senza senso, come per fare dispetto, cosa che fa soprattutto a se stesso.

ANTONELLI 6.0: entra per Abate e subito si lancia nella tenzone con una chiusura difensiva. Spinge anche in appoggio all’azione di attacco. Non molla fino all’ultimo.

BERTOLACCI 6,0: non si fa notare molto, sia nel bene che nel male. Si mette a fianco di Locatelli per scortarlo all’assalto del nuraghe isolano.

LAPADULA 6,0: la scheggia impazzita, la variabile imprevista, lo sparigliatore, la Matta nel 7 e mezzo. Messo in campo nel finale, per il modo con cui affronta l’impegno rappresenta, nel suo modo ancorché elementare di giocare, un problema per le difese avversarie. Chi lo marca? Chi lo segue? Lotta, sgomita, combatte e regala a Bacca un assist da giocatore di campionato del mondo di carambola.

MONTELLA 6,5: interrompe la tradizione negativa della partita post cinepanettone natalizio. Archiviata nella memoria e nella bacheca Doha, la squadra ringhia e morde le caviglie avversarie, senza peraltro concretizzare il possesso palla e la supremazia territoriale. Bacca e Niang sono la chiave di volta. Vincenzo fa bene ad insistere su di loro: oggi non li ha sostituiti perché ciò avrebbe significato bocciatura definitiva, il problema appare più emotivo e psicologico che tecnico. Bacca si è sbloccato, adesso tocca al francese. Intanto, prosegue la crescita di Locatelli e si conferma la solidità dell’impianto difensivo. E abbiamo una partita in meno.

Egidio

Egidio

Sono nato all'epoca delle Olimpiadi di Roma, nella vita non faccio lo scrittore, né il giornalista, ma tutt’altra cosa che adesso non è utile descrivere né spiegare. Mi piace scrivere. Nel corso della mia vita, sin dall’epoca del liceo, credo di aver sviluppato una discreta capacità nel raccontare ed esprimere idee, concetti, ma soprattutto sentimenti e sensazioni. Tuttora, nella vita di tutti i giorni scrivo molto per lavoro. Sono innamorato del Milan dall’età di 8 anni e questo per merito di mio padre buon’anima, ahimè, volato in cielo pochi mesi prima della Stella del 10°. Mi firmerò con lo pseudonimo di Egidio. Come molti altri di voi, ho giocato a pallone (badate bene, “a pallone”, e non “a calcio”) a livello dilettantistico-amatoriale. Giocavo centravanti (adesso sarei “una prima punta”), la maglia rigorosamente era la numero 9 ed Egidio era il soprannome che i miei amici mi affibbiarono all’epoca dei fatti, ma vi assicuro che ho segnato più reti di quante ne abbia sbagliate lo Sciagurato. Ringrazio sin d’ora chi mi leggerà, chi mi apprezzerà, chi no, ma soprattutto chi, con educazione, mi contesterà : il peggior disprezzo è l’indifferenza. Ricordate che il Milan si discute, ma si ama. Ed io lo amo.
Egidio

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