DONNARUMMA 6,5: pensa di poter trascorrere un tranquillo pomeriggio spalmandosi la crema solare. Invece capisce subito che non sarà così. Para su Thiam all’11°, poi Zapata lo impegna con un retropassaggio al 19°, para ancora su El Khaddouri al 26°. Nella ripresa tiene la barca in linea di galleggiamento: prima su Maccarone e poi su Thiam para come solo i grandi sanno fare.

CALABRIA 6-: si fa trovare sempre libero per favorire i cambi di gioco. Velocità e cross sono le sue sue qualità migliori, come al 12° e al 13°. Croce lo mette spesso in croce.

ZAPATA 5: che non sia in buona giornata lo si capisce da quel retropassaggio da impedito che mette in allarme Donnarumma. Chiude bene al 40° ma, evidentemente stanco, sul conseguente corner lascia il posto al fratello scarso che si fa beffare da Mchelidze.

PALETTA 5: il momento bello è passato. Colpisce di testa al 18°, poi non rischia nulla, ma sul gol di Thiam è in ritardo.

DE SCIGLIO 5: preso dalla consueta timidezza, non spinge come servirebbe a sostegno di Deulofeu. Ci accorgiamo che esiste solo perché viene ammonito. Le voci di un suo passaggio alla Juve non gli giovano ed esce sommerso dalla disapprovazione. Decida: se deve andare via, prego, si accomodi in panca.

PASALIC 6,5: molti palloni recuperati fanno sentire la sua presenza in fase di interdizione, anche se il mestiere suo è l’incursore. E’ l’ultimo ad arrendersi: conquista il rigore fallito da Suso e quasi allo scadere ha una palla ghiotta in area che però non serve a nessuno e nemmeno tira.

SOSA 6-: cerca l’iniziativa personale oltre che la distribuzione del gioco. Impegna Skorupsky al 33°. Cala alla distanza come gli è accaduto puntualmente dopo l’ultima sosta della Nazionale. Ammonito, salterà Crotone.

M. FERNANDEZ 5,5: sempre a sinistra, a volte largo, a volte più interno, sta di fatto che non tenta mai più del passaggetto sicuro.

SUSO 5,5: meno lucido che in altre occasioni. In posizione centrale tira quattro volte di seguito ma senza la dovuta forza o precisione. Sono le avvisaglie dell’errore nel rigore calciato con la maledetta voglia di fare il cucchiaio. Anche lui cala alla distanza.

LAPADULA 6,5: batte di destro al 13°. E’ il solito lottatore ed artigliatore di palloni. Il suo ego di attaccante gli obnubila la vista al 28° facendogli sprecare una buona ripartenza. Poi si vede ancora al 55°. Riaccende le speranze con un fendente rasoterra diabolico.

DEULOFEU 6: tenta lo sfondamento a sinistra e poi a destra, qualche volta vi riesce, altre meno. Tira fuori al 13° e viene murato al 22°. Sembra il solo a poter dare lo strappo alla manovra.

BACCA s.v.: svirgola appena entrato, dopo di che poco o nulla.

OCAMPOS s.v.: Montella lo mette fuori ruolo per scompaginare la difesa empolese. Prende una traversa.

HONDA s.v.: potrebbe entrare nell’azione del possibile pari allo scadere, nella quale passa invece di calciare.

MONTELLA 5,5: dopo 10’ minuti di Empoli la squadra prende il pallino in mano, ma con pochi cambi di ritmo, creando solo occasioni da fuori. Gli errori dei singoli fanno andare sotto nel punteggio e lui le tenta tutte, mettendo persino in sieme tutti gli attaccanti, ma senza risultai apprezzabili. L’errore dal dischetto di Suso è il momento topico dell’incontro: quando la si smettera’ di tirare rigori in quel modo? Sconfitta pesantissima perché imprevista, adesso bisognerà cercare altrove i punti persi. E potrebbe persino non bastare.

Egidio

Egidio

Sono nato all'epoca delle Olimpiadi di Roma, nella vita non faccio lo scrittore, né il giornalista, ma tutt’altra cosa che adesso non è utile descrivere né spiegare. Mi piace scrivere. Nel corso della mia vita, sin dall’epoca del liceo, credo di aver sviluppato una discreta capacità nel raccontare ed esprimere idee, concetti, ma soprattutto sentimenti e sensazioni. Tuttora, nella vita di tutti i giorni scrivo molto per lavoro. Sono innamorato del Milan dall’età di 8 anni e questo per merito di mio padre buon’anima, ahimè, volato in cielo pochi mesi prima della Stella del 10°. Mi firmerò con lo pseudonimo di Egidio. Come molti altri di voi, ho giocato a pallone (badate bene, “a pallone”, e non “a calcio”) a livello dilettantistico-amatoriale. Giocavo centravanti (adesso sarei “una prima punta”), la maglia rigorosamente era la numero 9 ed Egidio era il soprannome che i miei amici mi affibbiarono all’epoca dei fatti, ma vi assicuro che ho segnato più reti di quante ne abbia sbagliate lo Sciagurato. Ringrazio sin d’ora chi mi leggerà, chi mi apprezzerà, chi no, ma soprattutto chi, con educazione, mi contesterà : il peggior disprezzo è l’indifferenza. Ricordate che il Milan si discute, ma si ama. Ed io lo amo.
Egidio