Sognare e abbandonarsi a dolci pensieri è una cosa che piace a tutti, ritornare poi alla triste realtà dopo aver fantasticato è una delle peggiori sensazioni che si possano provare. Questa estate ci eravamo illusi che tutto fosse cambiato, tanti acquisti, milioni di euro spesi, nuovo modo di gestire la campagna acquisti e la comunicazione, entusiasmo che cresceva di giorno in giorno.

A distanza di tre-quattro mesi, complici i pessimi risultati della squadra, noi tifosi rossoneri ci ritroviamo in quella di situazione di sconforto, malinconia e quasi rassegnazione a cui ci eravamo abituati in questi anni. Tutto quello provato questa estate sembra essere definitivamente sparito. Ma, come spesso accade, la verità sta nel mezzo.

Noi tifosi ci siamo fatti troppo condizionare dal rivedere buoni giocatori comprati durante una campagna acquisti, vedi ad esempio Bonucci, Biglia e Kalinic. Purtroppo una cosa è comprare 11 nuovi giocatori, un’altra è farli diventare squadra. Fassone e Mirabelli hanno pensato che cambiando tutto rispetto al passato si riuscisse subito ad aprire un nuovo ciclo. Spesso però si portano con sé vecchi fantasmi o cattive abitudini che condizionano comunque il nuovo ciclo. E comunque un taglio netto porta comunque un periodo di instabilità in cui si transita prima di arrivare al nuovo corso.

Montella, a mio avviso, è stato condizionato dai primi buoni risultati ma, affrontare gli avversari in amichevole ad agosto o nei preliminari di Europa League è un conto, sfidarli quando ci sono in ballo 3 punti e qualificazione europea è un altro. Anche gli stessi giocatori a mio parere si sono illusi di essere già al livello delle migliori squadre in Italia e in Europa, ma le recenti prestazioni mostrano che il divario è ancora ben evidente.

Alla fine di ottobre mi chiedo quindi questo Milan dove voglia effettivamente andare. A mio avviso la qualità c’è, certo non abbonda, ma qualcosa c’è e vale molto di più di quanto visto ultimamente. Vedo però confusione sia da parte di Montella con continui cambiamenti che non aiutano la creazione di una vera e propria identità in campo, sia da parte dei giocatori che scendono in campo senza voglia, con poco spirito commettendo poi errori elementari, denotando di conseguenza anche una mancanza di lucidità ed attenzione. Ok si è iniziata male la stagione, ma tempo per recuperare quanto perso c’è. Tutto dipende da quello che questa squadra ha intenzione di raggiungere!

Zuma

Zuma

Marco Fumagalli, meglio conosciuto come Zuma, amante, filosofo ed esteta dello Sport in tutte le sue mille sfaccettature. Amo la palla tonda, quella a spicchi, quella ovale, le due ruote e tutto ciò che ci ruota intorno. Il mio nome lo devo anche a Van Basten anche se ho vissuto la mia adolescenza sotto le imprese di Carletto Ancelotti.
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