Alle ore 23.40 del 6 giugno 2018, l’ANSA batte una notizia clamorosa. La Colombia è fuori dal Mondiale! Gli organi di stampa di ogni Nazione si attivano per cercare conferme o smentite. A seguito dei primi approfondimenti svolti, emerge un quadro a dir poco inquietante. In pratica, circa sei settimane orsono, Humberto Agnellos Merinos, il Capo del Governo Colombiano, nonché Presidente della Federcalcio Colombiana, nonché Presidente della Juventud, vincitrice degli ultimi 7 campionati di quel Paese, è stato colto in flagrante mentre consegnava una valigia piena di narcodollari (peraltro falsi) ad un finto emissario del Presidente della FIFA Infantino, al fine di agevolare il cammino della Colombia ai prossimi campionati del Mondo. Inevitabile a questo punto l’esclusione della nazionale Sudamericana dalla competizione.

Ma non solo. Infatti a seguito di inchiesta interna, il Commissario della Federcalcio Colombiana Rojo, fa togliere alla Juventud gli ultimi due scudetti vinti, riassegnandoli d’ufficio alla squadra rivale dell’Internacional di Barranquilla (famosa perché i suoi tifosi sono detti i “cartoneros”) giunta quart’ultima nell’ultimo campionato.

La FIFA, però, ora ha il problema di trovare a pochi giorni dall’inizio dei Mondiali una squadra in sostituzione della Colombia. Dopo i vani tentativi esperiti con Andorra, San Marino e Liechtenstein (impegnati nella finale di Giochi senza Frontiere), Tonga (impegnata nelle qualificazioni dei Mondiali di rugby), Barbados, Hawaii e Hong Kong (in finale ai Mondiali di briscola e tressette), la FIFA pensa allora di far partecipare l’Italia.

Il Presidente del CONI Malagò, avvisato dal capo del Governo Antonio Conte, indice una riunione nottetempo all’interno della Sala stampa del nuovo stadio della Roma. Alla riunione, partecipano il Presidente della Federcalcio Tavecchio, il suo Segretario Billy Costacurta e il Presidente della Lazio Lotito. Mancini, contattato telefonicamente, è in coda al check-in dell’aeroporto di Malpensa e non ci pensa nemmeno a tornare indietro perché non vuole perdere la caparra del resort. I giocatori, dieci minuti dopo il termine della partita con l’Olanda, sono già tutti nelle località di vacanza, chi al mare, chi ai monti, chi all’Idroscalo di Milano.

Malagò e Tavecchio, a malincuore, ricorrono al Piano B: una nazionale alternativa, di riserva, pronta in meno di 48 ore, che si raduni a Formello prima della partenza per la Russia e che possa ragionevolmente essere la sorpresa dei Mondiali.

La guida tecnica viene affidata di nuovo ad Arrigo Sacchi, che come Vice vuole Ciccio Graziani, ben sapendo che questi tenterà di portare qualcuno dei suoi fedelissimi del Cervia, tipo Sossio Aruta o Giuffrida. Adani sarà il Match Analyst, Caressa il cuoco, Cravero il Dirigente accompagnatore, Massimo Mauro il massaggiatore, Del Neri l’interprete. Una squadra di tutto rispetto.

Malagò intanto chiama la RAI che si è già organizzata impiantando in brevissimo tempo un Team di giornalisti e commentatori che parte per Mosca seduta stante capitanato da Bruno Pizzul e Gianfranco Butinar che, all’occorrenza, lo imita alla perfezione.

In viaggio per Roma, il buon Arrigo con la consueta umiltè, si mette al telefono per fare le convocazioni, disegnando nel frattempo nuovi schemi. Lo stesso fa Graziani, ma i cellulari di molti giocatori sono spenti avendo Moggi ritirato le SIM CARD. Comunque sia, al termine di 24 ore di febbrili e dolorose trattative, alle ore 08:00 del giorno 8 giugno 2018 ai cancelli di Formello dovranno presentarsi i seguenti calciatori (si fa per dire, in realtà gli unici che non hanno avuto la freddezza di chiudere la comunicazione al momento giusto):

Portieri: Zenga (soltanto dopo aver avuto assicurazioni che Caniggia si è ormai ritirato e non giocherà) – Tacconi (che per essere convinto ha preteso in regalo la foto di Donnarumma con la maglia della Juve) – Peruzzi.
Difensori: Gentile – Maldini – Nesta – F. Cannavaro – Vierchowod – F. Baresi – Ferri.
Centrocampisti: Ancelotti (che ha rescisso con ADL) – Gattuso (a seguito di permesso premio concesso da Fassone) – Giannini – Donadoni (esonerato dal Bologna) – Evani – Tardelli – Conti.
Attaccanti: Totti – F. Inzaghi – Vieri – R.Baggio – Vialli.

Bisogna fare in fretta, l’esordio contro il Giappone il 19 giugno è dietro l’angolo! Che squadra ragazzi, adesso ci siamo anche noi e faremo fuoco e fiamme! Tutti dovranno fare i conti con l’Italia!

Poi suona la sveglia e il sogno finisce, anche oggi devo andare in Ufficio. Meno male che tra poco cominciano i Mondiali, forza Islanda.

Egidio

Sono nato all'epoca delle Olimpiadi di Roma, nella vita non faccio lo scrittore, né il giornalista, ma tutt’altra cosa che adesso non è utile descrivere né spiegare. Mi piace scrivere. Nel corso della mia vita, sin dall’epoca del liceo, credo di aver sviluppato una discreta capacità nel raccontare ed esprimere idee, concetti, ma soprattutto sentimenti e sensazioni. Tuttora, nella vita di tutti i giorni scrivo molto per lavoro. Sono innamorato del Milan dall’età di 8 anni e questo per merito di mio padre buon’anima, ahimè, volato in cielo pochi mesi prima della Stella del 10°. Mi firmerò con lo pseudonimo di Egidio. Come molti altri di voi, ho giocato a pallone (badate bene, “a pallone”, e non “a calcio”) a livello dilettantistico-amatoriale. Giocavo centravanti (adesso sarei “una prima punta”), la maglia rigorosamente era la numero 9 ed Egidio era il soprannome che i miei amici mi affibbiarono all’epoca dei fatti, ma vi assicuro che ho segnato più reti di quante ne abbia sbagliate lo Sciagurato. Ringrazio sin d’ora chi mi leggerà, chi mi apprezzerà, chi no, ma soprattutto chi, con educazione, mi contesterà : il peggior disprezzo è l’indifferenza. Ricordate che il Milan si discute, ma si ama. Ed io lo amo.