DONNARUMMA 6,5: para al minuto 35 su Icardi e al 42 su Vecino, nonché al minuto 76 su Perisic. Non può nulla sui due gol di Icardi lasciato incustodito dalla coppia centrale. Nel primo tempo ammira attento i tentativi dell’Inter passargli attorno come pallottole su un campo di battaglia.

MUSACCHIO 6-: ruvido e deciso sui contrasti. Insieme a Bonucci si perde Icardi sul primo gol e sul secondo viene lasciato senza aiuto sull’affondo di Perisic.

BONUCCI 6-: presidia i sacri confini dell’area di rigore, ma vale per lui quanto detto per Musacchio. Sul primo gol Icardi sbuca come un fantasma tra i due centrali, mentre sul secondo non raddoppia su Perisic e non segue Icardi.

ROMAGNOLI 5,5: soffre la vivacità di Candreva dal suo lato. Si becca un giallo al minuto 21, sfiora la rete al minuto 71.

BORINI 6,5: inizia un po’ frenato nella corsa e negli inserimenti. Il cambio di sistema di gioco della ripresa lo favorisce. Già nel primo tempo però al minuto 43 insidia Handanovic sulla percussione di Kessie. Confeziona il cross per il pari di Bonaventura.

KESSIE 5,5: insolitamente con il freno a mano tirato. Quando attacca come al minuto 43 fa male, ma lo fa troppo poco. Esce per fare spazio a Cutrone.

BIGLIA 5,5: poco cercato si fa vedere in fase di copertura. Nella ripresa sembra salire di tono ma si macchia della palla persa che porta al raddoppio di Icardi. E spendilo un fallo ogni tanto!

BONAVENTURA 7: finalmente si rivede il Jack dei tempi migliori. Vivace e trascinatore, spinge al centro e a sinistra. Al minuto 61 impegna Handanovic e poi pesca il pareggione con una imbucata-spaccata micidiale su cross di Borini.

RICARDO RODRIGUEZ 5,5: inizia più difendendo che offendendo, poi il cambio di sistema di gioco del secondo tempo lo aiuta e riprende a salire e a spingere. Salva in scivolata al minuto 88 ma sul susseguente angolo si fa impaurire da D’Ambrosio e commette l’inutile fallo da rigore su una palla destinata al fondo campo.

 6,5: da seconda punta quale non è, gira intorno ad Andrè Silva alla ricerca del pallone da arpionare. Tira fuori al minuto 19. In quella posizione è un equivoco tattico che non giova né a lui né alla squadra e infatti nella ripresa viene sposta indietro di quei metri che liberano la sua fantasia ed il suo istinto. Prima impegna Handanovic poi sigla il provvisorio pari. Va deciso dove posizionarlo, una volta per tutte, fosse anche in panchina.

ANDRE’ SILVA 6: schierato prima punta si batte e si sbatte su tutto il fronte di attacco, anelando un compagno di reparto che non sia Suso. Bella l’azione del palo al minuto 48.

CUTRONE 6: entra e cambia la squadra. Colpisce l’esterno della rete al 52′ su cross di RR. Pericolo costante.

LOCATELLI 6: entra e consente a Montella di riposizionare le pedine. Mette il piedone ovunque serva senza timore reverenziale.

MONTELLA 6,5: insiste su Suso secondo attaccante, non so se per scelta o per imposizione. Sta di fatto che il Milan del primo tempo è vicino parente di quello visto contro la Lazio, la Samp e la Roma con le note difficoltà nella costruzione della manovra dal basso. Nella ripresa cambia il sistema di gioco e la squadra mostra le sua qualità mettendo sotto l’Inter e meritando il pari ed anche qualcosa in più. Suso del primo tempo è un nonsenso tecnico-tattico, quello della ripresa può vincere le partite da solo. Non può nulla sugli errori individuali di Biglia e RR. Per un po’ di tempo l’alta classifica va dimenticata. Adesso arriva una serie di partite possibili per la squadra vista nella ripresa, partite che vanno vinte per riprendere la salita.

Egidio

Egidio

Sono nato all'epoca delle Olimpiadi di Roma, nella vita non faccio lo scrittore, né il giornalista, ma tutt’altra cosa che adesso non è utile descrivere né spiegare. Mi piace scrivere. Nel corso della mia vita, sin dall’epoca del liceo, credo di aver sviluppato una discreta capacità nel raccontare ed esprimere idee, concetti, ma soprattutto sentimenti e sensazioni. Tuttora, nella vita di tutti i giorni scrivo molto per lavoro. Sono innamorato del Milan dall’età di 8 anni e questo per merito di mio padre buon’anima, ahimè, volato in cielo pochi mesi prima della Stella del 10°. Mi firmerò con lo pseudonimo di Egidio. Come molti altri di voi, ho giocato a pallone (badate bene, “a pallone”, e non “a calcio”) a livello dilettantistico-amatoriale. Giocavo centravanti (adesso sarei “una prima punta”), la maglia rigorosamente era la numero 9 ed Egidio era il soprannome che i miei amici mi affibbiarono all’epoca dei fatti, ma vi assicuro che ho segnato più reti di quante ne abbia sbagliate lo Sciagurato. Ringrazio sin d’ora chi mi leggerà, chi mi apprezzerà, chi no, ma soprattutto chi, con educazione, mi contesterà : il peggior disprezzo è l’indifferenza. Ricordate che il Milan si discute, ma si ama. Ed io lo amo.
Egidio