Una squadra senza un modulo preciso, priva di un gioco ragionato e con interpreti fuori ruolo che si affidano ad un possesso palla lento e compassato, troppo spesso gestito dai centrali di difesa. No, non stiamo parlando del Milan targato Montella bensì della Nazionale Italiana, o di quel che ne resta, rea di non essersi clamorosamente qualificata ai Mondiali 2018, dopo 60 anni che gli Azzurri non erano mai mancati all’appuntamento quadriennale.

Il c.t. Giampiero Ventura, prontamente esonerato (con lauta buonuscita) dal tragicomico Tavecchio, incollato saldamente alla presidenza della Federcalcio, è passato come il capro espiatorio dell’esito infausto dei play off, le cui colpe sono semmai da spartirsi in maniera eguale tra tutte le parti in gioco, ivi incluse le squadre italiane di club, che da troppo tempo non coltivano in maniera opportuna i propri settori giovanili, affidandosi spesso a giocatori fatti e finiti, per lo più di provenienza estera. Basti pensare che nel campionato Primavera i giocatori stranieri rappresentano il 30% del totale.

Il suddetto ex mister granata, dopo aver fatto il “verso” all’amico Montella, adottandone discontinuità di scelte tecniche e mancanza di gioco, potrebbe essere rimpiazzato da Montella stesso che, stante le quotazioni in ribasso di Ancelotti e Conte, resta tra i candidati più accreditati alla guida tecnica degli Azzurri. Due allenatori accomunati dall’incapacità di trovare un’identità di gioco così come un 11 titolare cui fare affidamento in pianta stabile. Non si tratta meramente di una questione di modulo bensì dell’identità di squadra, una caratteristica ben differente ed importante che, una volta raggiunta, permetterebbe semmai di interpretare diversi assetti di gioco in maniera (quasi) indifferente, a seconda dell’avversario diretto. In ciò, diversamente da Antonio Conte, che della propria capacità di far squadra e gruppo ne aveva fatto un mantra, entrambi hanno fallito in maniera evidente, con risultati ben inferiori alle attese.

Se il futuro del Milan, in bilico tra vicende societarie e dubbi sulla prossima guida tecnica, resta ancora tutto da scrivere, quello della Nazionale, perpetuamente capitanata dai vecchi vertici e con Montella in rampa di lancio, appare invece essere chiaro: fallimento.

Stefano Iardella

Stefano Iardella

Stefano Iardella, ricercatore informatico affetto dal tarlo del Milan. Scettico per vocazione, amante del genio e dell'estetica. Lunatico e scorbutico a giorni alterni. Per accantonare le sconfitte rossonere... mi piace cullarmi con le magie di Van Basten e Savicevic.
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