Brutto esordio di Sua maestà il Brasile a Mosca contro la tignosa Svizzera di Petkovic che imbriglia la classe degli avanti di Tite, recupera lo svantaggio inziale e guadagna un punto prezioso rilanciando la sua candidatura alla vittoria del girone.

Si comincia. Il Brasile tiene Marcelo fisso alto a sinistra e questo libera degli spazi alle spalle del terzino madridista e quando la Svizzera recupera palla è da quel lato che attacca come al minuto 3 quando Dezmaili si incunea in area di rigore tirando a lato. E’ altrettanto vero però che è dal lato di Marcelo che il Brasile prova ripetutamente a sfondare con la presenza costante di Neymar e Coutinho mentre Willian si piazza stabilmente sulla fascia destra. La pressione del Brasile aumenta gradualmente e prima Paulinho sfiora il palo (minuto 11) poi Gabriel Jesus crossa pericolosamente (minuto 13).

Al minuto 16 Sommer para ancora su altro cross di Gabriel Jesus. Il vantaggio del Brasile arriva al minuto 19 quando dopo l’ennesimo scambio prolungato Neymar-Coutinho-Marcelo, l’ex interista fa partire un destro a giro imparabile per il portiere rossocrociato. La Svizzera prova a reagire ma con scarse idee e la pochezza di Seferovic in attacco non aiuta in tal senso. Shaqiri à il più attivo nel portare minacce alla difesa brasiliana, mentre in mezzo al campo la coppia Xhaka-Berhami tiene bene il confronto con Casemiro e Paulinho.

Il finale di tempo è di marca Svizzera perché il Brasile concede troppo spazio abbassandosi a metà campo e costringendo anche gli attaccanti a ripiegare a protezione del risultato. Il Brasile (sbagliando…) non sembra avere fretta di chiudere la partita ed il tempo si chiude con Thiago Silva che di testa su angolo mette di poco sopra la traversa. La partita però non è affatto chiusa.

La ripresa inizia senza cambi. Il Brasile sembra giocherellare con la palla anche al limite della propria area di rigore, forse pensando, con sufficienza, di poter gestire la reazione dell’avversario che invece lo punisce al minuto 49 su angolo di Shaqiri quando Zuber si libera con decisione di Miranda e mette dentro di testa da zero metri. Il Brasile sbanda e la sua reazione è nervosa e conseguentemente poco lucida. Coutinho tira due volte al minuto 57 e sulla seconda ribattuta Neymar guadagna un angolo. Casemiro (ammonito al minuto 46) tira alto al minuto 59, poi esce per Fernandinho che al minuto 65 si fa deviare in angolo un fendente mentre Willian tira alto un minuto dopo. Neymar sale di rendimento, anche se a sprazzi, collezionando i falli a ripetizione degli avversari (gialli per Shar al minuto 65 e per Berhami al minuto 67) e al minuto 69 serve con un lancio illuminante Coutinho che potrebbe fare di meglio nell’occasione.

La Svizzera non si fa intimorire tiene bene in mezzo al campo e quando può offende, come con Dezmaili al minuto 72. Al minuto 73 episodio contestato in area rossocrociata: va giù Gabriel Jesus ma il VAR non interviene. La partita comincia ad accendersi e si registra qualche fallo di troppo. Il Brasile accusa la difficoltà del momento e si disunisce. Ancora Fernandinho prova da fuori senza successo (minuto 76) e lo stesso fa Neymar un minuto dopo perché Sommer para. Tite gioca la carta Firmino (per lo sperduto Gabriel Jesus) che al minuto 81 non riesce a tenere bassa la palla e calcia alto decentrato in area di rigore.

La pressione del Brasile, orgoglioso ma disordinato, aumenta ma la Svizzera non perde la testa difendendosi sempre con ordine. Ancora Neymar al minuto 85 ad essere pericoloso in area. Il campione del PSG, che colleziona falli su falli degli avversari, al minuto 85 colpisce di testa su cross di Willian impegnando Sommer. Sull’altro fronte, tiraccio di Shaqiri al minuto 88. Il Brasile sente l’avvicinarsi della fine e preme sorretto da energie nervose ma con poca lucidità. Sommer para al minuto 89 su Firmino penetrato nell’area piccola e poi Miranda al minuto 90 mette fuori di poco. Al minuto 95 una punizione di Neymar genera un mischione davanti a Sommer e il successivo angolo è senza esito.

Stecca l’esordio il Brasile, apparso presuntuoso e poco ordinato tatticamente, contro una Svizzera spuntata e perciò efficace sino alla trequarti di campo. Gli uomini di Tite, inferiori complessivamente a precedenti Selecao specialmente a centrocampo, si sono affidati ad iniziative individuali giocando solo a tratti di squadra. Neymar ha vagato per il fronte d’attacco cercando la giocata a sensazione, senza però trovarla, venendo fermato con le buone o le cattive dagli avversari. Gabriel Jesus è sembrato troppo solo davanti, mentre ha convinto Coutinho non solo per il gran gol. Nulla è ovviamente compromesso, ma certamente Tite dovrà riflettere molto soprattutto perché la coppia di metà campo non è sembrata all’altezza della situazione e la squadra con i quattro davanti ne risente, ovviamente. Forse un centrocampista in più ed un attaccante in meno non sarebbe male come idea. Visto così il Brasile non farà passeggiate nemmeno contro la Serbia.

Egidio

Sono nato all'epoca delle Olimpiadi di Roma, nella vita non faccio lo scrittore, né il giornalista, ma tutt’altra cosa che adesso non è utile descrivere né spiegare. Mi piace scrivere. Nel corso della mia vita, sin dall’epoca del liceo, credo di aver sviluppato una discreta capacità nel raccontare ed esprimere idee, concetti, ma soprattutto sentimenti e sensazioni. Tuttora, nella vita di tutti i giorni scrivo molto per lavoro. Sono innamorato del Milan dall’età di 8 anni e questo per merito di mio padre buon’anima, ahimè, volato in cielo pochi mesi prima della Stella del 10°. Mi firmerò con lo pseudonimo di Egidio. Come molti altri di voi, ho giocato a pallone (badate bene, “a pallone”, e non “a calcio”) a livello dilettantistico-amatoriale. Giocavo centravanti (adesso sarei “una prima punta”), la maglia rigorosamente era la numero 9 ed Egidio era il soprannome che i miei amici mi affibbiarono all’epoca dei fatti, ma vi assicuro che ho segnato più reti di quante ne abbia sbagliate lo Sciagurato. Ringrazio sin d’ora chi mi leggerà, chi mi apprezzerà, chi no, ma soprattutto chi, con educazione, mi contesterà : il peggior disprezzo è l’indifferenza. Ricordate che il Milan si discute, ma si ama. Ed io lo amo.