maiorinoIl ds del Milan Rocco Maiorino ha parlato a Milan Tv. Sul lavoro svolto finora: “Da quando sono subentrato a Braida si è continuato a lavorare con la stessa metodologia cercando di snellire la struttura e modernizzare la rete scouting. Sono state visionate più di 500 partite all’anno e sono state fatte relazioni su più di 400 diversi giocatori negli ultimi tre anni. Chiaro poi che i mercati cambiano e vengono stabiliti in base ai diversi allenatori”. Sul progetto di un Milan giovane e italiano: “Questo progetto è iniziato qualche anno fa. Locatelli ad esempio è già un anno e mezzo che si allena con la prima squadra. Chiaro che devi dargli modo e tempo di potersi integrare e crescere con la squadra. Questo comporta che sul mercato devi fare scelte diverse, cioè cercare di valorizzare e non penalizzare un potenziale giocatore da Milan che hai e tutelare tutto il patrimonio interno. Normale che con i giovani tocca avere tempo e pazienza rispetto ad altre tipologie di giocatori. Tutti ci auguriamo una squadra completamente italiana secondo il volere del Presidente, condiviso anche da Galliani. Ci rendiamo conto che non sempre può essere semplice e immediato mandare un ragazzino della Primavera a giocare titolare nel Milan. Deve essere brava la società ma anche l’allenatore, che ha sposato in pieno questo progetto, ad indirizzare la squadra verso questo futuro”. Su Sosa: “Era uno di quei giocatori che rispondeva alle caratteristiche richieste dall’allenatore in quel momento. Come sempre, per tutti i giocatori nuovi, c’è un periodo di adattamento e diventa più difficile inserirsi in un contesto in cui la squadra sta giocando in un determinato modo. E’ un grandissimo giocatore dal punto di vista delle qualità umane e tecniche e secondo me tornerà molto utile nel corso della stagione”. Su uno dei migliori protagonisti di questo avvio di stagione, Suso: “All’inizio venne inserito in un gruppo con i suoi equilibri, e ha avuto bisogno di un periodo di adattamento. Dopo è arrivato Mihajlovic e si è provato a farlo giocare in una posizione che non sentiva sua e forse non gli è stata data nemmeno l’opportunità di potersi esprimere con continuità in quel ruolo, a causa anche del fatto che nei primi mesi non si era capito quale potesse essere lo schema adatto per la squadra. Poi ha fatto molto bene al Genoa ed è tornato con un allenatore a cui piacciono più i giocatori con le sue caratteristiche”. Su Lapadula: “Un combattente nato. È un giocatore che si allena sempre al 1000% e si allena e gioca sempre per la squadra. Credo che un gruppo per diventare una squadra abbia bisogno non solo degli undici che scendono in campo, ma di tutta una rosa che rema nella stessa direzione. I compagni possono prendere esempio da lui. Quando abbiamo deciso di prenderlo, con l’avallo di Berlusconi, sapevamo che avrebbe potuto darci una mano come effettivamente sta facendo”. Sul possibile cambio societario: “Fino a che non ci sarà una cessione definitiva, cosa che ci era stata già preannunciata da Fininvest, lavoriamo come se dovessimo rimanere altri 30 anni. L’allenatore è stato bravissimo, così come lo spogliatoio, a trovare un’alchimia perfetta di quelle che sono le nostre idee. Giocatori come Montolivo e Abate ad esempio hanno la società nel cuore e sono i primi che hanno sofferto delle situazioni degli anni passati”.

Mirko

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Mirko, filosofo per condanna, milanista da sempre e per sempre!
Marcel Desailly, Franco Baresi e Mario Yepes le mie ragioni per amare
questa squadra, i Pink Floyd, Stanley Kubrick e la fantastica Salerno le mie ragioni per amare la vita!

syd-barrett@hotmail.it
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