bonaventuMeglio perdere 4 a 0 e non avere rimpianti o giocarsela alla pari con una squadra stratosferica, mettendola sotto in diverse fasi della partita, e perdere dopo 120’ di gioco? È da ieri sera che cerco di rispondere a questa domanda, e ancora non riesco a darmi una risposta. Prima dell’inizio della partita ogni tifoso milanista sperava di perdere con dignità. Dopo il triplice fischio, giunto dopo i tempi supplementari, credo che l’amarezza superasse qualsiasi soglia provata negli ultimi anni.

La Juventus in questo campionato ha raccolto 34 punti in più di noi, non perdevano contro i rossoneri da ben 8 sfide. Numeri che preannunciavano una vera e propria goleada. E invece no. Il Milan di Brocchi ha sfornato una delle più belle partite della stagione, risultando anche superiore, soprattutto nel primo tempo. Donnarumma attento e sicuro come al solito, si è permesso anche il lusso di un dribbling rischiosissimo in area, Zapata e Romagnoli hanno letteralmente annullato Dybala e Mandzukic, ma soprattutto è tornato a far vedere quello di cui era capace proprio con l’attuale mister della Juventus Allegri ai tempi dell’ultimo scudetto rossonero. Calabria ha sostituito più che ottimamente Abate, con sgroppate e chiusure da veterano, malgrado i suoi soli 19 anni. Le sue lacrime a fine partita indicano quanto il giocatore e la squadra abbiano dato più del massimo, e che ieri sera forse, si meritava un risultato diverso.

A centrocampo si è visto un Montolivo leader carismatico, uscito stremato tra gli applausi scroscianti di tutto lo stadio. Il capitano ha più volte incitato i tifosi dal campo, ricevendo sempre l’appoggio del suo pubblico. Poli e Kucka hanno sfoderato una grandissima prova, più in quantità che in qualità, ma questo si sapeva. Hanno corso, recuperato e fatto ripartire l’azione a dovere, fermando le incursioni del temibilissimo centrocampo bianconero. In attacco ha visto poche volte la palla, ma si sapeva anche questo, pur sfiorando il gollazzo con una splendida rovesciata. e Honda hanno brillato forse meno in fase offensiva, ma il motivo è essenzialmente legato ai tanti Km percorsi dai 2. I cambi anche sono risultati azzeccati, soprattutto il tiro del subentrante José Mauri ce lo sogneremo ancora la notte. Si aspettava Niang forse, ma era già un miracolo averlo a disposizione. Un plauso infine a Cristian Brocchi, con gli occhi lucidi anche lui a fine partita, poiché consapevole di aver fatto il massimo, ma che forse non basterà per la sua permanenza sulla panchina del Milan.

Le domande vengono spontanee: e ora? Chi sarà il prossimo allenatore? Chi sarà il nuovo presidente del Milan? Chi compreremo e venderemo? Tutte domande alle quali non sono date risposte; di certo chiudere la stagione così, a testa alta, è una magra consolazione, poiché anche il prossimo anno, per il terzo consecutivo, il Milan mancherà l’appello con l’Europa, ma stasera almeno non è mancato a quello con la dignità.

Simone Satra

Simone Satra

Simone, mass-mediologo appassionato di calcio, teatro, cinema e politica. Milanista da sempre per proseguire la tradizione famigliare. Cresciuto a Tele+ e Andriy Shevchenko, ricorda come se fosse ieri capitan Maldini che, durante la notte di Manchester del 28 maggio 2003, alza la prima Champions League. Oggi si accontenta di vedere Riccardo Montolivo capitano. simone.satragno@hotmail.it
Simone Satra
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