Milan, avanti tutta!

Battiamo il Palermo soffrendo, soffriamo vincendo.

Il leit motive dell’anticipo di sabato è questo. Il risultato e’ bugiardo, perché perlomeno un altro gol di scarto ci stava e il film della partita lo testimonia. Ma la rinascita di una squadra passa attraverso le vittorie come quella di sabato sera.

Mastro Sinisa, come auspicavo, riparte dalle certezze del derby dando fiducia a Honda e Montolivo. Super Mario siede in panchina in attesa degli eventi perché non è l’attacco di certo il nostro problema. Tutto questo, a mio avviso, accerta che il Mister, forte del sostegno della proprietà e della Dirigenza, le sue scelte le ha fatte, finalmente.

Avanti così, prua a dritta. Stiamo andando verso un campionato senza padroni, un campionato proletario, come da anni non accadeva. C’è gloria e spazio per tutti, basta dimostrarlo.

COSA HA FUNZIONATO

Atteggiamento: l’intensità, la grinta, la determinazione, l’orgoglio, l’abnegazione, lo spirito di sacrificio sono stati quelli del derby. Questo vuol dire che non era un caso dovuto all’importanza dell’incontro, bensì che Mastro Sinisa sta seminando bene.

Condizione: la tenuta atletica migliora. Il Palermo si è fatto avanti nel finale solo a causa nostra, forse avevamo finito la benzina. Abbiamo menato la danza per 70 minuti abbondanti. La squadra pressa, corre ed è reattiva, nulla a che vedere con il mosciume della scorsa stagione.

Mentalità: anche di fronte agli episodi negativi, non abbiamo mai perso la testa ed il filo del gioco, cercando sempre di essere propositivi e giocare la palla. Il pubblico deve comprendere questo ed aiutare i giocatori, distinguendo che c’è modo e modo di sbagliare.

Attacco: Bacca e Luiz Adriano sono coppia di altissimo valore tecnico. Il brasiliano ieri sera era un po’ appannato ma veniva da due belle partite. Bacca è centrattacco di grandissimo talento, deve stare in area e ricevere il pallone e vedrete… 3 gol in 4 partite, equivalgono ad una media di 27-28 gol finali. Se Bacca li farà, voglio vedere alla fine. Mastro Sinisa dovrà gestire le forze alternandoli con Super Mario e questo per averli sempre al meglio, ma l’intesa tra i due è ormai un dato di fatto.

Centrocampo: Bonaventura gioca alla Iniesta (perdonatemi il paragone), palla sempre tra i piedi e nel vivo del gioco ed ormai è centrocampista a tutto tondo. Montolivo è apparso in progresso nella doppia fase, Kucka si sta rivelando per quello che è sempre stato e cioè un ottimo acquisto. Poli è il primo rincalzo, è meno fisico di De Jong ma meno falloso ed inoltre si cala subito nel clima partita. Aspettando Bertolacci, quello vero.

Difesa: di Zapata, dico dopo, ma pensi a chiudere e basta. Romagnoli ha commesso una sola sbavatura in tutto il match. De Sciglio si è proposto in avanti, ma le due reti del Palermo le ha sulla coscienza. A volte sembra estraniarsi dal match. Calabria, il migliore di tutti, è frutto del caso. Pensate se non si fosse fatto male Abate. Penso (anzi spero…) che Mastro Sinisa lo confermi.

COSA NON HA FUNZIONATO

La cura dei particolari: bisogna lavorare sui dettagli. Fare meno errori in fase di appoggio. Zapata sta facendo bene, ma non deve essere chiamato a impostare, perché alla lunga qualche errore lo commette. Già rispetto alla scorsa stagione gli svarioni sono diminuiti, ma non basta. Così, come per i calci d’angolo. Perché non tirarli in mezzo all’area? Diego Lopez poi si faccia sentire sulle palle inattive, il gol del pari del Palermo è anche colpa sua.

Il gruppo: mai pensare di giocare da soli, sempre di squadra. Nell’incertezza, darla in appoggio ad un compagno, mai tentare l’impresa solitaria soprattutto se si è in debito di ossigeno.

Tiri in porta: ne facciamo troppo pochi rispetto al volume di gioco prodotto. In realtà, giochiamo con un 4-4-2 mascherato da 4-3-1-2. Honda fa più il quarto di centrocampo che il trequartista perché come detto, è più un podista che uno scattista e gioca con la palla tra i piedi ed in orizzontale invece dovrebbe giocare in verticale. A maggior ragione, devono funzionare le fasce laterali per mettere le punte in condizione di essere pericolose.

Ribadisco il mio pensiero. La stagione è lunga e piena di sorprese e sinora non sembra essere un campionato che qualcuno possa dominare.

La cultura del lavoro paga sempre.

Da buoni investigatori, aspettiamo un altro indizio per avere una prova.

Egidio

Sono nato all'epoca delle Olimpiadi di Roma, nella vita non faccio lo scrittore, né il giornalista, ma tutt’altra cosa che adesso non è utile descrivere né spiegare. Mi piace scrivere. Nel corso della mia vita, sin dall’epoca del liceo, credo di aver sviluppato una discreta capacità nel raccontare ed esprimere idee, concetti, ma soprattutto sentimenti e sensazioni. Tuttora, nella vita di tutti i giorni scrivo molto per lavoro. Sono innamorato del Milan dall’età di 8 anni e questo per merito di mio padre buon’anima, ahimè, volato in cielo pochi mesi prima della Stella del 10°. Mi firmerò con lo pseudonimo di Egidio. Come molti altri di voi, ho giocato a pallone (badate bene, “a pallone”, e non “a calcio”) a livello dilettantistico-amatoriale. Giocavo centravanti (adesso sarei “una prima punta”), la maglia rigorosamente era la numero 9 ed Egidio era il soprannome che i miei amici mi affibbiarono all’epoca dei fatti, ma vi assicuro che ho segnato più reti di quante ne abbia sbagliate lo Sciagurato. Ringrazio sin d’ora chi mi leggerà, chi mi apprezzerà, chi no, ma soprattutto chi, con educazione, mi contesterà : il peggior disprezzo è l’indifferenza. Ricordate che il Milan si discute, ma si ama. Ed io lo amo.

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