Milan e Lazio, in comune pochi giocatori che sanno far gol

Per niente casuale questa sorta di spareggio Champions fra Milan e Lazio. Le due squadre hanno diverse cose in comune, a cominciare dai due tecnici giovani e dal fatto di ritrovarsi anche in semifinale di Coppa Italia. Oppure dal quasi identico numero di gol fatti e subiti. Ma vorrei focalizzarmi su un aspetto in particolare: i pochi giocatori in grado di far gol. In altre parole, segnano sempre i (pochi) soliti noti. Per sintetizzare al massimo, Piatek per il Milan, Immobile per la Lazio. Dietro il deserto, o quasi: 5 gol Suso, 4 gol Kessie per i rossoneri, mentre fra i biancocelesti gli unici ad aver raggiunto quota 4 reti sono due slavi, Milinkovic e Lulic, e Caicedo.

Nell’Atalanta abbiamo i 6 gol di Gomez, i 5 di Hateboer e Mancini, due difensori, che si aggiungono ai bottini ancora più cospicui di Zapata e Ilicic. Nell’Inter, per esempio, sono tanti i giocatori ad aver raggiunto almeno le 4 segnature ( 5 Gagliardini e Perisic, 4 Keite Balde e Politano), senza contare Icardi e Lautaro Martinez che ne hanno fatti anche di più. Anche la Roma ha portato più giocatori a fare almeno 4 gol rispetto al Milan. 

La povertà di soluzioni offensive ha delle aggravanti individuabili, a mio parere, nel rendimento di Calhanoglu e Suso. Da entrambi ci si attendevano almeno un paio di gol in più, a voler essere poco esigenti. Ci sono però anche delle attenuanti: l’infortunio di Jack Bonaventura, che era arrivato a quota 3 gol prima di infortunarsi seriamente, come anche l’infortunio di Biglia, che almeno nei calci piazzati avrebbe certamente potuto fare qualche gol in più, se non avesse avuto i noti problemi fisici. Aggiungiamoci anche la forzata assenza di Lucas Paquetà, da poco infortunato,e così emerge anche la sfortuna di una stagione piena di contrattempi, intoppi e rallentamenti. Anche arbitrali.

Resta il fatto che il Milan si sta giocando l’Europa con poche armi a disposizione, con pochi giocatori che sanno far gol. Esattamente come la Lazio. Mal comune mezzo gaudio? No, qui c’è poco da gaudére e molto da soffrire, è una lotta feroce con pochi coltelli e una alla fine stramazzerà al suolo. Potrebbe perfino accadere a entrambe, perchè quelle dietro non sembrano voler rimanere a guardare.

Nils

Non possiedo preziosi monili, non colleziono vinili e non difendo diritti civili. Seguo spesso l'istinto. Ai tempi delle scuole elementari decisi di tifare Milan. Nell'autunno 2013 mi venne l'idea di creare questo sito (online dal primo gennaio 2014). Considero normale, anzi indispensabile, un certo livello di faziosità, specialmente quando si parla di calcio, l'importante (per me, tu fai pure quello che vvvuoi) è non esagerare con la dose. Notate bene: a volte scrivo cose senza senso, perciò non prendetemi troppo sul serio.

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