Milan-Inter 2-3, le pagelle di una squadra troppo timorosa (e con un paio di fantasmi)

DONNARUMMA Voto 6,5: è battuto da gol imparabili frutto di azioni sulle quali altri avrebbero potuto fare di meglio. Para al minuto 21 su Politano, poi ai minuti 47 (Gagliardini) e 64. Un dubbio ci attanaglia: poteva uscire sul cross di Perisic?

CALABRIA Voto 5,5: torna a soffrire Perisic, come ai vecchi tempi. Al minuto 17 salva nell’area piccola. Sale con continuità solo quando viene spostato a sinistra, complice l’inevitabile calo dell’Inter.

MUSACCHIO Voto 6,5: combatte la verve di Lautaro (con ogni mezzo) sul quale salva al minuto 49. Non ha demeriti particolari, anzi ha il merito di cercare (e trovare) il gol che riapre l’incontro.

ROMAGNOLI Voto 5,5: in ritardo al minuto 4 sul tap-in di Vecino, è lo specchio dell’approccio timoroso alla partita. Si fa fregare anche da De Vrji sul raddoppio.

RODRIGUEZ Voto 5: nel giorno della morte del Riccardino di “Indietro tutta”, Riccardino nostro piazza la peggiore partita da quando è al Milan. In confusione sin dall’inizio tra Politano, D’Ambrosio e Vecino, cerca di riscattarsi ma commette troppi errori tecnici. Esce (giustamente) per Cutrone.

KESSIE Voto 5,5: manca nelle sue qualità migliori: percussione ed inserimento in profondità. Messo sulla fascia a fare il terzino non gradisce, rendendosi protagonista di un poco edificante siparietto al momento della sostituzione. Multa in arrivo (voglio sperare).

BAKAYOKO Voto 7+: il turno di riposo della settimana precedente si fa sentire, infatti è più rapido nel breve e comunque sempre nel vivo dell’azione. Al minuto 56 ci mette anche una girata di testa da far invidia a molti attaccanti.

PAQUETA’ Voto 5,5: conferma di essere in un momento difficile sotto l’aspetto atletico, inevitabile dopo 15mesi di attività ininterrotta. Ne esistono due: quello propositivo che attacca e va al tiro al minuto 7 di sinistro e al minuto 19 di testa e quello lento nel correre all’indietro, della cui lentezza Vecino approfitta inesorabilmente. Visto così, non sarebbe più utile un suo impiego a partita iniziata, quando l’avversario abbassa l’intensità?

SUSO S.V: nei primi 20 minuti sappiamo che è in campo perché ce l’ha detto lo speaker. Dopo anche, in verità. Sembra svegliarsi negli ultimi 20 minuti, contribuisce al gol di Musacchio, ma per uno che da tre mesi è scomparso è troppo poco. Sarebbe indifendibile anche per Perry Mason. Se ha la pubalgia la curi.

PIATEK S.V.: molto (troppo) isolato, le prende cercando di ridarle a De Vrji e Skrjniar. Cerca il colpo di tacco al minuto 85. Ingeneroso definirlo insufficiente, piuttosto ingiudicabile.

CALHANOGLU Voto 6+: l’abbiamo visto peggio altre volte, fermo restando che quello vero non lo abbiamo visto mai. Svaria un po’ ovunque, facendo anche il vertice basso di centrocampo. Gioca maldestramente l’ultimo corner.

CASTILLEJO Voto 6: se non altro ci mette corsa e vivacità. Pur non essendo insuperabile, abbocca come un tonno all’amo di Politano nell’azione del rigore. Bel colpo di testa al minuto 91. La sua freschezza atletica meriterebbe più spazio.

CUTRONE S.V.: ha sui piedi la palla del pari che D’Ambrosio gli nega da portiere di calcetto.

CONTI S.V.: il VAR gli toglie (giustamente) un rosso che avrebbe avuto il sapore della beffa.

9 e 1/2: non è il voto ma i giocatori con i quali inizia la partita, tenuto conto della perdurante assenza di Suso e del mezzo Paquetà. Non sapremo mai cosa aveva in mente sotto l’aspetto tattico,perché il gol di Vecino gli manda di traverso la cena. Ancora una volta l’approccio troppo timido all’incontro. In corso d’opera prova a cambiare le carte in tavola più volte riuscendovi solo in parte. Nulla è perduto, ma adesso servono coraggio e qualche scelta solo apparentemente impopolare.

Egidio

Sono nato all'epoca delle Olimpiadi di Roma, nella vita non faccio lo scrittore, né il giornalista, ma tutt’altra cosa che adesso non è utile descrivere né spiegare. Mi piace scrivere. Nel corso della mia vita, sin dall’epoca del liceo, credo di aver sviluppato una discreta capacità nel raccontare ed esprimere idee, concetti, ma soprattutto sentimenti e sensazioni. Tuttora, nella vita di tutti i giorni scrivo molto per lavoro. Sono innamorato del Milan dall’età di 8 anni e questo per merito di mio padre buon’anima, ahimè, volato in cielo pochi mesi prima della Stella del 10°. Mi firmerò con lo pseudonimo di Egidio. Come molti altri di voi, ho giocato a pallone (badate bene, “a pallone”, e non “a calcio”) a livello dilettantistico-amatoriale. Giocavo centravanti (adesso sarei “una prima punta”), la maglia rigorosamente era la numero 9 ed Egidio era il soprannome che i miei amici mi affibbiarono all’epoca dei fatti, ma vi assicuro che ho segnato più reti di quante ne abbia sbagliate lo Sciagurato. Ringrazio sin d’ora chi mi leggerà, chi mi apprezzerà, chi no, ma soprattutto chi, con educazione, mi contesterà : il peggior disprezzo è l’indifferenza. Ricordate che il Milan si discute, ma si ama. Ed io lo amo.

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