E’ innegabile che la campagna acquisti del Milan stia stupendo tifosi e non solo. Dopo anni di carestia sembra davvero essere tornata l’opulenza, l’abbondanza che dovrà saziare anche il nostro appetito di successi, visto che, anche in questo ambito, Supercoppa dello scorso anno a parte, siamo a digiuno da troppo tempo. Ciò che però stupisce maggiormente in questa “pazza” sessione di mercato è la differenza di strategie, tattiche e modus operandi delle due società milanesi, entrambe di proprietari cinesi.

La dirigenza rossonera, dopo la travagliata (per usare un eufemismo) trattativa per il passaggio di proprietà, si è fatta trovare subito pronta e, settimana dopo settimana, ha impostato la propria campagna acquisti con nomi chiari e precisi su cui puntare. Falliva l’assalto ad un giocatore, ed ecco subito che il duo Fassone-Mirabelli aveva preso contatti con l’alternativa in quel ruolo. Saltato Morata, ecco Andre Silva; problemi con il rinnovo di Donnarumma, pronto Perin. Inoltre non si è lasciata sfuggire l’occasione Bonucci, tanto che in poco tempo ha concretizzato l’affare più incredibile dell’estate, perlomeno in Italia.

Invece, dall’altra parte del Naviglio, l’Inter è stata in qualche modo ostacolata dal Fair Play finanziario nel mese di giugno, dovendo chiudere il bilancio della passata stagione con un passivo che fosse al di sotto dei 30 milioni di euro. Obiettivo poi raggiunto dalla dirigenza neroazzura. Con l’inizio del mese di luglio, e quindi liberi dalle “catene” delle regole Uefa, si pensava che Sabatini si scatenasse considerando anche le dichiarazioni di Suning che ha promesso, per farla breve, un Inter in grado di lottare per lo Scudetto e per la Champions. Eppure, a metà mese oramai inoltrato, gli unici rinforzi acquistati sono Borja Valero e Skriniar. Il primo un centrocampista esperto dai piedi buoni, il secondo un  promettente giovane difensore. Due buoni giocatori, ma non in grado di infiammare gli animi degli interisti. Per il resto c’è stato in queste ultime settimane un gran numero di nomi accostati ai neroazzurri, ma, in sostanza, nulla di concreto.

Confusione della dirigenza o strategia per una seconda parte di mercato ricca di colpi di scena? Probabilmente solo il 31 agosto sapremo quale delle due milanesi ha fatto il mercato migliore.

Zuma

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Marco Fumagalli, meglio conosciuto come Zuma, amante, filosofo ed esteta dello Sport in tutte le sue mille sfaccettature. Amo la palla tonda, quella a spicchi, quella ovale, le due ruote e tutto ciò che ci ruota intorno. Il mio nome lo devo anche a Van Basten anche se ho vissuto la mia adolescenza sotto le imprese di Carletto Ancelotti.
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