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Donnarumma 6,5: Infonde sicurezza alla squadra con le sue parate: Djordjevic, Milinkovic, Anderson. Osserva da lontano i tentativi velleitari di Keita.

Calabria 7: Inizia timoroso sbagliando qualche appoggio, poi cresce per intensità, coraggio, decisione, vivacità. Due chiusure da spettacolo su Immobile e Lulic. Dalle sua parti non passa nemmeno uno spillo. Serve a Niang una palla da spingere dentro.

Paletta 6,5: Ancora un’ottima prestazione. Pulito, puntuale, ma senza strafare mai. Un Bronzo di Riace. Da applausi quando manda in angolo su Keita infilatosi in area.

Romagnoli 6,5: In progresso. Come l’altro Bronzo di Riace spegne progressivamente le speranze dell’attacco laziale. Stavolta nemmeno una sbavatura.

De Sciglio 6: Sostiene l’azione e serve a Bonaventura la palla del possibile 2 a 0. Cresce alla distanza. Una sua sgroppata finale ci ricorda che esiste ancora.

Montolivo 6,5: Montella lo piazza in mezzo ai due centrali per consentire ai terzini di alzarsi a sostegno. Sbaglia meno del solito e nella ripresa in posizione avanzata sembra persino correre di più.

Kucka 6,5: Si piazza in mezzo al campo e come un cane da tartufo annusa qui e là alla ricerca dell’occasione buona. Come nell’occasione del gol di Bacca. Fa sentire il fisico in tutti i modi e su ogni pallone.

Bonaventura 6: In progresso. Il muro biancazzurro gli nega la gioia della rete sul finire del primo tempo. (Dall’82’ Honda 6: Come premio e attestazione di professionalità per l’impegno e l’intensità mostrata nei minuti finali).

Suso 6: Cambia spesso posizione per cercare spazio vitale. Si accende ad intermittenza ma quando lo fa sono guai (per gli altri), vedasi l’occasione di Bonaventura. (Dal 68’ Locatelli 6: Anche stavolta entra col piglio giusto permettendo a Montolivo di migliorare la sua performance e cambiare posizione. Come a Genova: sarà un caso?).

Bacca 7: Tre palloni: un gol e due aperture geniali per Calabria e Niang. Il Re Mida di San Siro trasforma in oro tutto ciò che tocca. (Dall’87’ Gomez s.v.: Subentra a Bacca nel finale per partecipare alla festa).

Niang 6: La squadra lo cerca e lui si sdoppia attaccando e difendendo. Rischia il linciaggio per un gol fallito a porta spalancata poi si rifà dal dischetto evitando così di essere querelato per turbativa dell’ordine pubblico.

Montella 6,5: Stavolta meno uscite palla al piede e più lanci in avanti. Cambia la posizione degli attaccanti per aggirare le trappole laziali e la difficoltà a giocare contro i 5 di metà campo. Nella ripresa fa i cambi giusti quando l’avversario prende campo. Sta restituendo piano piano il piacere di giocare ad un ambiente troppo depresso. Ora aspettiamo l’inserimento completo dei nuovi, ma la strada appare quella giusta.

Egidio

Egidio

Sono nato all'epoca delle Olimpiadi di Roma, nella vita non faccio lo scrittore, né il giornalista, ma tutt’altra cosa che adesso non è utile descrivere né spiegare. Mi piace scrivere. Nel corso della mia vita, sin dall’epoca del liceo, credo di aver sviluppato una discreta capacità nel raccontare ed esprimere idee, concetti, ma soprattutto sentimenti e sensazioni. Tuttora, nella vita di tutti i giorni scrivo molto per lavoro. Sono innamorato del Milan dall’età di 8 anni e questo per merito di mio padre buon’anima, ahimè, volato in cielo pochi mesi prima della Stella del 10°. Mi firmerò con lo pseudonimo di Egidio. Come molti altri di voi, ho giocato a pallone (badate bene, “a pallone”, e non “a calcio”) a livello dilettantistico-amatoriale. Giocavo centravanti (adesso sarei “una prima punta”), la maglia rigorosamente era la numero 9 ed Egidio era il soprannome che i miei amici mi affibbiarono all’epoca dei fatti, ma vi assicuro che ho segnato più reti di quante ne abbia sbagliate lo Sciagurato. Ringrazio sin d’ora chi mi leggerà, chi mi apprezzerà, chi no, ma soprattutto chi, con educazione, mi contesterà : il peggior disprezzo è l’indifferenza. Ricordate che il Milan si discute, ma si ama. Ed io lo amo.
Egidio