mihaj.brocchiSinisa Mihajlovic – Mastro Sinisa ce l’ha messa tutta. In onore al famoso detto “mi spezzo ma non mi piego” ha tenuto la barra a dritta sino a che ha potuto. Purtroppo un disastro e non solo per colpa sua. Riceve in dote un terreno incolto dal quale gli chiedono di far spuntare datteri. Gli dicono che deve giocare col trequartista (che non ha). Lui tenta e ritenta, semina e zappa, suda e sbuffa. Smonta e rimonta e dopo le prime scoppole, sistema la squadra infilando un bel filotto. Sembra che tutto stia andando per il meglio e invece, macché..…lui incassa le critiche e scrolla le spalle. L’incidente di Niang e la mancanza di alternative sulle fasce depotenzia il giocattolo appena costruito e al termine di un Milan-Juventus viene esonerato. Nemmeno la qualificazione alla Finale di Tim Cup lo salva. E sì che avrebbe meritato di giocarsela. Duro e puro, viene messo in discussione a ogni piè sospinto. Forse le piazze adatte a lui sono altre, il Toro operaio potrebbe ridargli la spinta che merita. Un peccato, comunque.

Giudizio : ROCKY BALBOA.


Christian Brocchi – Chiamato al capezzale del grande ammalato solo perché è l’unico medico con il telefono acceso a quell’ora, risponde obbedisco dopo aver attentamente guardato da chi gli arriva il bonifico tutti i mesi. Vittima anche lui del Guardiolismo imperante, sale sul treno in corsa rimescolando i posti dei passeggeri comodamente seduti in attesa della stazione finale ottenendo poco o nulla. Allora si arrabbia, chiede il biglietto a tutti e dispensa multe a destra e a manca. Azzecca squadra, tattica e atteggiamento e meriterebbe di vincere la Tim Cup ma purtroppo si trova di fronte chi riesce anche a far andare l’acqua per l’insù. Arriva troppo tardi per quest’anno e allo stesso tempo, forse, troppo presto. E’ il pupillo del Presidentissimo che vorrebbe confermarlo a tutti i costi. Si farà, anche se ha le spalle strette perché Brocchi si nasce ma Campioni si diventa, ma per me che sono tradizionalista, farebbe bene, prima, a cercare gloria altrove (Gattuso docet).

Giudizio : SARANNO FAMOSI.

Egidio

Egidio

Sono nato all'epoca delle Olimpiadi di Roma, nella vita non faccio lo scrittore, né il giornalista, ma tutt’altra cosa che adesso non è utile descrivere né spiegare. Mi piace scrivere. Nel corso della mia vita, sin dall’epoca del liceo, credo di aver sviluppato una discreta capacità nel raccontare ed esprimere idee, concetti, ma soprattutto sentimenti e sensazioni. Tuttora, nella vita di tutti i giorni scrivo molto per lavoro. Sono innamorato del Milan dall’età di 8 anni e questo per merito di mio padre buon’anima, ahimè, volato in cielo pochi mesi prima della Stella del 10°. Mi firmerò con lo pseudonimo di Egidio. Come molti altri di voi, ho giocato a pallone (badate bene, “a pallone”, e non “a calcio”) a livello dilettantistico-amatoriale. Giocavo centravanti (adesso sarei “una prima punta”), la maglia rigorosamente era la numero 9 ed Egidio era il soprannome che i miei amici mi affibbiarono all’epoca dei fatti, ma vi assicuro che ho segnato più reti di quante ne abbia sbagliate lo Sciagurato. Ringrazio sin d’ora chi mi leggerà, chi mi apprezzerà, chi no, ma soprattutto chi, con educazione, mi contesterà : il peggior disprezzo è l’indifferenza. Ricordate che il Milan si discute, ma si ama. Ed io lo amo.
Egidio
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