DIFESA Media voto complessiva 6,06. Preso atto della fugace apparizione di Conti, subito fatto fuori dalla sfortuna, e che attendiamo quale nuovo acquisto della prossima stagione, rileviamo l’ottima media di Zapata (6,33), in possesso di grandi potenzialità ma cui evidentemente fanno difetto la convinzione e la concentrazione. In crescita esponenziale Calabria (passato dal 6,00 con Montella al 6,27 con Gattuso). Sotto questo aspetto anche Bonucci (6,13 contro 6,18) e Romagnoli (6,00 contro 6,11) hanno risentito positivamente del cambio di guida tecnica. Specialmente l’ex Juve, partito a rallentatore, ha migliorato le proprie prestazioni crescendo alla distanza mentre il compagno di linea, sebbene abbia dovuto sopportare qualche problemino fisico in più ha confermato le proprie qualità di fondo, piedi buoni ed estrema affidabilità, che ben ci fanno sperare per il futuro. Abate (6,00 contro 6,08) e Musacchio (6,00 in ambedue i periodi) restano sostanzialmente stabili: il vecchio Capitano si è fatto trovare pronto alla bisogna quando è stato chiamato in causa, mentre l’ex Villareal forse sperava in maggiore spazio. Un discorso a parte merita Donnarumma Luigi (6,64 contro 6,27) la cui valutazione risente inevitabilmente della prestazione scadente in finale di Coppa Italia e che, certamente, è stato meno appariscente e decisivo percentualmente rispetto allo scorso anno, in virtù del fatto che la difesa davanti a lui ha svolto meglio il proprio dovere. Per il fratello Donnarumma Antonio una bella, sebbene unica, soddisfazione la performance nel derby di Coppa Italia. Non sufficienti per differenti motivi Antonelli e Ricardo Rodríguez. Mentre per l’ex Genoano (media finale 5,50) trattasi di fisiologica ed inevitabile discesa verso la fine carriera, per lo Svizzero si può parlare tranquillamente di delusione. Inizialmente impiegato come esterno di centrocampo da Montella (media 6,08), scende progressivamente di rendimento sino ad arrivare ad una insufficienza piena di 5,85, palesando limiti nella conquista della linea di fondo per la finalizzazione della manovra e non ricevendo evidente beneficio dal cambio di sistema di gioco voluto da Gattuso.

CENTROCAMPO Media voto complessiva 6,22. Locatelli è rimasto stabile (media 6,00) sia con Montella che con Gattuso. Le assenze di Biglia gli hanno però concesso più spazio e considerazione. Dal canto suo lo stesso Biglia è lievemente sceso nelle valutazioni (6,38 contro 6,34). Per la loro posizione in campo e per caratteristiche non hanno né risentito né particolarmente beneficiato del diverso sistema di gioco. Netto invece il balzo in avanti di Kessie (6,00 contro 6,25) evidenziato da prestazioni brillanti sotto l’aspetto sia quantitativo che qualitativo, impreziosite da qualche rete. Inevitabile la flessione anche per Montolivo (6,50 contro 6,10) mentre Bonaventura si è confermato su ottimi livelli (6,33 contro 6,31): le sue prestazioni sono da sottolineare perché testimoniano il suo pieno recupero dall’infortunio patito nella precedente stagione. Per lui, chiamato da Gattuso ad inserirsi centralmente come una vera e propria punta, anche il record di segnature stagionali in maglia rossonera.

ATTACCO Media voto complessiva 6,25. La perla del reparto d’attacco è stata la stagione di Cutrone (7,00 contro 6,35) arrivato in doppia cifra in campionato. Giocatore di sicuro avvenire, rappresenta la tipologia di attaccante da area piccola, implacabile nelle conclusioni sotto misura. Suso anche quest’anno è partito benissimo, per poi calare inesorabilmente come nella scorsa stagione (7,00 contro 5,97). Sullo spagnolo, indubbiamente giocatore di valore va però avviata una seria riflessione per verificare se sia ancora utile investire su di lui, ingaggiando una sua controfigura per il lato sinistro dell’attacco o se piuttosto attraverso auna sua cessione recuperare le risorse necessarie da investire su una punta di caratura internazionale da affiancare a Cutrone. Kalinic (6,17 contro 5,819 e Andrè Silva (6,17 contro 6,06) sono invece, seppure per differenti cause, le delusioni dell’annata appena conclusa. Il croato, pupillo di Montella, non ha reso per quello che ci si attendeva. Spesso in difficoltà sotto l’aspetto della contrapposizione fisica con le difese avversarie ha accentuato le difficoltà realizzative di una squadra già non particolarmente prolifica. Per il portoghese, certamente in possesso qualità tecniche superiori, probabilmente si è trattato del dazio da pagare quando si passa ad un calcio forse più impegnativo per quanto attiene agli aspetti tattici rispetto a quello lusitano. Entrambi hanno mostrato di gradire la presenza di un compagno di reparto (il portoghese, palesemente è una seconda punta), il che rimanda alle mie considerazioni sulla opportunità di confermare o meno Suso. Borini (6,20 contro 6,00) lo inserisco per comodità tra gli attaccanti, anche se ha fornito un prezioso contributo alla causa secondo le sue caratteristiche in ogni zona del campo. Calhanoglu (6,00 contro 6,27) è un altro che ha tratto grande beneficio dal cambio di allenatore. Il turco ha messo in evidenza mezzi tecnici di prim’ordine e colpi da vero fuoriclasse. Sebbene in una posizione che non ha fatto risaltare tutto il suo talento ha saputo fornire un contributo essenziale in termini di gol e assist, mostrando tutte le sue potenzialità e dando il meglio di sé quando si è spostato in mezzo al campo nel vivo del gioco. Ritengo che queste siano le evidenze da considerare nel disegnare le strategie per la prossima stagione.

MONTELLA Voto: 5. Complessivamente deludente. Non sfrutta l’abbrivio della stagione precedente e della vittoria in Supercoppa. Sebbene goda della fiducia della nuova proprietà, appare confuso nella scelta del sistema di gioco, ondeggia pericolosamente tra difesa a 3 e a 4, centrocampo a 3 o 5, 2 o 3 punte. Decide di non decidere, col risultato di non dare certezze alla squadra, fallire l’ennesima partenza ed accumulando quel ritardo in classifica che peserà come un macigno nella rincorsa ai posti Champions. Si dice abbia anche peccato in capacità di comunicazione. Viene esonerato in ritardo rispetto ai suoi demeriti ed alle prestazioni imbarazzanti (Lazio e Sampdoria su tutte) non solo sotto l’aspetto del risultato ma della qualità del gioco espresso. Paradossalmente ed
inspiegabilmente aveva fatto molto di più e meglio lo scorso anno con molto meno.

GATTUSO Voto 7,5: salito sulla tolda della nave in piena tempesta paga dazio inizialmente nel trovare la giusta quadra e farsi ascoltare dal gruppo. Assiste inerme a prestazioni sconcertanti (Benevento, Verona, Atalanta in casa) nelle quali si sommano errori individuali e di reparto figli della precedente gestione. Lavora duramente e profondamente sulla testa dei giocatori, sul carattere della squadra, sul significato del senso di appartenenza alla società calcio Milan. Sul campo ripropone la difesa a 4 rinforzando e assestando la fase difensiva, convince Calhanoglu a fare l’esterno di attacco e al tempo stesso a rincorrere l’avversario, sfrutta il pieno recupero di Bonaventura, ricostruisce Bonucci sul piano fisico, pur non usufruendo pienamente delle super prestazioni di Donnarumma in altre faccende affaccendato, riporta la nave in linea di galleggiamento, facendo addirittura balenare sino al derby di ritorno la possibilità della remuntada che però non si concretizza. Smaltita la delusione finisce la stagione in crescendo e conclude il campionato con la qualificazione piena all’Europa League e nel solo girone di ritorno conquista 39 punti, che proiettai su 38 giornate fa 78, quota, come è dimostrato dai numeri, ampiamente sufficiente per accedere alla Champions, così come la squadra per le potenzialità che ha, avrebbe potuto fare. Dall’alto della gloria conquistata sui campi di tutto il Mondo, sorprende per l’umiltà ma anche per la chiarezza di idee e per la pervicacia nel difenderle, riceve applausi a scena aperta e la conferma a guadagno di tempo sul termine della stagione. Dobbiamo essere fiduciosi ma consapevoli che il secondo anno sarà più difficile del primo.

Egidio

Sono nato all'epoca delle Olimpiadi di Roma, nella vita non faccio lo scrittore, né il giornalista, ma tutt’altra cosa che adesso non è utile descrivere né spiegare. Mi piace scrivere. Nel corso della mia vita, sin dall’epoca del liceo, credo di aver sviluppato una discreta capacità nel raccontare ed esprimere idee, concetti, ma soprattutto sentimenti e sensazioni. Tuttora, nella vita di tutti i giorni scrivo molto per lavoro. Sono innamorato del Milan dall’età di 8 anni e questo per merito di mio padre buon’anima, ahimè, volato in cielo pochi mesi prima della Stella del 10°. Mi firmerò con lo pseudonimo di Egidio. Come molti altri di voi, ho giocato a pallone (badate bene, “a pallone”, e non “a calcio”) a livello dilettantistico-amatoriale. Giocavo centravanti (adesso sarei “una prima punta”), la maglia rigorosamente era la numero 9 ed Egidio era il soprannome che i miei amici mi affibbiarono all’epoca dei fatti, ma vi assicuro che ho segnato più reti di quante ne abbia sbagliate lo Sciagurato. Ringrazio sin d’ora chi mi leggerà, chi mi apprezzerà, chi no, ma soprattutto chi, con educazione, mi contesterà : il peggior disprezzo è l’indifferenza. Ricordate che il Milan si discute, ma si ama. Ed io lo amo.