DONNARUMMA Voto 10: pronto al minuto 15 su Mertens, poi attento in uscita volante al minuto 38 e poi al minuto 80 su Insigne. Il voto è per il capolavoro al minuto 91, di fronte al quale non ci sono parole. In quel momento è stato veramente insensibile, un cuore tale e quale ad un bidone di immondizia. Considerato chi aveva di fronte, trascorre un tranquillo pomeriggio sotto il primo sole primaverile.

CALABRIA Voto 6: sempre molto alto in uscita della palla dalla difesa. Il binario di destra va meglio quando c’è lui e la palla scorre più veloce e in avanti. Al minuto 39 un improvvido ancorché coraggioso colpo di tacco innesca una ripartenza napoletana.

MUSACCHIO Voto 6,5: fa il Bonucci della situazione dimostrando che il suo ingaggio non fu un errore. Palleggia e lancia con lucidità. Risorsa preziosa nel finale di stagione.

ZAPATA Voto 6,5: rieccolo spuntare nella versione scolaretto modello “bravo, serio e disciplinato”. Quando ci sta con la capoccia non è certamente un rincalzo.

RICARDO RODRIGUEZ Voto 6: è la sponda che manca al binario di sinistra. Ormai il suo modo di giocare è quello forse sarà perché si porta appresso gli anni da terzo centrale, per cui parte per sfondare ma poi si gira e ritorna indietro. Al minuto 55 autore di una splendida diagonale difensiva. Però non ci fa arrabbiare e questo basta.

KESSIE Voto 6,5: sfonda più volte a destra infilandosi alle spalle della linea difensiva avversaria ma senza mai saper rifinire a modo per gli avanti. Però c’è nella partita dall’inizio alla fine.

BIGLIA Voto 6,5: fa sponda per tutti da destra a sinistra, da avanti all’indietro e anche oltre. Tiene palla senza paura nemmeno giocasse nel Napoli.

BONAVENTURA Voto 6-: e lo ripeto. È stanco e si vede lontano un miglio. L’ultima mezz’ora la fa a lingua di fuori. Però comincia bene al minuto 3 impegnando severamente Reina. Come Chalanoglu soffre la mancanza del terzo a sinistra. Esce stremato, io lo avrei sostituito anche prima.

SUSO Voto 5,5: parte che sembra più vivace, poi si spegne come ultimamente gli accade. Un po’ molle nei contrasti. Meglio quando fa scorrere la sfera per l’inserimento del terzino o del centrocampista. Spreca al minuto 51 con la sfera sul suo piede preferito. Risale un po’ dal minuto 60 quando la squadra prende campo sull’avversario.

KALINIC Voto 6-: al minuto 10 sbuccia di testa su cross di Suso. Parte che sembra un problema per Koulibaly, poi come sempre poco assistito dalla squadra si placa fino alla sostituzione.

CALHANOGLU Voto 6+: controlli raffinati sui pochi palloni che gli arrivano a meno di una ciccata su un pallone altissimo in area che visto così sembrava difficile a prescindere. Riesce comunque ad impensierire Reina. Soffre la mancanza del terzo sul versante sinistro.

ANDRE’ SILVA Voto 6: voto di fiducia. Colpisce alto di testa al minuto 44. Non che se entra lui, sta meglio di Kalinic, però non si risparmia.

LOCATELLI Voto 6: da Piedone lo Sbirro qual è si butta nella battaglia senza timore.

GATTUSO Voto 7: per poco non si appunta sul petto anche la stelletta di merito per aver battuto il Napoli. Ennesima partita di attenzione, concentrazione, sagacia tattica, pazienza, sofferenza anche (quando serve). Rispetto al recente passato funziona meno la fase di ripartenza per evidenti sintomi di flessione fisica che si ripercuotono sulla lucidità e sulle scelte di gioco. Però, tutto considerato un bel punto al termine di una bella partita e ai punti (fossimo nella boxe) anche qualcosa in più. La differenza di classifica non si è vista, a dire il vero. Ma non era quella di oggi la partita delle recriminazioni. Benevento, Verona, Udinese e Sassuolo gridano vendetta e senza andare indietro al periodo Montelliano, è lì che si annida la causa del distacco da chi sta davanti.

Egidio

Sono nato all'epoca delle Olimpiadi di Roma, nella vita non faccio lo scrittore, né il giornalista, ma tutt’altra cosa che adesso non è utile descrivere né spiegare. Mi piace scrivere. Nel corso della mia vita, sin dall’epoca del liceo, credo di aver sviluppato una discreta capacità nel raccontare ed esprimere idee, concetti, ma soprattutto sentimenti e sensazioni. Tuttora, nella vita di tutti i giorni scrivo molto per lavoro. Sono innamorato del Milan dall’età di 8 anni e questo per merito di mio padre buon’anima, ahimè, volato in cielo pochi mesi prima della Stella del 10°. Mi firmerò con lo pseudonimo di Egidio. Come molti altri di voi, ho giocato a pallone (badate bene, “a pallone”, e non “a calcio”) a livello dilettantistico-amatoriale. Giocavo centravanti (adesso sarei “una prima punta”), la maglia rigorosamente era la numero 9 ed Egidio era il soprannome che i miei amici mi affibbiarono all’epoca dei fatti, ma vi assicuro che ho segnato più reti di quante ne abbia sbagliate lo Sciagurato. Ringrazio sin d’ora chi mi leggerà, chi mi apprezzerà, chi no, ma soprattutto chi, con educazione, mi contesterà : il peggior disprezzo è l’indifferenza. Ricordate che il Milan si discute, ma si ama. Ed io lo amo.