Milan – Verona 2-2: le pagelle dei rossoneri

Di ego Lopez 6 Relativamente poco impegnato, pochi errori a parte un’uscita a vuoto, quasi senza colpe in occasione dei gol presi.

Bonera 6 Prestazione in linea con i suoi standard, con la sua storia e con le sue capacità. Anzi spesso ha fatto peggio.

Paletta 6 Abbastanza anonimo, si nota poco, ma qualche buona pezza ce la mette.

Mexes 6.5 Il migliore della squadra, interventi decisi, un bel tiro, un rigore procurato, un gol. Non è poco. Farlo partire titolare è stata l’unica buona idea di Inzaghi, ieri.

Antonelli 5.5 Al di sotto delle sue ultime apparizioni, da lui ci aspettavamo qualcosa in più, invece la sua fascia è spesso territorio di scorrerie nemiche.

Poli 5.5 Non è che sia fuori dalla partita, con la testa è ben presente, ma sono presenti anche tutti i suoi limiti.

Muntari 4.5 Dobbiamo ripeterci: non è un giocatore da Milan, nè con la testa nè con i piedi. Troppo rude, troppo impreciso, troppo irruento. Provoca il vantaggio del Verona.

Bonaventura 5 Di solito è lui a fare la differenza, stavolta, invece, i veronesi lo bloccano e lui combina assai poco di buono.

Cerci e Menez 5.5 Partita molto simile in termini di impalpabilità e mancanza di concretezza. Menez lo conosciamo, la discontinuità fa parte del suo dna. Con Cerci è diverso, non ha ancora disputato reali partite di livello, comincia a diventare un problema serio.

Destro (dal 47′ s.t. al posto di Menez, non ha il tempo di far nulla). S.V.

Pazzini 5 Non meglio rispetto al Destro partito dall’inizio nelle scorse partite. Forse il suo destino è subentrare (dal 32′ s.t. Bocchetti 5 Mandato in campo per dar man forte alle barricate finali, in ritardo in occasione del pareggio finale).

Honda 5.5  Inzaghi lo fa entrare al 18′ della ripresa al posto di Cerci, sperando che diventi un fattore di cambiamento. Missione fallita.

Inzaghi 5.5 Non ci sentiamo di crocifiggerlo, perchè le assenze e la scarsa qualità a disposizione hanno contribuito in maniera importante a questa ennesima partitaccia. Ma di certo lui non merita la sufficienza.

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