La reazione, la svolta, il cambio di passo. …. In principio erano gli occhi della tigre che il Milan doveva far vedere nel derby. Partita poi persa, e tanti (inutili) complimenti per il secondo tempo. Poi giù di noia in casa, due volte in pochi giorni, con l’Aek Atene prima e con il Genoa poi, due scialbi 0-0 che neanche i più pessimisti si attendevano. Ad interrompere la sconfortante serie di pessimi risultati ci pensò, bontà sua, il Bentegodi, regalandoci ben 4 gol e 3 punti, impresa invero assai rara. Attimi di gioia effimeri come un arcobaleno. A quel punto i più ingenui potevano pensare che finalmente qualcosa si fosse messo in moto. Macchè. Arrivarono le due pallottole di killer Higuain, in una partita giocata bene dal Milan solo per metà tempo e nulla più. A chiudere, un altro scialbo 0-0 ad Atene, in un match da molti giudicato noiosissimo e ipercondito da banali e sconcertanti errori tecnici di Musacchio e compagni. In mezzo a tutto questo sciorinare di panni sporchi, Montella si prodigava a difendere la sua posizione con sorrisi e battute non tutte azzeccate, fra il silenzio assoluto del nuovo presidente e le parole del vecchio, che tornava a farsi sentire.

Quello che è successo dopo lo sappiamo tutti, il culmine della miseria lo abbiamo raggiunto proprio in questi giorni, pareggiando a Benevento e perdendo poi in Croazia. Con un nuovo allenatore, senza però che nulla sia cambiato, se non in peggio, forse.

Nessuno chiedeva a Mirabelli e Fassone di comporre la nuova Bohemian Rhapsody del 2000, ma un’onesta canzone con buoni musicisti sì. Purtroppo i suonatori si sono rilevati meno bravi del previsto e di cantanti, da Cutrone a Kalinic ad Andrè Silva, ne abbiamo ormai provati tanti e nessuno ha convinto a sufficienza.

La stagione non è ancora tutta compromessa, nel senso che rimane la coppa Italia e l’Europa League. Ma, in tutta sincerità, nessuno di noi crede veramente che il Milan possa avere più del 2% di probabilità di vincere una di queste due competizioni. Il trend è evidente. Questa stagione pare voglia andare così. Lo scorso anno in questo stesso periodo stavamo per assaporare la gioia della Supercoppa e si pensava che il campionato potesse riservare dolci sorprese al Diavolo. Non fu così, ma avemmo di che consolarci col ritorno in Europa. Un ritorno che potrebbe rivelarsi del tutto temporaneo, oltre che privo di grosse soddisfazioni. Malgrado lo spirito pessimistico di queste parole, spero comunque di sbagliarmi. Accidenti quanto vorrei sbagliarmi!