Nel mio precedente articolo ho cercato di dimostrare quanto alcune considerazioni, fatte nello specifico da un noto giornalista come Cristiano Ruiu, fossero errate, irriconoscenti, ingenerose, o quantomeno premature, nei confronti della nuova dirigenza. Tralascio la vicenda Donnarumma, di cui si può dire e ridire qualsiasi cosa tanto che, a mio avviso, tutti i protagonisti della telenovela più seguita dell’estate ne escono sconfitti per diverse ragioni.

Mi focalizzo invece sull’ingiusta accusa del “mercato e squadra da Playstation” composta solamente da figurine. Quanto successo negli ultimi giorni dimostra come il duo Fassone-Mirabelli stia lavorando bene, con intelligenza e oculatezza.

Innanzitutto il Milan aveva bisogno a centrocampo di un vero regista che dettasse ritmi e impostasse il gioco; ecco arrivare Biglia per 17 milioni più 2-3 di bonus. Forse pagato un po’ troppo, ma in questo modo Montella ha a disposizione ciò che serve per completare il reparto. In aggiunta il giocatore argentino ha esperienza (sarà un’ottima chioccia per i giovani Locatelli e Kessie), ed è anni che gioca in serie A e in nazionale, di conseguenza non avrà particolari difficoltà con ambientamento e pressioni.

Oltre a questo, la campagna acquisiti (si diceva che non fosse stato acquistato nessun top player, quindi, in sostanza, niente di eccezionale) aveva bisogno del colpo di mercato, del nome pesante, del campione già affermato che diventasse il simbolo di questo nuovo corso. Ecco così in due giorni concretizzarsi l’affare Bonucci, certo costato 40 milioni di euro, grazie a cui arriva però uno dei centrali attualmente più forti al mondo. Un difensore con tanta esperienza, carisma, prestigio, acquistato dalla Juventus, non da una squadra di provincia. Il vero motivo per cui Leo abbia scelto il Milan tra le tante pretendenti in giro per l’Europa (abbiamo comprato un giocatore ambito dal gotha del calcio europeo, è bene sottolinearlo) non lo sapremo mai, non ci interessa nemmeno così tanto del resto. Bonucci è un nostro nuovo giocatore, il nostro nuovo capitano, e questo permette a Montella di avere a disposizione una squadra davvero camaleontica che potrà giocare con moduli ed interpreti diversi a seconda delle circostanze e degli avversari.

Come ho più volte ribadito, prima di dare certi giudizi, è bene aspettare ed avere prove concrete in mano. Poi, come spesso accade, il riscontro sarà dato dai risultati sul campo e non dal mercato e dalla chiacchiere estive. Ma, alla luce di quanto fatto, definire il Milan una squadra di figurine o da playstation mi pare un giudizio decisamente privo di logica. Come dice spesso mio nonno, “tempo al tempo”…

Zuma

Zuma

Marco Fumagalli, meglio conosciuto come Zuma, amante, filosofo ed esteta dello Sport in tutte le sue mille sfaccettature. Amo la palla tonda, quella a spicchi, quella ovale, le due ruote e tutto ciò che ci ruota intorno. Il mio nome lo devo anche a Van Basten anche se ho vissuto la mia adolescenza sotto le imprese di Carletto Ancelotti.
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