E’ dal lontano 11 marzo 2014, da quella sfortunata notte del Vicente Calderòn, che noi tifosi milanisti non respiriamo più aria d’Europa. Quella sera perdemmo 4 a 1 contro l’Atletico Madrid di Simeone negli ottavi di finale dell’edizione 2013/2014 di Champions League. Sulla panchina rossonera sedeva Clarence Seedorf e le due partite contro il Cholo furono i match meglio giocati in tutta la stagione. All’andata ci condannò un goal di Diego Costa dopo un primo tempo eccezionale in cui il goal ci venne negato da pali, traverse e miracoli di Courtois. Al ritorno ce la giocammo per tutta la prima frazione di gioco fino al goal al 41esimo minuto di Arda Turan che distrusse le nostre speranze di qualificazione.

Purtroppo, come avrete notato, sto solo parlando di ricordi e anche con una certa malinconia. Si, lo ammetto, a me l’Europa manca, eccome se manca! Giocare in settimana, sentire parlare lingue diverse, ammirare squadre differenti, giocatori che in Italia non posso osservare è qualcosa che mi ha sempre affascinato. E’ vero, tutto questo potrei farlo anche adesso perché la Champions o l’Europa League si giocano comunque ma, senza i rossoneri in campo, tutto assume un sapore diverso, tutto è molto più freddo perché non c’è la passione che scalda il mio cuore.

Dopo l’ottavo posto di Allegri-Seedorf, il decimo di Inzaghi e il settimo di Mihajlovic-Brocchi (ma quanti allenatori abbiamo cambiato negli ultimi anni?), spero tanto che Montella sappia riportarci in quell’Europa, nostro palcoscenico prediletto, che tanto ci manca. Del resto siamo lì giusto a due passi.

Zuma

Zuma

Marco Fumagalli, meglio conosciuto come Zuma, amante, filosofo ed esteta dello Sport in tutte le sue mille sfaccettature. Amo la palla tonda, quella a spicchi, quella ovale, le due ruote e tutto ciò che ci ruota intorno. Il mio nome lo devo anche a Van Basten anche se ho vissuto la mia adolescenza sotto le imprese di Carletto Ancelotti.
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