6.7 Da ultimo arrivato, quasi per caso, a migliore dell’attacco, tutto in pochi mesi. Veloce e geniale, per molto tempo rappresenta un problema non risolvibile per le difese avversarie. Sguscia via come un’anguilla, spariglia gli equilibri, sbanca il banco. Corre in avanti e a ritroso, a destra e a sinistra, attacca e difende. Segna anche. Non ha un buon feeling con gli arbitri che lo vedono cadere troppo spesso e lo qualificano come la controfigura di James Bond o di Jason Bourne. Rientrerà alla base essendo proprietà del Barcellona, ma per quanto appena detto e per la serietà mostrata sarà sempre ricordato con piacere. Giudizio finale : lo spagnolo che vola sotto la curva.

LAPADULA 6.4 Arrivato tra gli sberleffi e i commenti sarcastici e perciò memorabili dei cosiddetti esperti, il buon Gianluca emerge per grinta, impegno, e perché fa per la squadra quello che altri ben più famosi non fanno o non riescono a fare : la punta. Spesso eroe assoluto di San Siro, è autore di gol importanti perché decisivi e fa balenare la possibilità dell’attacco a due punte, invero soluzione poco gradita e quindi poco applicata se non per disperazione. Come puntero di scorta potrebbe restare. Giudizio finale : venghino signori, venghino, non ve ne pentirete. 

SUSO 6.4 Protagonista di un avvio di stagione fenomenale, corre, ricama, segna e fa segnare crossando. Fa sempre la stessa finta ma la fa tanto bene che non lo fermano. Incubo peggiore dei difensori di fascia sinistra che arretrano spaventati reclamando aiuto. Progressivamente circondato dalle squadre avversarie che gli dedicano sempre maggiore attenzione, si spegne piano piano da Doha in avanti anche a causa di qualche inaspettato guaio muscolare. Siamo in attesa che firmi per prolungare e che prolunghi di conseguenza il suo rendimento già buono, andando oltre panettone e torrone. Giudizio finale : diabolico.

OCAMPOS 6.2 Preso a gennaio dal Genoa, si ritaglia spazio nel tridente di attacco, sia dall’inizio che partendo dalla panca. Se non altro, con il suo movimento e con il fisico che non gli manca, conferisce energia e vitalità nei momenti di carenza di idee e di annebbiamento della vista. Giudizio finale :  enervit protein. 

HONDA 5.9 Il giapponese silenzioso accetta sin da subito un ruolo di secondo piano senza colpo ferire. Da titolare inamovibile nel 4-4-2 di Mastro Sinisa alla panchina conclamata nel 4-3-3 di Montella che non lo vede come esterno di attacco preferendogli sin da subito Suso. Lui non fa nulla per far cambiare idea al Mister e così la stagione scorre via senza sussulti. Ripescato nel finale per mancanza del numero legale, dimostra grande serietà e professionalità partecipando alla conquista del risultato atteso. Giudizio finale : ma perché non provare a cambiare ruolo?

5.8 Carlos il pescatore non mantiene le promesse e non si conferma dopo la stagione precedente, nella quale, vale la pena di ricordarlo, ha comunque messo a tabellino ben 20 reti in campionato. Forse non adatto alle idee calcistiche di Montella non fa nulla per accettarle almeno parzialmente. Non gliela passano ma lui nemmeno la cerca e non tiene un pallone nemmeno sotto tortura. A volte riemerge dall’anonimato, magari sprecando molto, ma riemerge, per poi affondare di nuovo. Non va via a gennaio e perciò è costretto a restare suo malgrado sino all’ultimo. Tecnicamente valido,  troppo spesso si marca da solo isolandosi dal contesto generale. Giudizio finale : senza lenza dove vai? 

NIANG 5.7 Parte a razzo che sembra voglia spaccare il mondo. Montella ne decanta le lodi sin dal primo giorno di raduno. Scatti, tiri, allunghi, belle prestazioni. Nel tridente di inizio stagione appare come quello che rompe la linea difensiva avversaria diventando un enigma irrisolvibile. Gran gol contro il Chievo. Poi però si spegne, a cavallo di due errori dal dischetto, di cui quello dell’Olimpico è gravissimo e (forse) orienta il seguito della stagione. Coinvolto in un gossip extra calcistico piuttosto imbarazzante, finisce per perdere la fiducia di tutti ed è costretto ad emigrare, per carità di Patria, oltre Manica al Watford, dove inizia bene ma finisce da anonimo. Potenzialmente a mio avviso molto forte, sembra frenato come un altro che conosciamo bene, da limiti caratteriali, di personalità e di volontà. Probabile venga inserito come pedina di scambio in qualche operazione di mercato. Giudizio finale : potevo, ma non ho voluto.

LUIZ ADRIANO 5.3 Sciatto, diastratto, abulico, svogliato ed inconcludente nelle rare volte in cui è stato impiegato. Eppure era arrivato con una buona reputazione. Protagonista di un intrigo di mercato del quale forse mai sapremo la verità, non lascia certamente buoni ricordi, ammesso che ve ne siano. Grazie a lui il vituperato Blisset assurge a livelli di Pallone d’Oro rossonero. Giudizio finale : ma ci faccia il piacere.

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Qui l’analisi del centrocampo. Ecco invece le pagelle stagionali relative alla difesa:

Pagelle stagionali 2016-2017: la difesa

Egidio

Egidio

Sono nato all'epoca delle Olimpiadi di Roma, nella vita non faccio lo scrittore, né il giornalista, ma tutt’altra cosa che adesso non è utile descrivere né spiegare. Mi piace scrivere. Nel corso della mia vita, sin dall’epoca del liceo, credo di aver sviluppato una discreta capacità nel raccontare ed esprimere idee, concetti, ma soprattutto sentimenti e sensazioni. Tuttora, nella vita di tutti i giorni scrivo molto per lavoro. Sono innamorato del Milan dall’età di 8 anni e questo per merito di mio padre buon’anima, ahimè, volato in cielo pochi mesi prima della Stella del 10°. Mi firmerò con lo pseudonimo di Egidio. Come molti altri di voi, ho giocato a pallone (badate bene, “a pallone”, e non “a calcio”) a livello dilettantistico-amatoriale. Giocavo centravanti (adesso sarei “una prima punta”), la maglia rigorosamente era la numero 9 ed Egidio era il soprannome che i miei amici mi affibbiarono all’epoca dei fatti, ma vi assicuro che ho segnato più reti di quante ne abbia sbagliate lo Sciagurato. Ringrazio sin d’ora chi mi leggerà, chi mi apprezzerà, chi no, ma soprattutto chi, con educazione, mi contesterà : il peggior disprezzo è l’indifferenza. Ricordate che il Milan si discute, ma si ama. Ed io lo amo.
Egidio