A stagione conclusa, ecco le pagelle della difesa rossonera, redatte sulla base della media dei voti dati da me durante l’anno.

DONNARUMMA 6,8 Protagonista indiscusso di una stagione di livello assoluto che lo proietta tra i big del ruolo in tutto il mondo a dispetto dei suoi 18 anni da poco compiuti. Ci ha deliziato con parate memorabili che rimarranno nei nostri occhi e nel nostro cuore per sempre. Il cuore, appunto. Quello che tutti noi speriamo metta nel decidere da che parte stare per i prossimi anni. Pensi con il cuore che alla sua età c’è tempo per guadagnare e, eventualmente, andare a cercare fortuna altrove. Rifletta sulla cerimonia che lo stadio Olimpico ha riservato all’ultima bandiera di questo calcio televisivo e tecnologico. Si vada a rivedere l’affetto dei tifosi. Pensi a cosa potrebbe riservargli San Siro (o un altro impianto) tra 25 anni. Giudizio finale: Santo subito.

CALABRIA 6,3 Giovanotto di belle e molte speranze. Facilità di corsa e di palleggio, piede delicato nei cross. Buone basi per cominciare. Ha avuto le sue occasioni e, compatibilmente con la giovane età, per me non ha sfigurato. Giudizio finale: da non cedere.

ROMAGNOLI 6,3 Poco appariscente ma concreto, tanto che quando non ha giocato la sua assenza si è sentita eccome. Stagione fatta di crescita e di progressi, lenti ma inesorabili. Ha bisogno di un compagno di linea che parli la sua stessa lingua, che faccia della normalità del rendimento la sua arma migliore. Mai fuori di testa anche nei momenti più difficili, Alessio è pronto per diventare un punto fermo nel Milan e in maglia azzurra. Giudizio finale: maturo e responsabile.

ABATE 6,2 Il nostro capitano ha certamente disputato una bella stagione. Sempre in prima fila, mai domo, da esempio per i più giovani. Peccato per non averlo potuto sfruttare nel concitato finale. Ripensateci bene: uscito lui avete visto più un cross degno di questo nome, una corsa sulla fascia, una sovrapposizione come da manuale del calcio? La bella catena di destra con Suso ad un certo punto si è spezzata ed anche lì sono iniziati i nostri problemi. Ma non è certamente lui il problema. Alla ripresa sono certo lo avremo di nuovo, fresco, pimpante, tirato a lucido, a sferragliare su quella fascia. Giudizio finale: respect.

VANGIONI 6,1 Da “dimenticato di ruolo” ad “abile e arruolato” in un batter di ciglia. O se volete, all’inferno e ritorno senza passare dal via. Ad un certo punto, Montella lo ha necessariamente buttato nella mischia per sopperire alla mancanza del numero legale in difesa. Ha patito la lunga assenza dal terreno di gioco e forse delle caratteristiche non propriamente da marcatore ma da centrocampista esterno offensivo. Un buon sinistro, attitudine al dribbling ed alla soddisfazione (forse troppa) nel riuscire a fare l’1 contro 1. Mi ha fatto saltare troppo spesso sulla sedia, ma gli riconosco il merito di essersi sacrificato per la causa e di non aver mai tirato indietro la gamba. Non credo verrà confermato. Giudizio finale: tra alcuni anni lo rivedremo (sorridendo) tra le meteore di un Milan che non c’è più.

PALETTA 6,0 Comincia alla grandissima tanto che sembra il sosia di Thiago Silva. Chiude di testa e di piede, lancia, recupera, palleggia. Segna persino un gol al sassuolo da vero centrattacco. Uno spettacolo della natura. Cala vistosamente alla distanza, affaticato e rientra nei ranghi della sua “normalità”. Ma non si arrende mai e rimedia qualche cartellino rosso di troppo. Giudizio finale: grazie comunque, per averci fatto sognare.

ANTONELLI 6,0 Frenato troppo a lungo da problemi fisici, non ha potuto mostrare le sue buone qualità di corridore (e non solo). Le poche volte che è stato impiegato però non ha fatto mai mancare l’impegno che si richiede ad un rossonero d’hoc. Vedremo se verrà confermato o se preferirà espatriare altrove. Personalmente, per completare la rosa non mi dispiacerebbe. Dà l’impressione di essere una brava persona, di buon carattere e per costruire un gruppo coeso quelli come lui servono. Giudizio finale: rivedibile.

ZAPATA 5,9 Sono sempre più convinto che a suo tempo ingaggiammo il fratello scarso di Zapata, quello dell’Udinese. Lui (quello vero) adesso si starà riposando su una qualche spiaggia caraibica circondato da belle donne e bevendo mojito. Lui sì che era bravo. Forte e veloce, di testa e di piede, una certezza. Il fratello scarso invece è lunatico ed altalenante, un po’ Dott. Jekyll e un po’ Mr. Hyde. Capace, nella stessa azione, di tutto e del contrario di tutto. Dal primo retropassaggio a Donnarumma si poteva capire come sarebbe andata la sua partita. A volte svagato e distratto, altre volte diga insormontabile. Lo ricorderemo (e ringrazieremo mai abbastanza) per quella spaccata sotto misura che ci ha consentito di recuperare il derby all’ultimo respiro. Non so se rimarrà. Ove così fosse, al massimo in Coppa Italia, primi due o tre turni. O in Europa League, contro i dilettanti di qualche squadra del Turkmenistan. Giudizio finale: troppo incostante.

GOMEZ 5,9 Sua Ignoranza. Il Conte degli scaricatori di porto. Il Duca dei maleducati. Piede ruvido, sgraziato ma efficace. Dategli venti metri quadri da presidiare e lui lo farà, con la testa e con i piedi. Uomo buono per blindare il risultato negli ultimi venti minuti. Non avrebbe paura ad addentrarsi ad Harlem vestito da uomo sandwich con la scritta “io i negri li odio”. Visto e considerato che era il suo primo anno, non è andato poi così male. Inoltre, non risultano polemiche a suo carico, pertanto, anche umanamente dovrebbe essere valido. Giudizio finale: vieni avanti, non ti temo.

DE SCIGLIO 5,8 Malinconicamente ultimo nella media voto, il ragazzo (ancora??) è stato protagonista (si fa per dire…) di un’altra stagione insulsa che ha ancora una volta evidenziato come lui sia nel bel mezzo di un guado che non riesce ad attraversare. Ha giocato sia esterno basso (a destra come a sinistra), sia esterno alto a sinistra. Il risultato è stato un nulla cosmico che sa di ennesimo fallimento. Oltre 100 partite in serie A, nessun gol ed un misero assist. Pertanto di fronte a tali numeri, è facile affermare che la sua permanenza in maglia rossonera sia prossima alla fine. E’ stato allenato da Allegri, Seedorf, Inzaghi, Mihajlovic, Montella. Tutti lo hanno fatto giocare con i medesimi (pochi) risultati. Tutti scarsi? Ribadisco il concetto: per il suo bene (perché glie ne vorremo sempre, nonostante le arrabbiature che ci ha causato) vada via. Se Bacca era il pescatore, lui è certamente il pescato. Giudizio finale: sono indeciso tra imbarazzante ed ignobile.

Ecco invece i giudizi relativi a centrocampo e attacco.

Egidio

Egidio

Sono nato all'epoca delle Olimpiadi di Roma, nella vita non faccio lo scrittore, né il giornalista, ma tutt’altra cosa che adesso non è utile descrivere né spiegare. Mi piace scrivere. Nel corso della mia vita, sin dall’epoca del liceo, credo di aver sviluppato una discreta capacità nel raccontare ed esprimere idee, concetti, ma soprattutto sentimenti e sensazioni. Tuttora, nella vita di tutti i giorni scrivo molto per lavoro. Sono innamorato del Milan dall’età di 8 anni e questo per merito di mio padre buon’anima, ahimè, volato in cielo pochi mesi prima della Stella del 10°. Mi firmerò con lo pseudonimo di Egidio. Come molti altri di voi, ho giocato a pallone (badate bene, “a pallone”, e non “a calcio”) a livello dilettantistico-amatoriale. Giocavo centravanti (adesso sarei “una prima punta”), la maglia rigorosamente era la numero 9 ed Egidio era il soprannome che i miei amici mi affibbiarono all’epoca dei fatti, ma vi assicuro che ho segnato più reti di quante ne abbia sbagliate lo Sciagurato. Ringrazio sin d’ora chi mi leggerà, chi mi apprezzerà, chi no, ma soprattutto chi, con educazione, mi contesterà : il peggior disprezzo è l’indifferenza. Ricordate che il Milan si discute, ma si ama. Ed io lo amo.
Egidio