Pagelle stagionali 2018-2019: l’attacco del Milan

CALHANOGLU  5,81  A corrente (troppo) alternata. Quando sembra si stia destando dal torpore ricade improvvisamente in catalessi. Vorrei ma non posso, non ce la faccio. Basta guardarlo in volto durante la partita e ci si rende conto del disagio le cui cause sono ancora da esplorare. Probabilmente, quello buono non lo abbiamo mai visto a meno della trasferta di Bergamo. Punizioni calciate male, corner incomprensibili. E’ un trequartista, non è un esterno, forse è una mezzala. Tutto ciò premesso, ha delle qualità tecniche importanti e con un altro allenatore che lo impieghi stabilmente in altra zona del campo potrebbe risorgere. Parte se arriva un’offerta irrinunciabile.
 
SUSO 5,87 Stagione caratterizzata (ma non è una novità) da un buon avvio, un lungo letargo invernale, un risveglio primaverile (peraltro tardivo ai fini del conseguimento dell’obiettivo). Bravo ma non un campione. Nelle partite ad elevato contenuto agonistico soccombe spesso e volentieri non contribuendo in modo sostanzioso nei confronti della squadra.
 
CASTILLEJO 5,90 Buone qualità tecniche, intraprendenza, disponibilità al sacrificio. In un lungo frangente della stagione avrebbe meritato più spazio, vista la latitanza di Suso. Segna a Parma il gol che poteva valere la Champions. Per poterlo valutare bene dovrebbe giocare di più e per la giovane età lo terrei.
 
CUTRONE 6,29 Stagione in chiaroscuro. L’arrivo di Higuain e poi di Piatek gli tolgono lo spazio vitale faticosamente conquistato e le prestazioni ne risentono. Lui rosica ma non fa polemica, certo è che non potrà fare un’altra stagione simile partendo dalla panchina. Anche per lui il cambio di guida tecnica potrebbe portare una ventata di freschezza.
 
HIGUAIN 5,45 Doveva spaccare il Mondo, invece nemmeno finisce la stagione scappando via a gennaio dopo essersi attorcigliato su sé stesso e le sue paure. Parte bene, poi piano piano cala, toccando il fondo contro la Juve in quella che doveva essere la “sua” partita (rigore fallito e rosso).
 
PIATEK 6,71 Arriva a gennaio e sembra essere la panacea di tutti i mali, ogni pallone che tocca finisce nel sacco, la squadra lo sostiene e lui se la carica sulle spalle. Poi però soffre il calo emotivo e soprattutto atletico di chi non riesce più ad accompagnare l’azione e si ritrova a lottare contro le difese da solo, spesso e volentieri soccombendo, talvolta trovando conforto nella compagnia di Cutrone. Giocatore dagli ampi margini di miglioramento, da rivedere in un sistema di gioco con due esterni di ruolo o con due punte e trequartista. Da tenere assolutamente, per l’età, il valore e l’investimento.
 
BORINI 5,93 In una rosa e con ogni allenatore lui ci sta sempre. Giocatore non eccelso tecnicamente ma serio, affidabile, veloce, utile in attacco come in difesa, basta non chiedergli di fare cose che non siano nelle sue possibilità. Classico jolly dell’ultima mezz’ora. Mai una polemica, mai un problema.

Egidio

Sono nato all'epoca delle Olimpiadi di Roma, nella vita non faccio lo scrittore, né il giornalista, ma tutt’altra cosa che adesso non è utile descrivere né spiegare. Mi piace scrivere. Nel corso della mia vita, sin dall’epoca del liceo, credo di aver sviluppato una discreta capacità nel raccontare ed esprimere idee, concetti, ma soprattutto sentimenti e sensazioni. Tuttora, nella vita di tutti i giorni scrivo molto per lavoro. Sono innamorato del Milan dall’età di 8 anni e questo per merito di mio padre buon’anima, ahimè, volato in cielo pochi mesi prima della Stella del 10°. Mi firmerò con lo pseudonimo di Egidio. Come molti altri di voi, ho giocato a pallone (badate bene, “a pallone”, e non “a calcio”) a livello dilettantistico-amatoriale. Giocavo centravanti (adesso sarei “una prima punta”), la maglia rigorosamente era la numero 9 ed Egidio era il soprannome che i miei amici mi affibbiarono all’epoca dei fatti, ma vi assicuro che ho segnato più reti di quante ne abbia sbagliate lo Sciagurato. Ringrazio sin d’ora chi mi leggerà, chi mi apprezzerà, chi no, ma soprattutto chi, con educazione, mi contesterà : il peggior disprezzo è l’indifferenza. Ricordate che il Milan si discute, ma si ama. Ed io lo amo.

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