DONNARUMMA Voto 6: primo tempo praticamente da spettatore a meno di un cross di Laxalt. Nella ripresa para al minuto 46 su Pandev. Vede la capocciata di Zukanovic uscire al lato. Se non para lui para il VAR su Rigoni.

BORINI Voto 6+: ordinato e ordinario, parte alto ma arriva meno sul fondo per il cross. Uomo buono per tutte le occasioni, si piazza a sinistra quando entra Calabria e anche lì non sfigura.

BONUCCI Voto 6,5: qualche lancio all’interno di una ordinaria amministrazione.

ROMAGNOLI Voto 6,5: chiusure precise e puntuali, svetta sempre (o quasi) di testa.

RICARDO RODRIGUEZ Voto 6-: più nel vivo dell’azione. Ottimo cross radente per l’occasione di Kalinic al minuto 7. Impegna Perin al minuto 63.

KESSIE Voto 6: più palleggio che percussione ma è comunque una presenza costante. Nei venti minuti finali spaventa la difesa rossoblù piazzandosi nei pressi della porta di Perin che impegna al minuto 90.

BIGLIA Voto 6+: spesso terzo centrale difensivo per favorire la salita dei terzini. Ottima attenzione in copertura.

BONAVENTURA Voto 6,5: tira di poco alto al minuto 7. E’ l’uomo che fa da collante tra centrocampo e attacco e quando si libera tra le linee la pericolosità offensiva aumenta. Sfiora l’incrocio al minuto 60 e al minuto 66 tira, purtroppo centrale.

SUSO Voto 6,5: soffre la velocità e l’aggressività di Laxalt riuscendo a divincolarsi poco e male. Cresce nella ripresa favorito dal nuovo sistema di gioco e dall’inevitabile calo fisico del Genoa che non chiude poi con puntualità consentendogli di puntare la porta. Al minuto 73 piazza un fendente che nessuno riesce a spingere in rete. Da lì in poi tracima progressivamente sino a servire per il match la palla di Andrè Silva.

KALINIC Voto 6: al minuto 8 Perin gli nega la gioia della rete con un intervento da par suo. Da lì in poi soffre di splendida solitudine aiutato dagli esterni che giocano troppo esterni.

CALHANOUGLU Voto 6: qualche imprecisione di troppo in palleggio, però è quello che tira di più verso Perin, minuti 28, 35 e 44. Esce quando Gattuso ridisegna la squadra ma non per demerito.

CUTRONE Voto 6: quando entra non è mai banale.

A. SILVA Voto 7: entra nel 4-4-2 e sembra destinato a un’altra apparizione fugace e scialba. Ma sul cross di Suso piazza una frustata da manuale sulla quale Perin può fare ben poco. Che la stagione cominci  oggi?

CALABRIA Voto 6: partecipa con efficacia al finale di partita, giocando più alto di Borini e portando via un avversario a Suso.

GATTUSO Voto 7: a Genova spesso abbiamo perso e le abbiamo anche prese. Stasera abbiamo piazzato le tende nella metà campo avversaria per tre quarti di incontro, rischiando solo qualcosa nei primi 15 minuti del secondo tempo. A quel punto Rino ha ridisegnato la squadra, arrivando a coprire bene gli spazi senza diminuire l’intensità dell’attacco e complice l’inevitabile calo fisico dell’avversario lo mette all’angolo picchiando sino a farlo crollare. Vittoria meritatissima

Egidio

Sono nato all'epoca delle Olimpiadi di Roma, nella vita non faccio lo scrittore, né il giornalista, ma tutt’altra cosa che adesso non è utile descrivere né spiegare. Mi piace scrivere. Nel corso della mia vita, sin dall’epoca del liceo, credo di aver sviluppato una discreta capacità nel raccontare ed esprimere idee, concetti, ma soprattutto sentimenti e sensazioni. Tuttora, nella vita di tutti i giorni scrivo molto per lavoro. Sono innamorato del Milan dall’età di 8 anni e questo per merito di mio padre buon’anima, ahimè, volato in cielo pochi mesi prima della Stella del 10°. Mi firmerò con lo pseudonimo di Egidio. Come molti altri di voi, ho giocato a pallone (badate bene, “a pallone”, e non “a calcio”) a livello dilettantistico-amatoriale. Giocavo centravanti (adesso sarei “una prima punta”), la maglia rigorosamente era la numero 9 ed Egidio era il soprannome che i miei amici mi affibbiarono all’epoca dei fatti, ma vi assicuro che ho segnato più reti di quante ne abbia sbagliate lo Sciagurato. Ringrazio sin d’ora chi mi leggerà, chi mi apprezzerà, chi no, ma soprattutto chi, con educazione, mi contesterà : il peggior disprezzo è l’indifferenza. Ricordate che il Milan si discute, ma si ama. Ed io lo amo.