kakàSiam venuti fin qua, siam venuti fin qua per vedere segnare Kakà’… E chi lo scorda più questo coro che ci ha accompagnati dal 2003 al 2009, per poi risentirlo nella stagione 2013-2014. E di gol ne abbiamo visti tanti, alcuni spettacolari ed indimenticabili. Che cannonate da metà campo! E quanto ci manca uno come Ricky Kakà?! Arrivato al Milan a 21 anni è stato fenomenale fin da subito, ha vinto uno scudetto, due Supercoppe europee, una Supercoppa italiana, un Mondiale per club, ha giocato due finali di Champions, vincendone una. Il tutto, sempre da protagonista. E chi dimentica il momento in cui Ricky ha alzato il suo Pallone d’oro, nel 2007, con 444 voti, precedendo due diciamo da niente (ironia) come CR7 con 277 voti e Lionel Messi con 255?! Ma non solo: sempre nel 2007 ha vinto con 1047 voti il FIFA World Player, precedendo ancora una volta la Pulce con 504 voti e Cristiano Ronaldo, che ne ottenne 126.

Che giocatore! Uno da Milan, uno che lottava per la maglia, per i nostri colori. E i numeri parlano chiaro: 307 partite giocate, 104 gol in maglia rossonera, nono posto assoluto nella classifica dei migliori marcatori di sempre nel Milan e ventisettesimo posto nella classifica di presenze con la nostra squadra. Un giocatore completo abile con entrambi i piedi. I suoi punti di forza: progressione palla al piede e dribbling soprattutto in velocità. Trequartista che ha più volte ricoperto il ruolo di seconda punto o esterno destro. Tanti e grandi gol sfruttando anche la distanza. Rigorista. Uomo-assist. Divino. Sì, divino, proprio lui, da cristiano evangelico molto devoto, che a ogni gol e a ogni vittoria alzava le mani al cielo, ringraziando Dio per la fortuna donatagli, mostrato la sua solita scritta ‘I belong to Jesus’.

Sempre legato ai nostri colori, molto lontano, ma sempre vicino con un pezzo di cuore. E tu, Ricky, il cuore della mia generazione, ma non solo, l’hai conquistato in pieno.

Alessia

Alessia

Rossonera dal concepimento, vive, da 22 anni, per questi colori. Cresciuta con le magie di Kakà, nonostante le lacrime alla sua volta per Madrid, restano lo sguardo di Sheva sul dischetto e tutta la magica notte di Manchester a farle mancare ancora il fiato. Unico dispiacere: non aver potuto vedere dal vivo il Milan di Sacchi.
Alessia