Un piano Marshall per il Milan: la difesa

 Al termine della 2^ guerra mondiale, l’Europa era un ammasso informe di macerie. La storia ci racconta che gli Stati Uniti intervennero con un piano di aiuti finanziari che andò sotto il nome di Piano Marshall. Al Milan, dopo quattro anni di rifondazioni più o meno totali, ma certamente incomplete o parziali, serve quello. Un deciso intervento tecnico-finanziario che possa gettare le basi per la risalita, lenta o veloce che sia. Non è più il caso di avere tentennamenti, ora o mai più, perchè la gente rossonera comincia ad averne veramente abbastanza. Non tutto, peraltro, è da buttare. E nel rifondare, bisogna stare attenti a non gettare, come si dice, il bambino insieme all’acqua sporca.

Le mie valutazioni prescindono dall’arrivo di un acquirente, di maggioranza o minoranza che sia. Ed anche da chi sarà l’allenatore e da che schema di gioco egli voglia adottare. Faccio i conti con quello che c’è disponibile. Cerchiamo di fare chiarezza, partendo dalla difesa e dal presupposto di giocare con 4 difensori. Ecco come io sistemerei questo reparto.

DIFESA: Innanzitutto, merito a Mastro Sinisa per aver avuto il coraggio di lanciare Donnarumma. Se uno è bravo, è bravo, anche a 17 anni. Per il futuro, considerata la partenza di Diego Lopez e l’addio di Abbiati, serviranno due portieri, ai quali andrà detto chiaramente che faranno panchina, magari sperando di ritagliarsi spazio in Coppa Italia. E’ stato fatto un investimento importante su Romagnoli. Il ragazzo ha fatto spesso bene, qualche volta avrebbe potuto fare meglio, ma sicuramente merita di essere confermato. Non ha evidenziato attitudine alla manovra, piuttosto alla marcatura pura, perciò accanto ci vorrebbe un centrale con caratteristiche di costruzione del gioco, uno che sappia uscire testa alta e palla al piede e sostenere la creazione del gioco dalle retrovie creando superiorità numerica. Non ho mai visto giocare Mammana, pertanto mi astengo, ma voglio fidarmi. Potrebbe essere l’occasione per cercare in Brasile, così come si fece per Thiago Silva. Servirebbe un elemento autorevole, dai piedi buoni. Hummels sarebbe il top, ma è inarrivabile, e poi va al Bayern Monaco. Sempre volendo sognare, Marquinhos del PSG. Rimango dell’opinione che De Sciglio, comunque, potrebbe essere dirottato in mezzo alla difesa, solo che lui lo voglia. Altrimenti, esiste la possibilità di un suo sacrificio per arrivare ad un altro marcatore «puro» in mancanza del costruttore di cui sopra. Per questa tipologia De Vrij della Lazio sarebbe perfetto. O Rodríguez della Fiorentina che garantisce anche un contributo sulle palle inattive. Gran fisico, forte di testa, marcatore spietato. Sugli esterni, Abate ha giocato una buona stagione, così come Antonelli, che nella rosa del Milan ci può stare. Sulla destra, Calabria aveva iniziato bene, per poi scomparire senza apparente motivo. Io non lo escluderei, per un motivo che dirò dopo. Zapata potrebbe restare ma soltanto di scorta, mentre Leonel Vangioni dovrebbe arrivare a costo zero. E’ un mancino naturale, più improntato all’offesa. Potendolo fare, prenderei Masina del Bologna. Anche per Vangioni vale il discorso fatto per Mammana, e perciò vado obbligatoriamente a fiducia. Dalla Primavera prenderei Felicioli, per gli stessi motivi di Donnarumma.

Chiuso il capitolo difesa. Del centrocampo parlo in questo articolo

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