garibaldi“Vai da Mr. Bee a Mr. Lee”…. ”IMPREVISTI” … “Torna da Mr. Bee senza passare per il via” … ”PROBABILITA’”… ”se passi da Viale Portello, ci costruisci uno stadio e tre alberghi”…

Si chiama Monopoli 2.0 ed è la versione riveduta e corretta di un famoso gioco di società, nell’era del Web e del virtuale.

Questa settimana ci abbiamo giocato molto e sembra che la partita non sia ancora finita.

I tavoli con i vari pretendenti, molto danarosi invero, sono tutti ancora aperti, ma credo che entro la fine del campionato avremo la risposta su chi sarà il proprietario del Milan e con quale percentuale.

Quella che si è conclusa è stata anche la settimana del no mas di Sulley Muntari. Ciao Sulley, ricordo il tuo gol a Cesena all’esordio e quello da fuori area col Chievo in un partita complicata. Ma ti ricorderò sempre per quel gol maledetto che non ti hanno assegnato e con il quale staremmo molto probabilmente a raccontare tutta un’altra storia. Va così il mondo, Suerte.

Nel frattempo, Pippo Garibaldi e le camicie rossonere sbarcano in Trinacria per affrontare il Palermo di Dybala e Vazquez, oggetti del desiderio di molti.

I nostri avversari vengono da un periodo di calo, dopo un ciclo di partite e risultati di valore, guarda caso verificatosi non appena gli appetiti dei grandi club si sono riversati sui due elementi di maggior spicco. Sono sempre molto incuriosito da questi cali improvvisi di rendimento e penso: ma al Palermo conviene veramente andare in Europa League con tutto quello che ne consegue? Mah… a volte non serve vendersi le partite, basta non prepararle a dovere.

All’andata noi giocammo una di quelle partite impalpabili, venimmo infilati subito come dei pollastri e non abbiamo più rimontato. In panca si rivede De Sciglio. Ci rifaremo oggi?

Formazioni: per noi 4-3-3 di prammatica, c’è Jack anziché Poli, Van Ginkel confermatissimo, in avanti chance dall’inizio per Cerci. I nostri avversari 4-3-2-1 albero di Natale anche se è Pasqua, Quaison e Vazquez dietro Dybala. Attenti a quei tre.

Palla al centro e via e prime schermaglie, sembra fare caldo e si fa un po’ confusione da ambo le parto, anche se loro sembrano più vivaci e palleggiano bene.

Azione incisiva in area palermitana, una serie di rimpalli, Destro si gira e tira, Sorrentino respinge e sulla ribattuta Cerci cerca di rendersi pericolo sulla linea di fondo. Nulla di fatto. Veniamo schiacciati dietro e ci affidiamo ai rilanci di Diego Lopez, perché loro si alzano compatti e non riusciamo ad impostare. Paletta dietro mi sembra ordinato ed attento, Antonelli spinge e sbuffa, il tridente è ordinato, sia Cerci che Menez partecipano anche in copertura.

Poco da raccontare, sinora.

Dybala si fa dare palla da destra e si accentra tentando la specialità della casa, tiro a giro sull’angolo, lontano. Bello scambio Menez-Antonelli, sul fondo.

Siccome nel calcio un Dio esiste, accade che da sinistra Lazaar passi attraverso lo Stargate della nostra difesa e mette in area per Dybala. I nostri tutti fermi, in attesa di un fischio che non arriva. Dybala va sul fondo, rincorso invano da Mexes, la mette in mezzo, e lì Vazquez fa il Calloni della situazione e a porta spalancata la mette a lato!

Adesso capirete cosa si prova, a noi accadeva spesso… Egidio, quante parolacce ti sei preso a suo tempo.

Ma andiamo avanti. Cerci, va via a destra, cross, Destro in mezza girata la mette alta, poi Jack tira alto su passaggio di Abate.

Dall’altra parte Dybala fa il Dillinger, pericolo pubblico n° 1 e Rigoni tira ma Diego Lopez para. Loro corrono di più e fanno più movimento, noi sempre qualche errore di troppo. Ad un terzo di partita, Quaison da sinistra tira, Diego Lopez in angolo. Il sempre vispo Antonelli da a Menez, angolo per noi.

All’improvviso, azione Abate-Van Ginkel a destra, cross dell’olandese, sulla palla davanti alla porta Cerci ci mette tutto quello che può: ginocchio, piede e chissà cosa, Sorrentino si impappina, gol! Incredibile. Il Palermo reagisce ma senza troppo costrutto logico, molto passionalmente e basta. Gol annullato a Barreto, giusto perché Rigoni era in divieto di sosta davanti a Diego Lopez.

Noi coperti, per ripartire non appena prendiamo palla.

Ancora Cerci vola e guadagna un corner, poi su un’altra ripartenza si fa rimontare prima di poter servire Destro o tirare.

Fine primo tempo, siamo in vantaggio, ma potevamo essere sotto se al posto di Vazquez ci fossi stato io, alla mia età e con le infradito. Considerazioni: il modulo pare funzionare, perché sia Menez che Cerci partecipano alla manovra ed alla fase di copertura. D’altra parte, il 4-3-3 è dispendioso per questo. Dobbiamo cercare di essere più concreti e commettere meno errori in fase di palleggio. Non siamo elettrici come quando c’è Poli che è uno che accelera, ma più riflessivi.

Ripresa, nessun cambio all’inizio.

Menez ne salta quattro, angolo! Ancora Antonelli e Menez e altro angolo. Sulla battuta, Paletta in buona posizione su spizzata di Van Ginkel, capocciata alta di non molto. Ancora Dybala pericoloso di sinistro subito dopo.

Tra i nostri Antonelli spinge e copre a sinistra, Jack è un diesel, lucido e razionale, fa la mezzala vecchio stampo. Sembriamo più fluidi e più sicuri nella circolazione di palla. Antonelli, assist per Destro che la mette dentro. Il collaboratore annulla per un fuorigioco che non c’è, peccato. Vazquez prima coglie l’esterno della rete su azione d’angolo e poi tira alto. Azione di Menez che genera traffico in area: né Destro, né Antonelli, né Cerci riescono a piazzare la stoccata vincente. Il Palermo appare un po’ calato sotto l’aspetto del ritmo, attacca ma Mexes li mura tutti! Punizione dal limite per noi: Cerci, alto. Ribaltamento e rigore per loro: Belotti, subentrato a Quaison, in area agganciato da Paletta mentre ruota su se stesso. Dybala pareggia. Non sembravano esserci i presupposti della pericolosità e del possibile pareggio, peccato.

La squadra reagisce subito: Antonelli si fa sotto e viene abbattuto. Sulla punizione, Menez va sul fondo e crossa, Antonelli tenta il tacco ma sarebbe stato off-side.

Dall’altra parte, Dybala rovescia spettacolarmente sui cross di Vazquez: bello ma alto. Cambi: entra Bonera? No, Pippo Garibaldi mette Pazzini per Destro e Suso per Cerci. Pippo vuole vincere e manda (finalmente!) un bel segnale alla squadra. Rigoni tira alto dal limite su ripartenza Palermo.

Pazzini fa in tempo a farsi beccare un paio di volte in off-side, bravo il collaboratore dell’arbitro, tranne che nell’occasione di Destro, maledizione!

Poi, siccome il calcio è gioco di squadra, ma anche di singoli, all’improvviso, su un rilancio si trovano due dei nostri e due dei loro a metà campo, Nino Bixio Menez ruba la sfera a tutti e si invola, vanamente inseguito e dal limite trafigge Sorrentino riportandoci avanti! Bene!

Suso entra bene in partita, si fa dare palla, mostra personalità e non ha timore. Loro non ci stanno e continuano a farsi sotto aprendo spazi invitanti.

Suso vola in contropiede che sembra Bruno Conti a Madrid nel 1982 e sotto misura Pazzini guadagna un corner. Menez, esausto, esce per Poli. Ultimi attacchi disordinati, poi più nulla.

Continuo a pensare che valiamo molto di più di 41 punti che abbiamo. La squadra mi è sembrata in progresso, e’ stato sufficiente ritrovare una impalcatura appena presentabile e non cambiarla.

Il 4-3-3, modulo che Pippo aveva ipotizzato sin dall’inizio sembra quello più idoneo in un squadra con molti esterni di attacco. Difesa e contrattacco. A metà campo Van Ginkel sembra aver trovato ritmo e collocazione, De Jong aiuta tutti e Bonaventura ci mette fosforo e qualità. La difesa con Abate ed Antonelli va bene sulle fasce, Paletta mi è sembrato ancora semplice nel gioco ma valido, è stato protagonista del rigore, ma ci può stare. Io insisto che si dovrebbe tentare con De Sciglio in mezzo per avere un’alternativa alla costruzione del gioco da dietro. E manca sempre El Sharawy… Peccato, perché con l’attenzione e la voglia di reagire mostrata con Cagliari e Palermo potevamo essere molto più in alto. I punti regalati in quel modo a Sassuolo (1, per non dire di più), Atalanta(1, vedasi Sassuolo), Empoli (2), Verona (2), Fiorentina (1), adesso pesano, guardare la classifica, please…: Pippo non cambiare, le gerarchie sono queste ormai, non ti far prendere dal sentimentalismo.

E speriamo di vedere in campo qualche giovanotto di belle speranze.

La campagna di Sicilia termina con una vittoria, le camicie rossonere risalgono la penisola. Nove partite alla fine, o si fa il Milan o si muore.

Egidio

Egidio

Sono nato all'epoca delle Olimpiadi di Roma, nella vita non faccio lo scrittore, né il giornalista, ma tutt’altra cosa che adesso non è utile descrivere né spiegare. Mi piace scrivere. Nel corso della mia vita, sin dall’epoca del liceo, credo di aver sviluppato una discreta capacità nel raccontare ed esprimere idee, concetti, ma soprattutto sentimenti e sensazioni. Tuttora, nella vita di tutti i giorni scrivo molto per lavoro. Sono innamorato del Milan dall’età di 8 anni e questo per merito di mio padre buon’anima, ahimè, volato in cielo pochi mesi prima della Stella del 10°. Mi firmerò con lo pseudonimo di Egidio. Come molti altri di voi, ho giocato a pallone (badate bene, “a pallone”, e non “a calcio”) a livello dilettantistico-amatoriale. Giocavo centravanti (adesso sarei “una prima punta”), la maglia rigorosamente era la numero 9 ed Egidio era il soprannome che i miei amici mi affibbiarono all’epoca dei fatti, ma vi assicuro che ho segnato più reti di quante ne abbia sbagliate lo Sciagurato. Ringrazio sin d’ora chi mi leggerà, chi mi apprezzerà, chi no, ma soprattutto chi, con educazione, mi contesterà : il peggior disprezzo è l’indifferenza. Ricordate che il Milan si discute, ma si ama. Ed io lo amo.
Egidio