Prendiamo atto dei progressi, ma…

 E allora, al termine di un incontro che non passerà alla storia, il Milan batte il Chievo e sfrutta al meglio il doppio turno casalingo, risalendo verso posizioni di classifica più consone. I clivensi, squadra ruvida che pratica un calcio ostico, fisico al limite dello scontro, si copre bene rischiando poco nel primo tempo nel quale il Milan non trova modo di aggirare il castello difensivo eretto da Maran. Nella ripresa, sbloccato il risultato la squadra è apparsa più distesa e ha approfittato dei maggiori spazi offerti dall’avversario. Il risultato non rende merito nella forma alla prestazione dei ragazzi di Mastro Sinisa che in almeno tre occasioni (Bacca, Cerci e Kucka) sono arrivati ad un passo dal secondo gol.

COSA HA FUNZIONATO.

  • Come accade da quattro partite, la squadra ha un buon APPROCCIO all’incontro e sembra aver messo definitivamente in soffitta i primi 15’ di Genova nel corso dei quali perdemmo partita e testa. Rispetto ad allora, e come contro il Sassuolo, la squadra appare intenzionalmente più PRUDENTE e coperta, forse troppo, tant’è che i primi 20’ trascorrono senza che nulla accada.

  • I SINGOLI: a mio avviso, su tutti, Bonaventura, come sempre. Mastro Sinisa lo limita sull’out sinistro, ma il buon Jack non si scompone, si fa dare palla per costruire la manovra non disdegnando appena può la ricerca del fondo campo. Bertolacci sembra finalmente avviato verso un rendimento più costante, gioca più nel vivo dell’azione in mezzo al campo tentando anche lo sfondamento centrale. Alex ci mette il fisico e mi stupisce perché non sembra accusare lo sforzo, Romagnoli, lucido e razionale, Kucka esce alla distanza, spinge a sinistra e si rifà segnando la rete decisiva, mentre contro il Sassuolo, più o meno dalla stessa posizione, aveva indegnamente ciabattato.

COSA NON HA FUNZIONATO.

  • Il MODULO: ribadisco che il 4-3-3 messo in campo inizialmente non mi sembra la cosa migliore per la rosa disponibile. Giocando con un solo attaccante vero, contro squadre molto chiuse come il Chievo si fa una grande fatica, a meno di avere due esterni di ruolo che sappiano attaccare tagliando verso l’interno per guadagnarsi il tiro in porta. Se Bacca svaria per cercare spazio, a presidio dell’area non resta nessuno.

  • I SINGOLI. Cerci: una rondine non fa primavera e nel suo caso nemmeno due. Ne aspettiamo uno stormo. Va a corrente alternata, nel primo tempo, quando la squadra riesce ad accenderlo, si vede qualcosa. Gioca troppo spalle alla porta avversaria e così prende solo falli. Nella ripresa, gode di più terreno libero e può correre come gli piace. Lo aspettiamo, prendendo atto dei progressi mostrati, ma ci ricordiamo del Cerci devastante in maglia granata e vorremmo tornare ad apprezzarlo così. Se si ridesta definitivamente, tornando ad essere il “Robben Italiano”, può dare la svolta alla stagione. E’ da quasi un anno al Milan…quanto tempo ancora ci vuole? Abate, spinge ormai di meno rispetto al passato, limitandosi al compitino. Ieri esce per infortunio, e De Sciglio fa meglio di lui.

Dopo un primo tempo incolore, in campo è (per fortuna,…) rientrata un’altra squadra. Il 2 a 0 sarebbe stato meritato ed avrebbe meglio inquadrato lo sviluppo della partita. Sbloccato il risultato, si è vista più intraprendenza, più voglia di rischiare, di giocare, più energia nei contrasti, più intensità. Mastro Sinisa ha insistito su Donnarumma e fa bene, perché il ragazzo lo premia parando l’unica volta che viene impegnato. Partiti con il 4-3-3, a tratti abbiamo ripiegato su un 4-5-1. Forse, come dice Mastro Sinisa, la strada da seguire è il mio 4-4-2, praticabile, però, se Cerci aumenta il numero dei giri a destra e Bertolacci, in mezzo, crescendo di condizione, riesce ad aiutare Montolivo.

Più fosforo e meno muscoli, riservando Poli e De Jong per i finali di partita.

Senza proclami e trionfalismi, ma con fiducia, adesso ci aspettiamo ulteriori progressi. Sarebbe importante, prima della sosta, mantenere un ritmo regolare, anche se abbiamo due partite mica facili : Lazio e Atalanta (in casa). Le posizioni di vertice non sono lontane e la stagione è ancora tutta da giocare. Bisogna crederci.

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