Non possiamo definirla il Leicester d’Italia dal momento che non vincerà lo Scudetto, però siamo tutti concordi nel ritenere l’Atalanta la squadra rivelazione di questo campionato. 65 punti quando mancano ancora tre partite alla fine del campionato, un quinto posto quasi in cassaforte ed una qualificazione all’Europa League praticamente in tasca. Beh tanta roba, non c’è che dire! E pensare che i neroazzurri di Bergamo avevano iniziato molto male il campionato ritrovandosi invischiati in zona retrocessione nelle prime giornate del campionato. Poi, ad un certo punto, la resurrezione e l’inarrestabile scalata in classifica fino addirittura ad essere in prossimità della zona Champions League.

Il merito di questo successo? Non possiamo non citare Gasperini che, dopo le belle pagine scritte con il Genoa, ha saputo ripetersi trovando nell’Atalanta la squadra giusta per creare qualcosa di importante. Per non parlare poi dei giovani (e non) che ha saputo valorizzare, vedi ad esempio Caldara, Gagliardini, Conti, Kessie, Spinazzola, Petagna, Gomez etc. Una vera miniera d’oro per Percassi a cui vanno comunque fatti i complimenti per l’organizzazione che ha saputo dare ( o forse mantenere visto che la Dea è sempre stata un club molto ben organizzato) alla società, coadiuvato anche dal DG Marino che, a Bergamo, ha trovato terreno fertile per le sue idee calcistiche. E giusto per parlare di programmazione, l’Atalanta ha appena blindato per i prossimi tre anni Gasperini ed ha acquistato lo stadio Atleti Azzurri d’Italia. Possibile che abbia un progetto serio ed ambizioso anche per quanto riguarda il proprio impianto di gioco. Si può discutere di mille cose, ma la programmazione rimane il fattore chiave del successo che sta meritatamente avendo questa società.

Zuma

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Marco Fumagalli, meglio conosciuto come Zuma, amante, filosofo ed esteta dello Sport in tutte le sue mille sfaccettature. Amo la palla tonda, quella a spicchi, quella ovale, le due ruote e tutto ciò che ci ruota intorno. Il mio nome lo devo anche a Van Basten anche se ho vissuto la mia adolescenza sotto le imprese di Carletto Ancelotti.
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