Analizzando quanto emerso da queste ultime giornate abbiamo capito diverse cose e tratto le logiche conseguenze. , Napoli e Roma ci sono superiori, ma questo lo si sapeva anche ad inizio anno. Allo stato attuale però, anche Inter, Lazio e Sampdoria ne hanno più di noi e i punti di divario iniziano ad essere tanti. Niente di irrecuperabile, però o ci si dà una svegliata, oppure sul treno Champions non si riesce più a salire.

Fassone è poi stato chiaro “Senza Champions il prossimo anno via due top player”, e, di conseguenza, campagna acquisti low profile. Qualificarsi per la prossima Champions League diventa quindi fondamentale. Ma, se invece che scegliere la qualificazione via campionato, decidessimo di puntare tutto sull’Europa League?

E’ sicuramente un azzardo visto che c’è disponibile solo un posto ed inoltre implica che il Milan riesca a vincere questa competizione. Rimane però una via concreta che porterebbe poi punti utili per il ranking sia a livello paese che di club, soldi (considerando premi Uefa e incassi delle partite), gloria e un miglioramento generale della nostra reputazione, mai così bassa come questo periodo.

La qualificazione in Champions tramite Europa League è stata raggiunta proprio lo scorso anno da quella volpe di Mourinho con il suo Manchester United che, senza la vittoria contro l’Ajax in finale, quest’anno non si giocherebbe la “coppa dalle grandi orecchie” perché solo quinto in Premier a fine campionato.  Io, quindi, non snobberei questa coppa e l’opportunità che mette a disposizione. Certo, gli avversari che si affronteranno da febbraio in poi saranno di ben altra caratura rispetto a quelli odierni (considerando anche le terze dei gironi di Champions che entreranno in gioco), però c’è questa possibilità e, a mio avviso, va sfruttata.

Anche in questo caso molto dipenderà da ciò che vuole realmente questo Milan. E, soprattutto, da ciò che può.

Zuma

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Marco Fumagalli, meglio conosciuto come Zuma, amante, filosofo ed esteta dello Sport in tutte le sue mille sfaccettature. Amo la palla tonda, quella a spicchi, quella ovale, le due ruote e tutto ciò che ci ruota intorno. Il mio nome lo devo anche a Van Basten anche se ho vissuto la mia adolescenza sotto le imprese di Carletto Ancelotti.
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