La scorsa estate ci eravamo abituati ad un annuncio dopo l’altro, con Fassone e Mirabelli costantemente impegnati a presentare nuovi giocatori. Tra una cosa formale e l’altra, pensavamo di essere tornati ai fasti di un tempo. Tralasciando giudizi sulla precedente campagna acquisti, di cui non voglio parlare in questo articolo, posso tranquillamente affermare che le credenze dello scorso anno si sono rivelate errate, quasi uno specchio per le allodole.

Purtroppo dopo solo dodici mesi ci troviamo a vivere quasi un incubo, esclusi dalle competizioni europee con una proprietà che non si capisce a che gioco stia giocando. Ad ogni scadenza ci troviamo con il fiato sospeso per vedere se Mr Li sarà in grado o meno di saldare i suoi debiti entro quella data. Non ci sono dichiarazioni ufficiali, non si conoscono le strategie ufficiali della società, le altre società fanno la corte ai nostri giocatori sfruttando il caos societario, ed intanto il mercato del Milan rimane bloccato, in attesa di sapere quale sarà il suo futuro. Le altre si rafforzano, noi rimaniamo alla finestra, d’altronde con questa situazione così incasinata non si può fare altrimenti. E così non ci resta che gioire per gli acquisti a zero di Reina, Strinic e Halilovic. Non giudico il valore dei giocatori, quello sarà il campo a stabilirlo, ma sembra davvero essere tornati agli ultimi anni del condor Galliani, in giro per l’Europa a raccattare parametri zero e occasioni low cost.

Intanto imprenditori, magnati, guru della finanza, e chi ne ha più ne metta, dichiarano di essere interessati all’acquisto del Milan, ma, ad oggi, di certo non c’è nulla. Così ci trasformiamo in spettatori o tifosi inermi, quasi passivi, pronti a fantasticare o deprimersi in base a quello che scrivono i vari mezzi d’informazione sportivi, pur sapendo che la maggior parte delle notizie sarà falsa o comunque ingigantita. Quanto è diventata dura la vita da tifoso milanista!

Zuma

Marco Fumagalli, meglio conosciuto come Zuma, amante, filosofo ed esteta dello Sport in tutte le sue mille sfaccettature. Amo la palla tonda, quella a spicchi, quella ovale, le due ruote e tutto ciò che ci ruota intorno. Il mio nome lo devo anche a Van Basten anche se ho vissuto la mia adolescenza sotto le imprese di Carletto Ancelotti.