Real Madrid e Juventus si sono contese il trono d’Europa in quel di Cardiff mentre le milanesi hanno assistito da meste spettatrici ad un match a tratti spettacolare che ha reso evidente quanto sia grande il gap che le separa dalle grandi d’Europa. La gara si è conclusa con un netto 4 ad 1 a favore della squadra spagnola, dopo un primo tempo in cui i bianconeri, prima di crollare nella ripresa, si erano dimostrati all’altezza dei Blancos, andando al riposo sull’1 ad 1.

Chissà se la sconfitta dei bianconeri avrà fatto dimenticare per qualche minuto ad Inter e Milan le rispettive disgrazie: settimo e sesto posto nella classifica finale del campionato di serie A. E quindi ennesima stagione della rinascita per entrambe le squadre meneghine, ma con presupposti differenti.

Da una parte l’Inter, con una proprietà forte come quella di Suning, che si è insediata da oltre un anno senza tuttavia riuscire a strutturare in maniera proficua la dirigenza, lasciando spazio a guerre intestine che hanno portato ad esoneri in sequenza e scelte di mercato alquanto discutibili, nonostante la rosa a disposizione non fosse di basso livello. Dopo il rinnovo di Ausilio come DS, è stato ufficializzato un pò a sorpresa l'”ingaggio” di Sabatini, ex Roma, che andrebbe a ricoprire il ruolo di direttore dell’area tecnica. L’ormai consueto casting stagionale per il prossimo allenatore è ancora in corso: dopo i niet di Conte e Simeone, il più papabile a sedersi sulla panchina nerazzurra sembra essere Spalletti, anch’egli ex Roma. Di conseguenza il mercato dell’Inter è ancora fermo al palo, tra l’altro con l’urgenza di incamerare circa 30 Milioni di euro entro fine Giugno, per motivi di Fair Play finanziario.

Dall’altra parte il Milan, reduce da un tribolato closing, con una proprietà tutt’altro che ben individuabile, un fondo di investimento come Elliott alle spalle (o con il fiato sul collo, per i più pessimisti) e molti debiti da saldare in breve tempo. Una proprietà che tuttavia ha avuto le idee chiare sin dall’inizio, dando in mano a Fassone e Mirabelli il compito di scegliere lo staff e pianificare le strategie di mercato da adottare. Dopo gli acquisti ufficiali di Musacchio e Kessie l’arrivo di Rodriguez, esterno del Wolsburg, sembra essere soltanto una formalità. Tre tasselli che andranno a rinforzare due reparti, quello difensivo e quello di centrocampo, in cui la carenza qualitativa e quantitativa erano palesi.

Ma la campagna acquisti sembra lungi dall’essere terminata. I dirigenti rossoneri erano presenti a Cardiff non tanto per assistere alla finale di Champions quanto, piuttosto, per portare avanti alcune trattative di mercato, come testimoniato dagli incontri che Fassone ha avuto con gli agenti Mendes e Ramadani. Ancora non è dato capire quali siano i giocatori monitorati. Appare invece chiaro quali siano i ruoli in cui verranno fatti ancora acquisti di medio/alto livello. In attacco si cerca un centravanti che vada a sostituire il partente Bacca: Morata resta il sogno ma le parole dello spagnolo a fine match (“spero di restare a Madrid ma ho la Juventus nel cuore”) lasciano ben poche speranze e salgono pertanto le quotazioni delle presunte alternative, Kalinic e Keita in primis.

A centrocampo Montella vorrebbe disporre di un calciatore d’esperienza da affiancare al neo acquisto Kessie: Biglia sembra ad un passo (Lotito permettendo) ma non si trascurano alcune alternative, ad esempio Baselli del Torino e Badelij della Fiorentina. Infine la difesa, dopo il rinforzo di Musacchio, potrebbe essere rinfoltita con il promettente Conti dell’Atalanta, sul quale la concorrenza è tuttavia quanto mai agguerrita. L’estate è appena iniziata ed i tifosi rossoneri, come dichiarato dall’AD Fassone, possono tornare a sognare…

Stefano Iardella

Stefano Iardella

Stefano Iardella, ricercatore informatico affetto dal tarlo del Milan. Scettico per vocazione, amante del genio e dell'estetica. Lunatico e scorbutico a giorni alterni. Per accantonare le sconfitte rossonere... mi piace cullarmi con le magie di Van Basten e Savicevic.
Stefano Iardella