Gattuso ha avuto il merito di rivalutare molti acquisti fatti in estate oltre a giocatori, già in rosa da più stagioni, che non stavano rendendo come erano soliti fare, come ad esempio Bonaventura, Calabria e Romagnoli. Ringhio è stato poi anche abile ad impostare una nuova preparazione atletica, che ha dato alla squadra quella brillantezza e quella condizione che erano mancate durante la prima parte di stagione.

Analizzando bene la rosa, però, ci accorgiamo come a centrocampo il Milan sia dotato di poche alternative, infatti si contano solo sei veri e propri centrocampisti. I rossoneri hanno a disposizione Biglia, Bonaventura, Kessie, Locatelli, Josè Mauri e Montolivo. Certo, all’occorrenza alcuni laterali di difesa potrebbero giocare come esterni, vedi Rodriguez, Antonelli o Conti ad esempio, ma questa non può e non deve essere la soluzione. Indietreggiare poi Suso o Calhanoglu sarebbe una forzatura anche se abbiamo visto partite in cui i rossoneri si sono schierati con il 4-4-2 con lo spagnolo ed il turco esterni di centrocampo.

Gattuso ha deciso di puntare fortemente sul trio Biglia, Bonaventura e Kessie. L’argentino per ora è molto importante in fase di copertura e recupero palloni anche se non ha ancora mostrato le sue qualità nell’impostazione del gioco. L’italiano è molto prezioso negli inserimenti e nel dare quell’estro e quell’imprevedibilità necessarie, mentre il ghanese è un tuttofare inesauribile capace di macinare km su km.

Se passiamo alle riserve, Montolivo può essere un discreto cambio in grado di giocare spezzoni di partita e di portare quella esperienza che si è guadagnato in tutti questi anni. Tuttavia al nostro ex capitano, considerando anche età, precedenti infortuni e alto livello a cui dovremo (speriamo) competere non possiamo chiedere di più. Locatelli è un giovane in rampa di lancio anche se ha ancora molto su cui lavorare e non può essere certo considerato un titolare nonostante lo scorso anno, dopo alcuni mesi a buoni livelli, si pensava fosse già un giocatore fatto e finito. Su Jose Mauri abbiamo poco da dire avendolo visto in campo solamente manciate di minuti e nulla di più.

Risulta quindi evidente che, per la prossima stagione, servono un paio di centrocampisti in grado di fare la differenza specie se si vuole competere ad alti livelli.

Zuma

Marco Fumagalli, meglio conosciuto come Zuma, amante, filosofo ed esteta dello Sport in tutte le sue mille sfaccettature. Amo la palla tonda, quella a spicchi, quella ovale, le due ruote e tutto ciò che ci ruota intorno. Il mio nome lo devo anche a Van Basten anche se ho vissuto la mia adolescenza sotto le imprese di Carletto Ancelotti.
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