Rumori molesti e silenzi assordanti

 Torno a scrivere su questo blog dopo alcuni mesi dove sono stato molto occupato. Avevo lasciato un Milan sconfitto all’ultimo secondo nel derby e speravo di riprenderlo commentando notizie positive ma, invece, la situazione nei dintorni di via Aldo Rossi si fa sempre più misteriosa ed enigmatica.


Iniziamo dal campo: l’ultima partita con la Spal ci ha portato una vittoria soffertissima dopo un mese da tragedia, un Higuain si spera ritrovato e un punto di distacco dall’agognato quarto posto. Al netto di ciò, la stagione finora la reputo ampiamente insufficiente: non approfittare delle incertezze di Roma, Lazio e Atalanta in campionato e farsi eliminare in modo vergognoso in un girone di Europa League insulso mi crea più di un fastidio intimo. Accettiamo pure il fattore infortuni nel pesare il percorso fatto ma non usiamolo come scusa: una legione di infortunati come è successo al Milan non l’ho mai vista. Non ho i mezzi per dire di chi sia la colpa, staff medico e atletico o mala sorte, ma è certo che al Milan questo non può accadere, soprattutto quando la tua riserva più forte è Jose Mauri (che per inciso, non ha fatto così male come si pensava). Se la causa è lo staff si ponga rimedio subito, se è la iella si convochi al più presto uno sciamano a Milanello.

 

Infortuni e Milanello mi chiamano alla mente, purtroppo, una delle crociate giornalistiche più infuocate degli ultimi anni: l’invocazione all’irreprensibile, già Capitano, Riccardo Montolivo. La sua acclamazione come salvatore di un Milan incerottato mi ha fatto ridere e inorridire allo stesso tempo. Questo professionista (come puntualmente ci viene ricordato da foto Instagram e Twitter) è stato messo fuori dal progetto a Luglio e invitato a farsi da parte ma ha persistito nel voler rimanere, scatenando quindi orde di giornalisti amici a decantarne le lodi: un giocatore che in carriera ha vinto una Supercoppa italiana da infortunato, emblema della mediocrità dell’ultimo Milan, reduce da una serie infinita di infortuni e di prestazioni penose che hanno portato tutta la comunità rossonera a vederlo come il fumo negli occhi. Invece, i giornalisti e “coloro che sanno” ancora ci raccontano di quanto sia indispensabile e di grande tecnica, forse perché proprio lui è la misteriosa gola profonda che sia Seedorf sia Gattuso hanno nominato più volte. Nessuno che si chieda perché, pur essendo così tanto forte, nessuna società si è mossa per strapparci un fenomeno messo ai margini e perché lui non voglia schiodarsi dai bei milioncini che si prenderà fino a Giugno; milioncini garantiti dal vecchio A.D. Galliani, colui dei “rinnovi annuali agli over 30” salvo poi versare nelle tasche del nostro svariati milioni per tre anni.

 

Passando dal campo alla dirigenza/società la situazione non migliora. Il silenzio costante di Leonardo e Maldini, salvo qualche dichiarazione di facciata, non sta facendo il bene né del Milan né della tifoseria, ormai sempre più nevrotica. In questi mesi la graticola su cui Gattuso è stato rosolato ha dato adito a tutta la stampa sportiva e affine di fare scempio della nostra squadra. Ad ogni partita persa il fantasma di Conte aleggia inquietante sulle bocche di tifosi ed “esperti”: Ringhio non sarà Guardiola, ma non è neanche la pippa che ci vogliono descrivere. Serve calma e gesso, e i quadri rossoneri sembra non riescano ad infonderla, anche solo per far buon viso a cattivo gioco. Tralasciamo poi le questioni Uefa: è stato rilasciato un dispositivo criptico il quale desta dubbi anche ai professionisti del settore ma che invece nei salotti televisivi e di Twitter è stato analizzato con perizia in 10 minuti da sedicenti esperti, i quali hanno ovviamente detto tutto il contrario di tutto.

 

Infine, il mercato. Elliott farà innesti per raggiungere il quarto fondamentalissimo posto oppure saremo, ancora una volta, “a posto così”? Vedremo. Di una cosa sono sicuro però: sono stufo di sentire certi nomi accostati al Milan solo per dire qualcosa, di sentire dire che il Milan non riscatterà Higuain perché non ha i soldi, di vedere siti cinesi con Pikachu come immagine profilo domandare rispetto sulla trattativa Borini-Shenzen. Mi piacerebbe sentire invece dirigenti che chiariscano in modo definitivo e prendano posizioni perentorie su queste campagne diffamatorie, pretendere rispetto da una classe arbitrale che bulleggia i nostri giocatori, e non solo parlare di ridicole trombette e flauti greci. Il Milan è un leone immobile con di fianco delle iene che banchettano. Speriamo che stia solo dormendo, e che quando si sveglierà, faccia sparire questi loschi figuri.

Gabri Shaka

Gabriele, 26 anni, milanista da due generazioni. Filosofo e neuroscienziato, amo il Milan dal '97, il primo anno che ho iniziato la raccolta dell'album Panini. I ricordi più belli sono il pallonetto di Inzaghi contro l'Ajax e le lacrime di gioia dopo la vittoria di Manchester. Amante dei numeri 10 ormai scomparsi, pugnalato al cuore quando da Rui Costa e Seedorf si è passati a Honda.

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