brocchiPrima conferenza stampa di mister Brocchi, all’esordio assoluto in Serie A. Su Mihajlovic:E’ normale che all’inizio qualcuno avesse un po’ di tristezza per il suo addio; in molti erano legati a lui, anch’io. Non sono entrato per cancellare ciò che ha fatto Sinisa, ho grande rispetto per questa situazione. Ho trovato ragazzi molto vogliosi e curiosi del mio lavoro”. Sul suo lavoro: “Sarei presuntuoso a chiedere di vedere subito le mie idee, i maghi non esistono. Con la Samp vorrei vedere da parte dei ragazzi un 5% di avvicinamento alle mie richieste in settimana. Questo vorrebbe dire avere la consapevolezza di iniziare un percorso. Non parlo solo dal punto di vista tattico, ma anche di atteggiamento. In settimana ho notato grande voglia, spero che tutti mi diano dei segnali che si stanno giocando qualcosa di importante. I giocatori non devono pensare all’io, ma al noi: la prima cosa è pensare al Milan, voglio un gruppo che utilizzi questo tempo per dimostrare che indossare la maglia del Milan è importante”. Sulla formazione: “Nell’idea iniziale c’è una formazione titolare, ma chi non lo è deve farmi cambiare idea e darmi delle certezze in più nel caso in cui decidessi di metterli in campo. La mia decisione finale dipenderà da diversi fattori. Non ho nessuna intenzione di stravolgere niente, non sono pazzo. I giocatori hanno delle certezze, ma non devono essere sicuri di nulla”. Su Bonaventura: “Ha le caratteristiche per fare il trequartista. E’ chiaro che servono delle conoscenze di squadra che ti permettono di interpretare al meglio il gioco. E’ importante lavorare sui principi di gioco, non ci sono posizioni fisse perché in quel ruolo potrebbe trovarsi anche una mezzala. Una volta che capisci i movimenti da fare diventa tutto più facile. Nella mia testa, Jack non deve fare il quarto di centrocampo in fase di non possesso. Lui deve rimanere in quella posizione di campo”. Su Balotelli: “Non posso pensare che lui interpreti le gare come Kucka e viceversa. Ognuno ha le sue qualità e caratteristiche, l’importante è che tutti giochino per la squadra. Se un giocatore pensa di risolvere le partite da solo non va bene. L’ho trovato molto voglioso, mi ha promesso che cercherà di dare tutto in questo ultimo periodo. In passato sapeva benissimo che avrebbe avuto altre chance, ma ora sa che non ne avrà più. La speranza è che possa usare queste ultime gare per far vedere le sue qualità. È importante che in queste partite dimostri di essere davvero legato alla maglia del Milan”.

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Mirko, filosofo per condanna, milanista da sempre e per sempre!
Marcel Desailly, Franco Baresi e Mario Yepes le mie ragioni per amare
questa squadra, i Pink Floyd, Stanley Kubrick e la fantastica Salerno le mie ragioni per amare la vita!

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