Male ma non malissimo, si potrebbe dire. Hanno impiegato più di una settimana ma alla fine i giudici di Nyon hanno emesso la loro sentenza. Così come annunciato da diversi giorni il Milan è stato estromesso dalla prossima Europa League, senza tuttavia incorrere in sanzioni (sembrava probabile una multa di 30 Milioni) nè limitazioni sul mercato della sessione estiva. E, soprattutto, senza l’obbligo di imporre un tetto al monte ingaggi. Un obbligo che avrebbero reso particolarmente difficoltosa la gestione della prossima stagione, costringendo la società a cedere buona parte dei “big” in rosa.

Ciò che sorprende di questa sentenza, oltre alla tempistica prolungata prima del pronunciamento, sono la confusa ed ambigua “formula” con cui è stata emessa e soprattutto la mancanza delle motivazioni. Quelle motivazioni che avrebbero dovuto giustificare in maniera dettagliata un giudizio severo nei confronti di un club considerato tra i big d’Europa. Un giudizio che in qualche modo farà giurisdizione… e magari da monito per tutti gli astanti. Buona parte delle testate giornalistiche e media on line avevano mal interpretato la sentenza stessa, parlando erroneamente di una esclusione dall’Europa per due anni. Un errore dovuto tanto alla poca accortezza nel leggere la sentenza quanto ad una certa ambiguità di quest’ultima.

Adesso non resta che attendere le motivazioni con cui l’organo giudicante dell’UEFA giustificherà la sentenza emessa. Motivazioni che non sono servite al club rossonero per decidere comunque l’immediato ricorso al TAS di Losanna. Il ricorso è stato annunciato a meno di 2 ore di distanza dalla sentenza, tramite un comunicato sul canale ufficiale della società: “L’Adjudicatory Chamber del Club Financial Control Body (CFCB) dell’UEFA ha deciso di sanzionare AC Milan per le violazioni della normativa sul Financial Fair Play commesse da luglio 2014 a giugno 2017 con un anno di esclusione dalle Competizioni Ufficiali Europee per Club. Nel prendere atto di tale decisione, AC Milan comunica di aver richiesto al proprio pool legale di avviare la procedura di ricorso presso il Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna, confidando in una sollecita revisione del provvedimento.”

Dall’altra parte dell’oceano, nel frattempo, le trattative per la cessione della maggioranza delle quote societarie di Yonghong Li stanno andanto avanti, tra accelerate e rallentamenti. Rocco Commisso, il favorito alla successione dell’attuale presidente cinese, ha dichiarato ad America Oggi: “La trattativa per l’acquisto del Milan continua, nonostante la difficoltà di comunicazione personale dovuta alla costante presenza di un emissario (…). Chiudo il contratto, ma soltanto alle mie condizioni. Ma sia chiaro, prima devo avere un accordo vincolante. Non accetterei mai di essere in minoranza. Il club deve essere mio perché credo di poterlo gestire e farlo tornare ai massimi splendori”. Chiamato infine a commentare la fresca sentenza Uefa, il patron dei New York Cosmos ha risposto: “Questo Milan sette volte campione d’Europa ha una tradizione e una storia di valenza mondiale e non merita di essere trattato così”.

Se questa cessione si deve fare che si faccia presto. La sola chance per il Milan di ribaltare una sentenza preannunciata è quella di presentarsi di fronte al TAS di Losanna con alle spalle un proprietario (o un socio) di sicuro affidamento e incontestabile solidità finanziaria.

Stefano I.

Ricercatore informatico ​affetto dal sacro fuoco rossonero. Scettico per precauzione, ​realista per vocazione ed ​​amante del genio per eccezione. Nato nel segno di Van Basten con ascendente Savicevic.