paulo.sousa.fiorenti.12 giornate sono trascorse, siamo cioè ad un terzo del campionato e ancora non siamo in grado di decifrare con un minimo di razionalità quello che sta accadendo. Tra la prima e la decima in classifica ci sono 11 punti. Sinora ha sempre avuto ragione chi veniva da dietro, col risultato di accorciare i distacchi.

La Fiorentina, che sembrava in calo dopo due sconfitte di seguito ha rialzato la testa ed è di nuovo prima. In estate scrissi :

Manca al momento una prima punta e si spera nella esplosione di Bernardeschi”.

La squadra di Sousa gioca bene e soprattutto concretizza il bel gioco, accoppiando forma e sostanza. Kalinic (ecco la prima punta!) è una sorpresa e l’assenza di Pepito Rossi non si sente, ma soprattutto è Ilicic che appare rinato, bello e pimpante come ai tempi del Palermo. Bernardeschi, già notato all’epoca del Crotone, per me resta uno dei migliori under in circolazione e se continua così esploderà definitivamente ed andrà dritto in Nazionale maggiore.

L’Inter prosegue nel cogliere risultati striminziti. In estate scrissi :

Sinora mi sembra una squadra senza anima, 11 magliette uguali e basta. Si vorrebbe fare il 4-3-3, ma senza esterni di ruolo non è possibile. Credo allora si ripiegherà sul più conveniente 4-3-1-2. Da decidere definitivamente il ruolo di Kovacic, mentre i tifosi sperano che Jo-Jo sia abile ed arruolabile. Se così non fosse, il potenziale offensivo di Icardi verrebbe sprecato”.

Kovacic è stato ceduto, è arrivato Perisic e Jo-Jo ha fatto il suo, ma Icardi mi sembra ancora sottoutilizzato. La forza della squadra è l’arcigna difesa, ma non credo sarà sempre possibile vincere le partite finalizzando l’unica palla gol creata.

La Roma segna molto ma subisce altrettanto. In estate scrissi :

Il problema soprattutto è stato l’attacco, perché Iturbe ha accusato il salto dalla provincia e il cambio di modulo… La società sta cercando un esterno basso (per poter riservare a Florenzi solo ruoli di attacco e centrocampo) ed un attaccante di valore, uno di quelli che possa garantire un elevato contributo di gol e assist. Dzeko l’obiettivo (costoso) della dirigenza che dovrà passare attraverso qualche cessione importante e dolorosa (Romagnoli?)”.

Dzeko è arrivato, Romagnoli sta al Milan, mentre l’esterno basso è stato preso (Digne). Garcia paradossalmente potrebbe fare a meno di Dzeko, centrattacco di valore assoluto, ma non un capocannoniere, perché con due esterni come Salah e Gervinho che giocano praticamente da soli e la passano raramente, uno come come il bosniaco non va d’accordo. Sulla Roma, penso però che quella migliore si sia vista il primo anno del tecnico francese. La squadra attuale sembra recitare uno spartito imparato a memoria ma senza il sentimento (leggasi velocità e imprevedibilità del passato). Un po’ la stessa differenza che ci sarebbe tra il sottoscritto e un attore teatrale nel recitare il “5 maggio”. Di Totti ormai si parla solo per sapere quando rientrerà e questo non è un male, perché lentamente ma inesorabilmente, ci si sta abituando al suo ritiro. Certo, dietro la rosa sembra un po’ corta, di Castan si sono perse le tracce, e questo potrebbe essere un problema: se manca Manolas chi c’è?

Il Napoli sembra la compagine più efficace e divertente. In estate scrissi :

E poi, Hamsik? Arretrerà a metà campo cambiando ruolo oppure vorrà restare dietro alle punte? Per lui secondo me, se si convince, potrebbe esserci un ruolo in mezzo al campo, alla Seedorf stile Milan di Ancelotti. Allora sì, che la qualità ed il gioco ne trarrebbero vantaggio. Diversamente, visto che il Pipita gioca sempre, almeno uno fra Gabbiadini, Mertens e Insigne potrebbe ritrovarsi quale terzo (o quarto) incomodo”.

Infatti, Hamsik è arretrato a metà campo, e Gabbiadini, spesso in panchina ha il classico mal di pancia della riserva di lusso. Però la squadra esprime una cifra di gioco notevole, corre ed ha in Higuain il suo trascinatore. L’argentino mi sembra legare i suoi destini a quelli della squadra: quando lui gira, il Napoli è sembrato irresistibile.

Egidio

Egidio

Sono nato all'epoca delle Olimpiadi di Roma, nella vita non faccio lo scrittore, né il giornalista, ma tutt’altra cosa che adesso non è utiledescrivere né spiegare. Mi piace scrivere. Nel corso della mia vita, sin dall’epoca del liceo, credo di aver sviluppato una discreta capacità nel raccontare ed esprimere idee, concetti, ma soprattutto sentimenti e sensazioni. Tuttora, nella vita di tutti i giorni scrivo molto per lavoro. Sono innamorato del Milan dall’età di 8 anni e questo per merito di mio padre buon’anima, ahimè, volato in cielo pochi mesi prima della Stella del 10°. Mi firmerò con lo pseudonimo di Egidio. Come molti altri di voi, ho giocato a pallone (badate bene, “a pallone”, e non “a calcio”) a livello dilettantistico-amatoriale. Giocavo centravanti (adesso sarei “una prima punta”), la maglia rigorosamente era la numero 9 ed Egidio era il soprannome che i miei amici mi affibbiarono all’epoca dei fatti, ma vi assicuro che ho segnato più reti di quante ne abbia sbagliate lo Sciagurato. Ringrazio sin d’ora chi mi leggerà, chi mi apprezzerà, chi no, ma soprattutto chi, con educazione, mi contesterà : il peggior disprezzo è l’indifferenza. Ricordate che il Milan si discute, ma si ama. Ed io lo amo.
Egidio