Supercoppa Italiana: chi diventerà il re?

La Supercoppa Italiana è un dolce ricordo per i tifosi rossoneri, forse l’unico degli ultimi cinque o sei anni. Era infatti il 23 dicembre 2016 quando il Milan si aggiudicò la Coppa, proprio contro la Juventus, grazie al miracolo di Gigio Donnarumma sul rigore di Paulo Dybala. Sono passati poco più di due anni, di acqua sotto i ponti ne è passata e i cambiamenti sono stati parecchi. Allora sulla panchina del Diavolo siedeva Montella, mentre oggi troviamo Gattuso, nel 2016 il proprietario era ancora Silvio Berlusconi (fu il suo ultimo trofeo), mentre oggi abbiamo il fondo Elliott, in altre parole la famiglia Singer, l’amministratore delegato era Adriano Galliani, oggi è Ivan Gazidis.

Cosa non è cambiato allora? Beh, direi l’avversaria, ossia la Juventus e la sua egemonia all’interno dei confini italici. Anche oggi i bianconeri sono i padroni indiscussi del campionato, dominandolo, di fatto, dalla prima all’ultima giornata. Sembra davvero che le altre squadre possano ambire solamente al secondo posto. Se dovessimo però trovare un punto debole alla Juventus, questo lo troveremmo proprio nelle gare secche e la Supercoppa è proprio una di queste. Sono numerose infatti le finali perse dalla squadra della città della Mole, sia che si parli di Champions League (7 sconfitte a fronte di sole due vittorie), sia che si tratti della Supercoppa Italiana (nelle ultime 6 apparizioni consecutive, 3 vittorie e 3 sconfitte). Al contrario il Milan è spesso stato un club da “finale” e proprio su questo suo DNA deve puntare.

Anche Bakayoko, nelle sue dichiarazioni di qualche giorno fa, si è detto convinto che in un gara secca il Diavolo se la possa pienamente giocare. Il Milan arriva a Gedda con la qualificazione ai quarti di Coppa Italia conquistata a Marassi dopo ben 120 minuti, non il massimo per una rosa già di per sè corta a causa di infortunati o squalificati. La vittoria ottenuta ai supplementari ha però dato morale alla banda di Gattuso che ora ha, forse,qualche certezza in più. Basti pensare a Conti, che pare sulla via del pieno recupero (davvero ottimo l’assist per la rete di ), a Paquetà che si è mosso molto bene e ha dimostrato fin da subito di poter stare a questi livelli, a che dimostra sempre più di essere un bomber di razza, o ancora a Reina, semplicemente superlativo a Genova.

Purtroppo rimane la grana Higuain e, oltre a chiedersi se rimarrà o meno in rossonero fino a giugno, ci chiediamo anche con quale atteggiamento entrerà in campo dopo i “fattacci” della partita d’andata di campionato proprio contro i bianconeri. Ah dimenticavo, Gattuso dovrà fare a meno anche di Suso e sappiamo bene cosa questo significhi. Anche Allegri dovrà rinunciare a pezzi importanti del proprio scacchiere non potendo schierare Benatia, Cuadrado e soprattutto Mandzukic.

Per il mister livornese sembrano esserci due soli dubbi per l’undici titolare. Betancur e Khedira si giocano l’ultimo posto a centrocampo, mentre Bernardeschi sfida Douglas Costa per sostituire proprio l’attaccante croato, grande assente del match. Per il resto si vedrà la solita Juventus condotta da Cristiano Ronaldo. La finale sarà diretta da Banti. Vincere per la Juventus significherebbe continuare un’egemonia che sembra non avere fine, mentre per il Milan sarebbe una vera e propria iniezione di fiducia, sia per la squadra che per la società, oltre che per i tifosi, vittime oramai di anni di cocenti delusioni.

Le probabili formazioni:

Milan (4-3-3) : Donnarumma, Calabria, Zapata, Romagnoli, Rodriguez, Kessie, Bakayoko, Paquetà, Castillejo, Higuain, Calhanoglu. All.: Gattuso

Juventus 4-3-3) : Szczesny, Cancelo, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro, Matuidi, Pjanic, Betancur, Dybala, Ronaldo, Bernardeschi. All.: Allegri.

Curiosità: la Supercoppa italiana fa tappa quest’anno in Arabia Saudita. Dopo essersi giocata a Washington(1993), New York (2003), Pechino (2009, 2011 e 2012), Shanghai (2015) e Doha (2014 e 2016), stavolta la partita si disputerà nel King Abdulá Stadium di Gedda. Entrambe le squadre hanno sollevato il trofeo per sette volte. Di conseguenza, chi lo farà anche stavolta diventerà il re della competizione.

Zuma

Marco Fumagalli, meglio conosciuto come Zuma, amante, filosofo ed esteta dello Sport in tutte le sue mille sfaccettature. Amo la palla tonda, quella a spicchi, quella ovale, le due ruote e tutto ciò che ci ruota intorno. Il mio nome lo devo anche a Van Basten anche se ho vissuto la mia adolescenza sotto le imprese di Carletto Ancelotti.

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