Suso: sintomatologia da top player

 Dopo un’estate passata ad ammirare (o deprecare) i tanti giocatori acquistati a fior di Milioni dal duo Fassone & Mirabelli è inevitabile riflettere sul fatto che Jesùs Joaquìn Fernandez Sàez de la Torre, per gli amici Suso, sia incontestabilmente l’unico calciatore del “nuovo” milan degno di essere additato come “top player”. Il solo giocatore in maglia rossonera in grado di saltare l’avversario diretto con estrema facilità ed andare al tiro da dentro o da fuori area, in particolar modo dalla sua posizione prediletta: la fascia destra, dove in molteplici occasioni getta il panico tra le difese avversarie. Un calciatore dal passato promettente che tuttavia sembrava essere destinato ad un ridimensionamento, dopo che il Milan lo aveva acquistato per poco più di 1 Milione di euro dal Liverpool.

Eppure nel Milan di Montella, dopo una stagione da reietto sotto la guida di Mihajlovic, ha saputo ritrovare se stesso e maturare tanto quanto basta per mettere in mostra le sue doti di fantasia e concretezza, come la Juve affrontata nella finale di Supercoppa Italiana 2016 a Doha, ricorderà bene. Un calciatore anomalo, difficilmente adattabile in un ruolo diverso da quello dell’esterno alto di destra, dove è in grado di rendersi pericoloso con giocate ripetitive ma efficaci, prendere sul tempo l’avversario diretto ed accentrarsi verso la porta avversaria oppure dribblare verso l’esterno e farsi apprezzare per la qualità con cui calcia di destro.

In questo inizio di campionato shock per i rossoneri, il giovane spagnolo ha comunque spiccato per continuità di presenza (1100 i minuti giocati) e rendimento, mettendo a referto 5 reti e 4 assist, come nessun altro compagno è stato in grado di fare. Come se questo non bastasse, quando le condizioni fisiche glielo concedono, Suso non lesina sagacia difensiva, come nella partita di Coppa Italia contro il Verona ha saputo mirabilmente mettere in mostra, rendendosi autore di alcuni ripiegamenti degni di nota che lo hanno portato ad arretrare sino alla propria area di rigore.

La società ha avuto quindi ragione a prolungare il contratto di questa giovane promessa del calcio internazionale sino al 2022, concedendogli un adeguato aumento di ingaggio. Tutto questo per la felicità dei tifosi che apprezzano un ragazzo impeccabile fuori dal campo, sempre estraneo a vicende di mercato, ed ammirano un professionista sul rettangolo di gioco, laddove sa rendersi protagonista con giocate da vero funambolo capaci di illuminare la platea.

Stefano I.

Ricercatore informatico ​affetto dal sacro fuoco rossonero. Scettico per precauzione, ​realista per vocazione ed ​​amante del genio per eccezione. Nato nel segno di Van Basten con ascendente Savicevic.

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