DONNARUMMA 6,5: solito primo tempo da spettatore a mano della facile presa su Radovanovic al minuto 9. Però c’è e lo dimostra con la deviazione di giustezza su colpo di testa di Tomovic al minuto 73. In precedenza vorrebbe frustare Kessie che concede all’esterefatto Birsa il miglior assist della sua vita.

CALABRIA 6+: spinge con agilità, sale e scende sulla destra dove la squadra prevalentemente gioca. Non è precisissimo nel cross ma si intende bene con Suso. Fa il pendolo con Ricardo Rodríguez sull’altro lato.

MUSACCHIO 6: litiga un paio di volte con la linea laterale, per il resto partita tranquilla.

ROMAGNOLI 6: lotta di testa e di piede, mai distratto. Meglio da centrale che da esterno di difesa, è apparso in buona condizione complessiva. Leader silenzioso.

BORINI 6+: cambia lato di competenza e appare un po’ meno arrembante. Non fa mancare il solito contributo di corsa e fiato a vantaggio della collettività. Tira alto al minuto 49.

KESSIE 5,5: sempre nel vivo della manovra sbatte spesso contro il muro clivense ma non demorde e pressa furiosamente chiunque passi dalle sue parti. Assiste Calhanoglu sul terzo gol, poi, preso da un attimo di commozione, dimentica che Natale ci sarà tra due mesi esatti e regala a Birsa la palla del gol della bandiera dei Veneti. Sciocchezza che gli costa almeno mezzo punto. Dopo non si abbatte e riprende da dove aveva interrotto. Conferma di essere in ripresa.

BIGLIA 6: osserva e dirige la manovra e la circolazione della palla. Se magari la smettesse di perdere palloni sarebbe cosa buona e giusta. Anche qui mezzo punto in meno.

RICARDO RODRIGUEZ 6: si alterna nella salita e nella discesa con Calabria. Arpiona un numero impressionante di palloni.

SUSO 7,5: tira fuori su punizione al minuto 15 da posizione favorevole e al minuto 18 dopo azione prolungata. E’ la fonte di tutte le iniziative. Colpisce al minuto 35 alla sua maniera sfruttando mirabilmente un’azione su seconda palla, causa l’autogol di Cesar e serve a Kalinic la palla del quarto gol. Poi esce, per stasera basta così.

CALHANOGLU 6,5: va al tiro (alto) al minuto 11. Parte da sinistra, fatica un po’ a trovare la posizione ideale e appare poco cercato e sfruttato. Col passare dei minuti però acquista fiducia. Dopo un tiraccio al minuto 52 a quello 55 si sblocca su assist di Kessie finalizzando una ripartenza.

KALINIC 6+: terminale offensivo pur sempre troppo solitario nel mare magno della difesa in maglia gialla. Entra incidentalmente nell’azione del vantaggio e si batte senza paura. La mette al minuto 64 su assist di Suso.

LOCATELLI s.v.: entra per Biglia e partecipa alla festa.

MONTOLIVO s.v.: consente la standing ovation per Suso e gioca bene i pochi palloni che passano tra i suoi piedi.

ANDRE’ SILVA s.v.: entra e quasi quasi la mette subito.

MONTELLA 7: per la prima volta si vede il Milan “Montelliano” fatto di possesso palla prolungato e presidio costante della metà campo avversaria. Il 3-4-2-1 sembra (ma non si sa mai) essere il marchio di fabbrica della stagione. Il problema non appare la difesa ma la quantità e la qualità con la quale servire la punta centrale e di conseguenza finalizzare verso la porta avversaria. Adesso, ci scommetto, tutti a dire che “non c’era Bonucci” e guarda caso il Milan ha vinto. Ne prendo atto anche io e basta, è un dato statistico. Potrebbe essere una vittoria toccasana. Andiamo avanti senza guardare la classifica, tra tre giorni c’è la Juve, poi la sosta permetterà di recuperare energie.

Egidio

Egidio

Sono nato all'epoca delle Olimpiadi di Roma, nella vita non faccio lo scrittore, né il giornalista, ma tutt’altra cosa che adesso non è utile descrivere né spiegare. Mi piace scrivere. Nel corso della mia vita, sin dall’epoca del liceo, credo di aver sviluppato una discreta capacità nel raccontare ed esprimere idee, concetti, ma soprattutto sentimenti e sensazioni. Tuttora, nella vita di tutti i giorni scrivo molto per lavoro. Sono innamorato del Milan dall’età di 8 anni e questo per merito di mio padre buon’anima, ahimè, volato in cielo pochi mesi prima della Stella del 10°. Mi firmerò con lo pseudonimo di Egidio. Come molti altri di voi, ho giocato a pallone (badate bene, “a pallone”, e non “a calcio”) a livello dilettantistico-amatoriale. Giocavo centravanti (adesso sarei “una prima punta”), la maglia rigorosamente era la numero 9 ed Egidio era il soprannome che i miei amici mi affibbiarono all’epoca dei fatti, ma vi assicuro che ho segnato più reti di quante ne abbia sbagliate lo Sciagurato. Ringrazio sin d’ora chi mi leggerà, chi mi apprezzerà, chi no, ma soprattutto chi, con educazione, mi contesterà : il peggior disprezzo è l’indifferenza. Ricordate che il Milan si discute, ma si ama. Ed io lo amo.
Egidio