Nord ovest della Macedonia, circa 450 metri sul livello del mare,  è qui che sorge la città di Tetovo, un centro di neanche 90.000 abitanti, alla periferia di una terra piena di contrasti e contraddizioni. Tetovo, diciamolo subito, è sconosciuta alla maggior parte degli abitanti del pianeta e non certo a causa di strategie pubblicitarie sbagliate. Tuttavia qualcosa di bello indubbiamente c’è. Notevole la moschea Šarena Džamija del XV secolo, pregevole pezzo di architettura ottomana, molto particolare l’Arabati Baba Teke, un antico monastero del XVIII secolo, suggestivo e certamente meritevole di una visita. In questa città c’è anche una delle maggiori università della Macedonia.

Il 19 marzo 1943, proprio a Tetovo è stato costituito il Partito Comunista macedone, in onore del quale è stato istituito il Museo Memoriale.  A meno di 10 km dalla città c’è il famoso monastero di Lesok, fondato nel 14mo secolo ed ora luogo di turismo spirituale ed oasi di pace e serenità. Non sempre, a dire il vero, se consideriamo che diverse chiese e luoghi di culto, in queste zone, furono fatte saltare in aria durante la guerra del Kosovo, con molti territori disseminati di mine antiuomo. Lo stesso monastero di Lesok fu distrutto nel 2001.

Sebbene si trovi in territorio macedone, per diversi motivi qui si respira aria d’Albania. Il confine non è lontano e malgrado la presenza dei luoghi mistici che dicevamo prima, l’amicizia fra i popoli da queste parti non regna sovrana: le tensioni fra le diverse etnie non di rado sono sfociate in scontri che più volte hanno spazzato via ogni brandello di tranquillità da qualsiasi luogo spirituale macedone. Anche Tetovo è stato teatro di una guerra civile che ha lasciato segni e cicatrici difficili da rimarginare. Uno spettro che periodicamente torna a spaventare la popolazione. La possibilità di un nuovo conflitto inter-etnico fra macedoni e albanesi, anche oggi, non è un’eventualità troppo remota.

Nils

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Le mie info biografiche sono in sciopero. Torneranno in autunno o in inverno.
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