teocoliA 71 anni ha visto vincere tutto dal club rossonero: Teo Teocoli, grandissimo comico, conduttore televisivo, imitatore, cantante e attore cinematografico, è un dichiarato sostenitore del Milan. Più volte ha confessato di aver iniziato a tifare per i colori rossoneri all’età di 10 anni. Dunque ha potuto festeggiare con il Milan una miriade di trofei, più di dieci scudetti, tutte le 7 coppe dei Campioni e la Coppa del Mondo per Club Fifa. Un tifoso, insomma, che ha visto vincere tutto dalla propria squadra del cuore, oltre a aver assistito alla prima finale di Coppa dei Campioni, giocata dal Milan nel 1958, e persa ai supplementari contro il grande Real Madrid, vincitore delle prime cinque edizioni del trofeo. Vissuta a pieno anche l’era Berlusconi, gli anni del dominio rossonero in Europa e nel mondo.
In un’intervista a La Repubblica, Teocoli ha così commentato le ultime vicende societarie rossonere: ‘Mi sento sollevato. Berlusconi è uscito con dignità dopo due decenni di trionfi, ha ceduto a testa alta e obbligando i cinesi a investire 350 milioni in tre anni. Gli ultimi anni sono stati bruttini davvero, con vendite sciagurate, su tutti Ibrahimovic, che prendeva 12 milioni l’anno ma ce ne faceva entrare il doppio. Il gol-non gol di Muntari contro la Juve nel 2012, dentro un metro, è stato lo spartiacque. Berlusconi è stato un grande presidente finché ha potuto reggere il ritmo delle grandi spese, poi è stato stritolato dal meccanismo che aveva creato’. E poi ancora nostalgia per i vecchi tempi: ‘Sono nostalgico sì. Dell’era berlusconiana rimpiango soprattutto il trio olandese, sono passati 20 anni, non si può rimanere legati a quei ricordi, ma le ultime stagioni sono state troppo brutte, impossibile non sentire la malinconia e non rimpiangere i campioni che sono passati dal club’. Come dargli torto? Ovviamente, gli auguriamo di rivedere, il più presto possibile, il Milan che ha conosciuto e ammirato per anni. 
Alessia

Alessia

Rossonera dal concepimento, vive, da 22 anni, per questi colori. Cresciuta con le magie di Kakà, nonostante le lacrime alla sua volta per Madrid, restano lo sguardo di Sheva sul dischetto e tutta la magica notte di Manchester a farle mancare ancora il fiato. Unico dispiacere: non aver potuto vedere dal vivo il Milan di Sacchi.
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