È un rossonero sfegatato uno dei volti più noti della tv italiana: Gerry Scotti. Conosciuto anche come lo zio Gerry, nasce nell’agosto 1957, in provincia di Pavia. Nei programmi da lui condotti, da “Passaparola” a “La sai l’ultima?”, da “Chi vuol essere milionario?” a “Avanti un altro!” fino a “Caduta libera”, non ha mai nascosto il suo amore per il Milan, ricordandolo spesso e volentieri, soprattutto in occasione di domande ai suoi concorrenti relative al mondo rossonero. La sua carriera inizia con attività radiofoniche: prima a Radio Hinterland Milano2 e a NovaRadio, poi a Radio Milano International per poi approdare Radio Deejay, grazie alla quale arriva anche in televisione, con DeeJAy Television. Alla fine degli anni 80 passa a RDS, infine a Radio R101.

La maggior parte del pubblico conosce Gerry Scotti come una figura legata al mondo della tv, come conduttore televisivo, ignorando la sfaccettatura politica del vip rossonero. Ebbene sì, Gerry, alle elezioni politiche del 1987 venne eletto deputato con più di 9.286 voti favorevoli. Ma il suo mandato finì nel 1992. Un’esperienza a suo dire ostile, in quanto svolta in modo negativo e priva di stimoli. Le curiosità non finiscono qui: Gerry Scotti è stato il primo parlamentare della Repubblica Italiana ad aver rinunciato al proprio vitalizio.

Ad ogni modo, lo zio Gerry si è sempre dimostrato umile, simpatico, buffo e divertente, talvolta emotivo, agli occhi degli spettatori. Conduttore di quiz, varietà e talent show, ma anche attore in sit – com e film, è l’erede del mitico Mike Bongiorno. Considerato personaggio di spicco, Mediaset lo chiama ancora spesso in caso di crisi di ascolti o insuccessi di trasmissioni. È partito da poco il suo nuovo gioco “The Wall” e ultimamente lo abbiamo visto in qualità di giudice in “Tu si que vales”. Attualmente vanta numeri davvero da capogiro: 600 prime serate e più di 6.200 ore di programmi in day time sulle reti Mediaset. 

Nonostante gli impegni lavorativi, non ha mai rinunciato a sostenere la propria squadra, mostrandosi spesso a San SiroUn conduttore eccezionale, un grande maestro della televisione italiana, un esempio di fede rossonera.

Alessia

Rossonera dal concepimento, vive, da 22 anni, per questi colori. Cresciuta con le magie di Kakà, nonostante le lacrime alla sua volta per Madrid, restano lo sguardo di Sheva sul dischetto e tutta la magica notte di Manchester a farle mancare ancora il fiato. Unico dispiacere: non aver potuto vedere dal vivo il Milan di Sacchi.

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