Torino-Milan 2-0, il Milan perde partita e testa (ma alcuni non ce l’hanno mai avuta)

DONNARUMMA Voto 6-: primo tempo inoperoso sino alla parata su Belotti al minuto 38. Sfarfalla qualche volta in uscita alta. Causa un giallo a Paquetà al quale cede la palla ma con il quale non si intende, poi non può nulla su Berenguer. Ancora una volta sembra distratto (da cosa?).

CONTI Voto 5: conferma di non saper (o non voler?) difendere, perciò commette falli che potrebbe evitare. Quando invece recupera palla oltre la linea mediana del campo lo fa con la faccia del bambino che sta andando al Luna Park. Ansaldi gli fa venire il mal di testa.

MUSACCHIO Voto 5,5: fa a sportellate con Belotti, un po’ le dà ma molte ne prende.

ROMAGNOLI Voto 5,0: supporta Musacchio, svetta di testa, spazza l’area. Sino al rosso nel finale concitato che si poteva evitare non era andato nemmeno tanto male.

RODRIGUEZ Voto 5,5: soffre le incursioni di De Silvestri. Che non azzecchi un cross è ormai inutile ripeterlo.

KESSIE Voto 5,0: niente di eccezionale ma nemmeno di negativo almeno sino al fallo su Izzo, fallo stupido almeno come l’esporre al pubblico ludibrio la maglia di Acerbi.

BAKAYOKO Voto 6,5: l’ultimo ad arrendersi, nonché l’attaccante più pericoloso: colpisce la traversa al minuto 66, e impegna Sirigu al minuto 79, sempre di testa.

PAQUETA’ Voto 6+: gioca spesso e volentieri di prima, qualche volta eccede in fiducia ma ad averne come lui. Sembra essere il solo a potere dare imprevedibilità alla manovra.

SUSO Voto 5,0: conferma di essere rimasto fermo all’autunno 2018. Va al tiro al minuto 30. Rischia il doppio giallo al minuto 52, alla fine esce per carità di Patria.

CUTRONE Voto 6+: si muove bene, scatta, si propone, tiene palla contro un avversario più forte fisicamente, ma se si allarga lui, in area non va nessuno. Serve a Calhanoglu una bella palla gol.

CALHANOGLU Voto 5,5: al minuto 43 impegna Sirigu infilandosi in area. Poco preciso sui calci da fermo, ma anche quella è una costante negativa ormai nota. Calpesta tutte le zone del campo, ma sembra aver smarrito un’identità.

PIATEK S.V.: è impossibile metterla dentro se non te la passano mai come ti serve.

CASTILLEJO S.V.: si agita ma conclude poco. Più di Suso, comunque, perché almeno corre e restituisce il pallone.

BORINI S.V.: nel marasma generale post secondo gol ci mette solo la buona volontà.

GATTUSO Voto 5: consueto timore reverenziale di inizio partita, poi meglio sul finire del primo tempo. Perché dagli spogliatoi emerga un’altra squadra forse non lo sapremo mai. Prosegue nella flagellazione e nell’assunzione (non richiesta) di colpe anche non sue. Tra le sue colpe però c’è la pervicacia nello schierare Suso, da quattro mesi ormai impresentabile. Tra le colpe non sue c’è, invece, l’aver dovuto rintuzzare i danni dovuti alla sua continua delegittimazione causata dalla valanga di nomi dei suoi possibili sostituti. La squadra sembra soltanto attendere la fine della stagione, quasi come se il risultato sportivo ormai non conti più. Ciò nonostante siamo ancora in corsa.

Egidio

Sono nato all'epoca delle Olimpiadi di Roma, nella vita non faccio lo scrittore, né il giornalista, ma tutt’altra cosa che adesso non è utile descrivere né spiegare. Mi piace scrivere. Nel corso della mia vita, sin dall’epoca del liceo, credo di aver sviluppato una discreta capacità nel raccontare ed esprimere idee, concetti, ma soprattutto sentimenti e sensazioni. Tuttora, nella vita di tutti i giorni scrivo molto per lavoro. Sono innamorato del Milan dall’età di 8 anni e questo per merito di mio padre buon’anima, ahimè, volato in cielo pochi mesi prima della Stella del 10°. Mi firmerò con lo pseudonimo di Egidio. Come molti altri di voi, ho giocato a pallone (badate bene, “a pallone”, e non “a calcio”) a livello dilettantistico-amatoriale. Giocavo centravanti (adesso sarei “una prima punta”), la maglia rigorosamente era la numero 9 ed Egidio era il soprannome che i miei amici mi affibbiarono all’epoca dei fatti, ma vi assicuro che ho segnato più reti di quante ne abbia sbagliate lo Sciagurato. Ringrazio sin d’ora chi mi leggerà, chi mi apprezzerà, chi no, ma soprattutto chi, con educazione, mi contesterà : il peggior disprezzo è l’indifferenza. Ricordate che il Milan si discute, ma si ama. Ed io lo amo.

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