Troppo ideologico, poco logico, così Giampaolo sta bruciando se stesso

Il derby lo ha vinto l’inter per 2 a 0, meritatamente. Poichè sono contro la tortura, evito di entrare nei dettagli delle singole prestazioni individuali, stavolta mi limito a dare dei voti secchi in pagella. I seguenti:

Donnarumma 7
Rodriguez 5
Romagnoli 5,5
Musacchio 5,5
Conti 5
Kessie 5,5
Calhanoglu 4,5
Biglia 5
Suso 5,5
Piatek 5
Leao 6
Theo Hernandez 6
Rebic 5
Paquetà 5,5
Giampaolo 4,5

 


Un paio di considerazioni di più ampio respiro, anche se durante la partita proprio il respiro a un certo punto mi stava mancando. Giampaolo è testardo e non vuol mollare di un millimetro il suo credo e le sue convinzioni. Purtroppo per lui, il Milan resta una delle peggiori squadre di tutta la serie A per quanto riguarda il computo dei tiri in porta. Ieri sera Handanovic non ha fatto praticamente nessuna parata, sarà contenta sua moglie ma non possiamo esserlo noi. Ritengo che uno come Bennacer debba stare sempre in campo almeno in un contesto come quello del Milan. Anche Leao, per quanto indisciplinato, merita evidentemente più spazio. Tra l’altro è l’unico capace di fare una accelerazione pericolosa per gli avversari, ben venga dunque tale indisciplina. 

Ci vorrebbe meno ideologia e più logica, più pratica. Meno analisi e più efficacia spicciola. Meno teoria/utopia e maggiore contatto con la realtà. Il maestro deve capire in fretta se con i suoi alunni è il caso di portare alla recita di fine anno la Traviata o una dimostrazione vocale dei suoni della natura. 

L’Inter era più stanca per aver giocato in Coppa contro lo Slavia Praga. Il Milan però era cotto e se l’è mangiato come il prosciutto di Praga. C’è qualcosa che non va anche nei muscoli dei giocatori, ammesso che tutti li abbiano. Poi vabbè, c’è il vissuto di ognuno di loro, sul quale faremmo anche volentieri a meno di indagare.  

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