montella2In natura esiste un fenomeno, quello della “tanatosi”. E’ un singolare comportamento protettivo, adottato in situazioni di massima emergenza, per evitare di cadere vittime di aggressioni, e consiste, appunto, nel simulare uno stato di morte. A questo astutissimo rimedio salvavita ricorrono sia gli invertebrati, soprattutto i ragni e gli insetti, sia, ma in misura molto minore, i vertebrati, dai pesci ai mammiferi. Parecchi animali hanno sviluppato questa capacità, collegando all’idea della morte la possibilità di sopravvivenza: insomma, hanno capito che fare i morti vuol dire salvare la pelle. Di fronte all’agguato, paralizzano tutte le funzioni vitali, sembrano davvero stecchiti. Vedendoli crollare, i predatori si allontanano, perché perdono l’istinto di cacciatori. Non cacciano un corpo già morto. È contro la loro natura.

Voglio pensare che in questo momento il Milan sia come questi animali e che sia volutamente immobile rispetto a tutto ciò che sta accadendo intorno per evitare di essere attaccato.

Il tifoso è al tempo stesso sconcertato e speranzoso. La firma di questo benedetto preliminare tarda ad arrivare, del Presidente non si hanno notizie né in video né in voce dal giorno delle sue dimissioni (e questa sua assenza forzata ci dà la misura del rischio che ha corso), il buon Galliani si agita su e giù per l’Europa per tessere la tela della trattativa ma soprattutto della fiducia con i calciatori oggetto di interesse e le relative società di appartenenza. Nel frattempo, la stagione è partita e l’aeroplanino sta lavorando con quello che ha tuttora a disposizione. Già la scorsa estate presentai Vincenzo Montella come uno dei papabili alla panchina rossonera (clicca qui per rileggere l’articolo). La ritengo una scelta azzeccata per ridare slancio e avviare un nuovo progetto tecnico-tattico, valorizzare i giovani e ridare un’identità ad una squadra ed una società che sembra avere smarrito la via maestra del bel giuoco e della ricerca dello spettacolo. Le prime indicazioni emerse dalla partita di Bordeaux sembrano positive sotto l’aspetto dell’atteggiamento e della disponibilità a percorrere questa strada. Molto si può fare anche nel recupero di potenzialità sinora inespresse con al maglia rossonera. Una su tutti, Suso. Indisponente lo scorso anno, esplosivo a Genova, il fantasista iberico potrebbe essere il primo dei veri nuovi acquisti. Il De Sciglio visto agli Europei il secondo. Bertolacci abbassato in cabina di regia il terzo. Vedremo. Per ora, immobili come un opossum, attendiamo il 31 luglio.

Egidio

Egidio

Sono nato all'epoca delle Olimpiadi di Roma, nella vita non faccio lo scrittore, né il giornalista, ma tutt’altra cosa che adesso non è utile descrivere né spiegare. Mi piace scrivere. Nel corso della mia vita, sin dall’epoca del liceo, credo di aver sviluppato una discreta capacità nel raccontare ed esprimere idee, concetti, ma soprattutto sentimenti e sensazioni. Tuttora, nella vita di tutti i giorni scrivo molto per lavoro. Sono innamorato del Milan dall’età di 8 anni e questo per merito di mio padre buon’anima, ahimè, volato in cielo pochi mesi prima della Stella del 10°. Mi firmerò con lo pseudonimo di Egidio. Come molti altri di voi, ho giocato a pallone (badate bene, “a pallone”, e non “a calcio”) a livello dilettantistico-amatoriale. Giocavo centravanti (adesso sarei “una prima punta”), la maglia rigorosamente era la numero 9 ed Egidio era il soprannome che i miei amici mi affibbiarono all’epoca dei fatti, ma vi assicuro che ho segnato più reti di quante ne abbia sbagliate lo Sciagurato. Ringrazio sin d’ora chi mi leggerà, chi mi apprezzerà, chi no, ma soprattutto chi, con educazione, mi contesterà : il peggior disprezzo è l’indifferenza. Ricordate che il Milan si discute, ma si ama. Ed io lo amo.
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