Con l’affare Biglia che si complica, il centrocampo del Milan rimane, ad oggi, il reparto che pone i maggiori interrogativi per la prossima stagione. Infatti, sappiamo bene che la mediana è stato spesso il punto debole delle ultime stagioni e, ad ora, il solo innesto di Kessie non basta a colmare le evidenti lacune che si sono viste.

In aggiunta molti nostri centrocampisti sono, di fatto, con le valigie in mano. Si parla di un Kucka diretto a Firenze nel possibile affare che riguarda Kalinic, Poli e Bertolacci sembrano essere coinvolti in numerose trattative di mercato, Sosa, nel caso arrivasse una buona offerta, verrà ceduto;  non è stato riscattato, mentre Pasalic è ritornato al Chelsea. Di conseguenza, oltre a Kessie, potremmo contare su Montolivo (anche su di lui voci di mercato), Locatelli e Bonaventura (da capire se sarà utilizzato da Montella come centrocampista o esterno d’attacco).

E’ evidente che un paio di centrocampisti servono e, magari, uno dei due, il prima possibile dal momento che i preliminari di Europa League si giocheranno solamente tra un mese. Per un milione di euro, a mio avviso, Mati Fernandez andrebbe riscattato considerando la lunga stagione che ci aspetta. Non sarà certo un fenomeno, ma è un discreto giocatore dotato di buona tecnica capace di essere un buon sostituto.

Giusto, invece, abbandonare la presa su Biglia riflettendo bene sulle esose richieste di Lotito che, per un giocatore in scadenza e con già 31 primavere, chiede oltre 20 milioni di euro. A queste cifre si possono comunque trovare buoni centrocampisti in giro per l’Europa e, magari, con qualche anno meno sulla propria carta d’identità. In caso poi di mancate cessioni (Biglia o Keita) il mercato biancoceleste sarà quasi bloccato mancando liquidità.

Non ci resta quindi che affidarci al duo Fassone – Mirabelli, sperando che il buon lavoro svolto finora possa continuare nelle prossime settimane regalandoci un centrocampo che sia “da MILAN”.

Zuma

Zuma

Marco Fumagalli, meglio conosciuto come Zuma, amante, filosofo ed esteta dello Sport in tutte le sue mille sfaccettature. Amo la palla tonda, quella a spicchi, quella ovale, le due ruote e tutto ciò che ci ruota intorno. Il mio nome lo devo anche a Van Basten anche se ho vissuto la mia adolescenza sotto le imprese di Carletto Ancelotti.
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