I quarti di finale di Champions League sono terminati e, indubbiamente, non sono mancate le sorprese. La corazzata del Manchester City è stata eliminata dal meno (?) quotato Liverpool anche se alla vigilia di questo confronto personalmente ero scettico sulla presunta superiorità della squadra di Guardiola. L’allenatore spagnolo ha sempre patito la squadra di Klopp e questo si è visto anche in questo doppio confronto. Nonostante il City abbia speso cifre folli sul mercato nell’ultima stagione e non solo, ha mancato l’obiettivo più importante. Si consolerà con la Premier.

Ben più clamorosa è invece la caduta degli dei del Barcellona che prendono tre sonori schiaffi a Roma, giocando una partita ai limiti dell’imbarazzante, subendo la veemenza e l’energia dei giallorossi, autori di una prestazione sontuosa. Anche qui, cessione di Neymar a parte, i blaugrana hanno messo mano al portafoglio con acquisti dispendiosi vedi Dembele e Coutinho ad esempio. Valverde si consolerà con la Liga.

E qui voglio proporre una piccola riflessione. Anche il Milan questa estate ha speso e non poco per una grande campagna acquisti. A distanza di quasi un anno alcuni giocatori si sono dimostrati all’altezza, mentre altri hanno deluso oppure è evidente che sono stati pagati più del loro reale valore. Molti si sono scatenati contro la società per un mercato, a loro avviso, sbagliato. Personalmente ritengo che qualcosa è stato azzeccato, mentre qualcosa è stato indubbiamente sbagliato.

City e Barca sono sì in testa ai loro rispettivi campionati nazionali ma, in Europa, principale obiettivo di ogni big che si rispetti, hanno clamorosamente fallito. Il Milan purtroppo non si trova nella stessa posizione di classifica, però in Europa non ha fatto peggio della due squadre sopracitate, eppure la sua dirigenza viene spesso accusata di non essere all’altezza, di essersi mossa male sul mercato, di non aver saputo scegliere la giusta strategia etc. Osservazioni che possono essere anche in parte vere, ma ci chiediamo perché lo stesso can can mediatico non si faccia anche per Barca e City che, nonostante partissero da una base bella solida e collaudata e da un mercato pirotecnico, hanno finito per deludere clamorosamente.

Che poi un trofeo il Milan comunque se lo gioca ancora. Sarà difficilissima, però, c’è una finale di Coppa Italia da provare a vincere!!

Zuma

Marco Fumagalli, meglio conosciuto come Zuma, amante, filosofo ed esteta dello Sport in tutte le sue mille sfaccettature. Amo la palla tonda, quella a spicchi, quella ovale, le due ruote e tutto ciò che ci ruota intorno. Il mio nome lo devo anche a Van Basten anche se ho vissuto la mia adolescenza sotto le imprese di Carletto Ancelotti.